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Fenomenologia di una festa alcolica nelle Marche

19 April 2006 | By benty in Senza categoria

Manca sempre la scusa, ovvero la persona disposta per qualche motivo all’ingente investimento e a sobbarcarsi assieme a poche altre eroiche figure l’organizzazione. Trovato e convinto il pollo poi è fatta. Occorre maneggiare ingranaggi delicati, a cui solo pochi hanno accesso per aggiudicarsi quei casolari enormi e mezzo diroccati di cui le campagne marchigiane sono ricche. Quasi sempre occorre rivolgersi a gente invischiata col clero, dei preti, dei centristi ultracattolici, oppure a degli scout. Ma vale la pena sporcarsi le mani con questa gentaglia. Perchè detengono le chiavi di perfetti scenari da festa alcolica: posti raggiungibili ma isolati, dotati di ampi saloni da adibire a dancefloor, vari spazi esterni e un imprecisato numero di stanzine buie dove le coppiette possono rintanarsi ad ora tarda. Inoltre, viste le camerate sterminate, basta portarsi un saccoapelo e non c’è nemmeno bisogno di rimettersi in strada alle sei del mattino sfatti dall’alcol. Si pernotta lì, che fa tanto comune anni 70. Il clima da comune inizia già nella fase della pulizia, in genere un lavoro pesante e da svolgere presto e in pochi. Poi occorre pensare alle vivande. Cibo e soprattutto alcol.

Prima di tutto il cibo: in genere ci si butta su della sempre ottima porchetta, che rende parecchi panini e garantisce il consumo di qualche ettoilitro di vino rosso, anche di qualità mediobassa. Se proprio si hanno voglia, capacità e personale specializzato, ci si può avventurare nell’impresa di servire della pasta. Parliamo di feste che vanno dalle 100 alle 250 persone, non è proprio come fare due spaghi. In caso d’emergenza conviene sempre avere delle scorte di pane e affettati, (ciauscolo uber alles) da pagare al consumo (se non li comincio te li restituisco). I casi di maggiore accortezza organizzativa prevedono anche caffè. Noi, per dire, ci avevamo addirittura il mistrà Varnelli per fare le correzioni, non so se mi spiego.

L’alcol determina, senza altro aggiungere, il risultato della festa. Può determinarlo già a priori: se si sparge la voce di un certo quantitativo di denaro investito strategicamente in birra, vino e superalcolici, la festa può assumere dimensioni incontrollabili ed entrare di diritto nella leggenda. Questa festa era per 80 persone, e ci siamo ritrovati in oltre 250. La storia lo insegna: in alcool non si spende mai troppo. Se lo bevono tutto, è scientificamente provato. Le Marche non a caso sono la regione col maggior tasso di alcolismo giovanile, e fra i più alti tassi di consumo di alcolici in Italia. Ne andiamo vagamente orgogliosi. Il difficile è cercare di calcolare bene le proporzioni: quanto vino, quanta birra, quanto di tutto il resto. In genere è tradizione che la gente non direttamente invitata si presenti almeno con una boccia a coppia. Grazie a dio, mi sento di aggiungere, che il bar è rimasto attivo (trad, è stato barbaramente saccheggiato) circa un’ora dall’apertura. Dopodichè vedevi gente di ogni sesso, censo ed età, attaccarsi disperatamente a canna alle bottiglie che progressivamente arrivavano e venivano immediatamente messe in circolo in pista, fino a mattina. Scene che tocccano sempre e il cuore. E il fegato, visto che in consolle sono arrivate tra l’altro della grappa, un Fernet Branca, uno Sheridan, e ci mancava solo il Rosso Antico. Ma non li avevano messi fuori commercio?

Poi c’è la musica. In questo caso ero il diretto responsabile e interessato. Ciò significa, portarsi delle pesanti borse dalla Grecia (we are not dj chiavetta), contattare il service, caricarsi il materiale, portarlo e destinazione e scaricarlo, decidere dove piazzare la consolle e le casse, montarlo, provarlo, pregare che il casolare sia fornito di un adeguato impianto elettrico, che in campagna non si sa mai,  mettere musica fino all’ultimo ballerino e all’indomani smontarlo, caricarlo e riportarlo al service. La musica è un tema scottante da queste parti: abituati come sono a ballare quasi tutte le settimane gemme che vanno dalla house commerciale, fino a Pupo, Lorella Cuccarini, I Ricchi e poveri, (purtroppo non esagero nemmeno un po’) e tutti i tormentoni sdoganati in tv dalle publicità, non è che potessi aspettarmi di vederli zompettare entusiasti sui  Bloc party. Certo ci ho provato, con scarso successo. Poi ti devi piegare alle leggi della domanda, per quanto puoi. FdL te lo ha insegnato: almeno a livello di "party", il dj che fa ballare la gente ha SEMPRE ragione, non importa quanto sia di merda la musica che mette. E’ una questione di capire ( e capirsi con) chi hai davanti. Bisogna farli ballare. Certo l’alcol aiuta, parecchio pure. Io però non ce la faccio più di tanto ad andargli incontro. Posso essere commerciale come una puttana, ma questo non può significare Dame la Gasolina  e roba affine (vedi post sotto). Ho la pretesa assurda di suonare roba diversa da quella che ascoltano qui di solito, peraltro pretesa presto ridimensionata. Essere comunque riusciti a fargli ballare anche i Franz Ferdinand, i Chemical Brothers, i Clash e i Ramones, Marcho’s e soprattutto Santa Marinella dei Gogol Bordello (davanti a crocifisso ben presente in sala) è comunque da considerarsi, nel contesto, un gesto quasi eversivo, quindi mi va bene così. Imbattersi in personaggi che ti chiedono hip hop, mentre tutti stanno scatenandosi su I’m a love man di Otis Redding, o i Metallica in piena fase Subsonica (si, ancora ai Subsonica) fa parte del mestiere. Così insistenti però non me li ricordavo, arrivano a negare la realtà (del tipo "Dai cazzo, cambia, non vedi che non balla nessuno" e tu alzi la testa e vedi la pista stracolma e in delirio, alcolico, ma sempre delirio, e non sai cosa controbattere). In Grecia nel mio bar hanno maggiore rispetto oltre che competenza di quanto accade qui. E comunque alla fine, seppure a botte pesantissime di musica antica (trad revival, sigh) hanno ballato, eccome. Quindi ho vinto, no?

Scena memorabile, un personaggio che del già citato Pupo ha anche le odiose fattezze si avvicina. Lo taglio a fette con lo sguardo, non demorde e avanza. Chino la testa sulla consolle, indaffarato come neanche ne andasse della mia stessa vita. Piena fase 80 (qui ho ceduto parecchio, Tainted Love, Sweet Dreams, Blue Monday e tutto lo scontato che potete immaginare), questo mi fa "Oh guarda, la musica è bellissima, davvero, ma non è che si potrebbe virare su qualcosa di tipo anni…" Il dj durissimo "Aspetta ci ho da fare", si allontana bruscamente e si eclissa per un cinque minuti buoni, lasciandolo sospeso. Il bastardo non indietreggia di un millimetro. Putroppo si trova vicino al cdj di sinistra e alla fine mi tocca avvicinarmi, mi cerca con lo sguardo, lo fisso in cagnesco, mi fa  "No, dicevo, musica davvero straordinaria (E già mi si gela il sangue a pensare di poter piacere a un tipo del genere, ma me la sono proprio cercata ndB)… però…". Lo so, Fdl lo ha insegnato, il dj dev’essere fermo, ma sempre gentile e disponibile con le richieste. Io mi accontento del primo punto per oggi e ribatto gelido e risoluto  "Ecco, bravo, se la musica ti piace vai a ballare, che ho da fare" mi giro e mi rituffo sulle mie borse, a cercare qualcosa che deliberatamente non piacerà al nano. Dove cazzo sono gli Offlaga quando ne hai bisogno?. Mi giro dopo un po’ ma è ancora lì. Allora decido di prendere il toro per le corna. Lui si illumina e mi dice "…ecco, magari un po’ di anni settanta, di disco, così, per ballare…". Inspiro, espiro e sentenzio "Senti, a parte che stanno già ballando tutti, comunque la musica che vuoi la puoi sentire e ballare a Fabriano tutte le settimane, due volte a settimana, presso il F@@@@@@. A me non piace non ce l’ho e non la metterei neanche se ce l’avessi. Capito?". Lo squallido quarantenne abbassa occhi, orecchie, si scusa, torna in pista a confabulare con una donnina e diligentemente si rimette a ballare.

9 Comments on “Fenomenologia di una festa alcolica nelle Marche”

  1. Perfetta descrizione del personaggio. Non può essere che lui.

    Comunque era un’altra nella mia mente.

    E’ finita la stagione delle feste.

     

  2. Aggiungo a quanto appena detto che lo sheridan l’ho consumato tutto io.

    Metà l’ho bevuto, metà me lo sono versato sulla maglia.

    Kape

     

  3. Kape non ti buttare giù: eri ubriaco dalla sera prima e mia cugggina – mi si perdoni il francesismo – non te l’ha data. non per questo la festa non è riuscita. eri un po’ sottotono, ma già solo il fatto di esserti dedicato allo sheridan ti rende un eroe. se ti fossi messo dietro al bar come speravo … forza panino

     

  4. sei scorretto e fuori direzione!

    L’indicatore per la festa perfetta è il pisello di Micio, e io non l’ho visto!

    Bella festa, come lo è una bella canzone degli anni ’80.

    Ma fa tanto revival.

     

  5. E’ dura la vita dal dj da festa marchigiano…

     

  6. si, sono scorretto, ma sei tu che sei in errore. il pisello di Micio è stato avvistato come sempre. io non ne sono testimone, ma me lo hanno confermato delle giovani donne estasiate. si però c’era quell’effetto revival, confermo. danco: assolutamente duro, per questo sono felicemente espatriato.

     

  7. e da-me la gasolina non te l’hanno chiesto? :-)))

    cmq mi sa che il tristo destino di tutti i dj e’ quello di avere a che fare con la gente che ti considera jukebox…

    prima o poi ci faccio un post con le richieste piu’ strane che arrivano, nemmeno quelle di pezzi fuori luogo, ma quelle tipo: “metti musica allegra”, “cambia” (proprio cosi’, cambia, senza aggiungere altro)…

    cmq grazie per questo post, almeno sento di non essere sola nell’universo dei dj…

    vedo con piacere che anche tu hai consumato l’ultimo libro di fdl 🙂

    e si, in quei casi, e’ gia’ eroico non rassegnarsi e infilare anche solo una decina di pezzi tipo clash, ramones….i gogol bordello poi….

    ma davvero non ti piace la disco ’70? nella mia opinione e’ molto piu’ sputtanato un pezzo come “sweet dreams”….

    cmq per me il limite a cui non avvicinarsi sono i balli di gruppo, che purtroppo in sicilia, soprattutto d’estate,spopolano…

    scusa il commento lungo 🙂

     

  8. non c’è bisogno che ti dica niente, sai già cosa sto pensando e la gamma delle bestemmie verso certi personaggi

    -Kapeshow non cambi mai veh? 😉

     

  9. un plauso al dj che proviene dalla grecia, grazie a lui e al mio compagno d’ avventure ho messo su la festa che avevo in mente, molti amici pochi nemici e anche il panino! FORZA PANINO!! invero sul bicchiere di plastica non c’era il mio nome, ma avevamo un ampio parcheggio e anche la cara e vecchia faiga…nevvero benty?

    approfitto del blog per ringraziare sentitamente questo splendido uomo dai lunchi capelli e che si diletta facendo il dj. grazie BRO

    ‘you are the sunshine of my life’ 😉

    mig