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Posts Tagged ‘profili greci’

Il sogno di Mary

April 16th, 2010 | By benty in Senza categoria | 8 Comments »

Mary, che prende delle lezioni private di italiano da me, parla sempre cantilenando come fosse una bambina ma non riesce ad essere fstidiosa.  E' sempre allegra ed impara davvero in fretta. Forse perchè il motivo principale per cui studia italiano è Alessio, sardo in missione di pace non mi ricordo bene dove. Come tutte le coppie internazionali a distanza per ora parlano in inglese, perlopiù su skype. Mary vive con la mamma che deve essere un po' malata, lavora in una specie di fnac qui a Salonicco, fa orari pesanti ed è pagata male. La costringono inoltre a cambiare i turni di continuo, per questo dobbiamo aspettare che tutte le settimane i suoi datori di lavoro le diano il programma, e solo dopo possiamo fissare le nostre lezioni. Lei non si perde mai di coraggio e non si perde una lezione nonostante gli orari disgraziati.

Oggi Mary viene a scuola e sprizza più allegria del solito. Si siede e mi fa "Ho comprato un biglietto per l'Italia, mi fermo almeno un mese". Le faccio i miei complimenti, fingo di darle due rudimenti di sardo (metti il verbo sempre alla fine, "Mary mi chiamo", e aggiungi alla fine "ajò!"), le chiedo quando tornerà. Mi dice che il biglietto è di sola andata. Che da quel lavoro di merda l'hanno cacciata, perchè dice che i soldi per aprire la sede al centro di cui si parla da quando è stata assunta, non ci sono e che forse chissà, a settembre. "Allora mi sono detta, intanto passo un mese intero col mio ragazzo a Cagliari, poi imparo meglio la lingua e già che ci sono cerco qualche master o ancora meglio un lavoro. Meglio di questo lo trovo sicuro". Le ho detto che fa bene, che sicuramente ce la farà, che è la scelta migliore e visto che anche la sua mamma la sprona verso l'Italia lei è al settimo cielo. Ho aggiunto che nonostante tutte le cose che ne dico io l'Italia non è poi così male e gli italiani nemmeno e che poi la Sardegna è meravigliosa e si mangia divinamente. Che forse il mare è pure più bello di quello greco. Ho solo omesso di dirle che io in Sardegna non ci sono stato mai, ma credo che sia meglio così.

Kiriakos e le aquile

February 17th, 2010 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Kiriakos è ormai un trentenne montanaro segaligno e scapigliato, ha una barba folta, occhi azzurri spiritati da matto e un grosso becco di rapace al posto del naso. Non dev’essere un caso che di lavoro studiava falchi e nibbi e per farlo se n’era andato da Salonicco ed era venuto ad Aetochori, il villaggio delle aquile, un paesino piccolo piccolo aggrappato alle montagne che confinano a nord con Skopje. Poi aveva conosciuto Etelle, parigina, biondina, carina che faceva l’erasmus in Grecia. Scoppiato l’amore internazionale avevano provato a vivere in Francia, ma qualcosa non tornava, e poi alla fine sono tornati loro, ma in tre stavolta, con il loro piccolo Ilias, biondo e scatenato. Da agosto hanno preso in gestione la vecchia scuola abbandonata del paese delle aquile e ne hanno fatto il kafenìo del villaggio. Hanno mantenuto un po’ dell’arredamento, i vecchi banchi e i manifesti delle classi elementari stile anni 60, hanno messo una stufa a legna al centro e spignattano in cucina mentre Ilias vestito da tartaruga per il carnevale scorrazza fra i tavoli. Fuori dal piazzale ci sono parcheggiati i pick-up e i trattori dei montanari che vengono a farsi la birra dela staffa. La filosofia del locale è che o hai pazienza e aspetti di essere servito o dai una mano ad apparecchiare e portare ai tavoli. Con il risultato che alla fine le birre te le vai a prendere da solo e devi pure tenerti il conto, che loro si fidano. Ci siamo stati domenica e lunedì, abbiamo mangiato e bevuto per ore, fino a non poterne più, pochi piatti semplici e deliziosi e abbiamo pagato 5 euro a testa. E mentre ce ne andavamo dalle grosse finestre del Krifo Scholio (così si chiama il loro kafenìo, la Scuola Nascosta), abbiamo visto i primi fiocchi di neve che iniziavano a cadere.

Frederika Scwartz

March 30th, 2009 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Qualche settimana fa mi chiama una signora dal greco abbastanza impacciato. Mi dice che ha visto dall’autobus l’insegna della scuola dove c’e’ scritto che noi insegnamo anche portoghese. Lei e’ brasiliana e si dice interessata a eventuali traduzioni, ruoli da interprete, posizioni da accompagnatrice per congressi, convegni, simposi, dibattiti e via dicendo. Io le dico che – guardi – noi al massimo possiamo trovarle forse qualche lezione, ma che per ora non c’e’ lavoro, sa, la crisi … Mi lascia dunque il suo numero di cellulare, fra le poche cose che riesco a capire: sembra confusa, concitata, inizia a parlarmi in portoghese perche’ commetto l’errore di dirle che un po’ lo parlo anch’io (sarebbe stato meglio dire parlavo, ma dubito che avrebbe comunque colto la sfumatura). Insomma, la signora sembra abbastanza sullo svampito andante.

In realta’ il portoghese in Grecia non e’ una di quelle lingue che tirano moltissimo, e sicuramente e’ molto meno richiesta dell’italiano. Per questo noi non abbiamo nemmeno un insegnante fisso, non esistendo classi. Ogni tanto arriva qualche chiamata sporadica, di gente che cerca perlopiu’ lezioni private, che di solito giriamo prontamente alla scuola centrale.

I fatti: venerdi’ ricevo la telefonata di uno che vuole iniziare le lezioni di portoghese e allora mi ricordo della telefonata ricevuta la volta precedente dalla signora strampalata, Frederika Scwartz. Dico al cliente/candidato studente che dovro’ prima contattare l’insegnante e poi fisseremo un appuntamento, quindi convoco stamattina per un colloquio di lavoro Frederika Scwartz. Costei si conferma anche dal vivo una stralunata signora sui sessant’anni, mi si presenta in pelliccia, rossetto e cappellino anni 30. Aveva iniziato a tempestare il mio cellulare di telefonate cinque minuti prima che arrivassi a scuola, indisponendomi abbastanza, perche’ comunque e’ lunedi mattina.

Entriamo e, quasi senza che io chieda nulla, lei inizia a raccontarmi l’avventurosa storia della sua famiglia. Nel farlo passa senza accorgersene dal greco al portoghese all’italiano. Nata da madre italiana e padre greco, si trasferisce con i genitori in Brasile e credo per un periodo anche in Egitto. Infine di nuovo Grecia, dove sposa un greco, che pero’ la lascia presto vedova. Ora vive con la sorella; mi chiede di non obbligarla a fare lezioni private a casa sua, perche’ non vuole mettersi mica degli sconosciuti a casa, ne’ di farla lavorare fino a quando e’ buio perche’ ha paura a prendere l’autobus di notte da sola e non si sa mai chi potresti incontrare. Faccio presente ai gentili lettori che io non ho minimamente accennato alla possibilita’ di nessuno dei due casi. Ma Frederika e’ un fiume in piena ormai. Mi chiede ma questo studente chi sarebbe, che lavoro fa, perche’ vuole imparare il portoghese? Mi parla della sua carriera da artista, dipinti a olio soprattutto e partecipazioni in fiere, congressi, mostre come accompagnatrice, convegni come interprete, simposi come traduttrice. Ha anche lavorato come personal trainer spirituale per chi volesse andare a vivere in Portogallo o Brasile, quando viveva in Austria; si perche’ aveva vissuto anche in Austria, e li’ aveva imparato il tedesco, e inizia a parlarmi seduta stante pure in tedesco. Mi racconta della laurea presa a Sao Paulo, delle lezioni private in cui lei aveva sviluppato dei suoi particolari appunti, che utilizzava con successo. Poi viene fuori che lei qui in Grecia non ha mai fatto lezioni, nemmeno private. Ma crede comunque di poterle fare. "Posso spiegare come si dice tavolo, porta, aeroplano". Inizio a capire. L’unico problema e’,  – mi confessa – , che lei non conosce affatto la terminologia per insegnare la grammatica "Como posso explicar verbo, adverbio, cojugacao em grego?".. Scuoto la testa, tento di spiegare le difficolta’ a collaborare e vedo nei suoi occhi la speranza di un lavoro che si spegne, e mi si stringe il cuore ad accompagnarla alla porta. Lei non insiste oltre, dice che capisce, mi ringrazia comunque dell’opportunita’ e della gentilezza, e mi dice che se dovessero venir fuori congressi, riunioni, simposi, convegni, adunate … Le dico che sicuramente, appena avremo notizie di occasioni simili non esiteremo a chiamarla. Poi ho chiamato il cliente e gli ho detto di rivolgersi al centro, che la nostra insegnante non aveva piu’ ore libere per fare lezione. Poi ho iniziato a sentirmi una merda, anche sapendo d’aver fatto l’unica cosa possibile.

Meglio del Costanzo Show

March 14th, 2009 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

Quest’anno andiamo forte coi casi umani a scuola, quindi eccovene una briosa carrellata

Stefanos "Mission Impossible"

Ha la voce di Bubu, l’amichetto gay dell’orso Yoghi, e una reattività da bradibo in letargo. Fra tre mesi vuole dare l’esame di lingua italiana, e per darvi un’idea del livello di preparazione da cui partiamo, ieri è rimasto basito davanti alla misteriosa parola italiana "Fare". Dice che non l’aveva mai vista. Se passa l’esame sono oggettivamente il miglior insegnante di tutti i tempi e cominceranno a scrivere facts su di me, altro che Chuck Norris.

Despina "Carne di cavallo"

Altro caso interessante dalla voce fumettosa. Lei sembra Paperino quando parla. All’inizio pensavo mi prendesse in giro. Detta "Carne di cavallo" perchè si presentò al ristorante di un ex amico chiedendo, appunto, della carne di cavallo, quando le avevamo consigliato quel posto, sottolineando che facevano solo ed esclusivamente pasta. Immagino basti come indizio sulla brillantezza del personaggio.

Katerina "la latinista", Sofia "L’estremista", Despina "la neofita enusiasta", ovvero le "Desperate housewives"

Katerina è profondamente tecnofoba,  una fan dei "ragazzi che ormai sono tutti zombie davanti ai PC, e  la gente non si incontra più, e la frutta non ha più il sapore di una volta". Ha un volume della voce disumano, è una professoressa di letteratura, insegna anche latino. Non smette di ricordarcelo. Sembra che non riesca a parlare d’altro che del fatto che lei si ammazza di lavoro, fa un master e quindi non trova mica il tempo di studiare l’italiano. Tutto quello che sa d’italiano è dovuto alla sua profonda conoscenza del latino. Quando facciamo delle lezioni private, dice che le sue compagne di classe non capiscono la grammatica perchè non sono laureate, e quindi ignoranti. Quando sono insieme invece son tutte grandi amiche. Credo soffra del fatto che le altre due D.H. abbiano figli e lei invece no. Però sa il latino, ci teneva a dire.

Sofia, sotto un carattere mansueto è in realtà la più Bree Van der Kaamp di tutte. La famiglia e la casa prima di tutto. Ha una fascinazione inspiegabile verso l’Italia. Da giovane ha avuto una lovestory con un nostro connazionale, da cui evidentemente non si è più ripresa. Odia visceralmente immigrati, omosessuali, tossicodipendenti, ma lo dice con una calma e con un sorriso in bocca, che quasi potresti essere d’accordo con lei (leggevamo un testo su Leonardo da Vinci, si parlava della possibilità che fosse gay, Katerina ha detto che "Sono tutti gay i grandi artisti, hanno carisma" Sofia ha alzato gli occhi al cielo mordendosi le labbra, "Carisma ! Ma fattela finita, meglio che sto zitta va", poi Katerina ci ha ricordato che lei sa il latino, comunque). La settimana prossima cominciamo il capitolo sui problemi sociali (droga, criminalità, razzismo) e ci sarà parecchio da divertirsi. L’altro giorno ho sentito che faceva outing politico, per un partito nazionalista e fondamentalista religioso. La settimana scorsa ha offerto dei dolcetti a scuola per festeggiare la buona pagella della figlia per questo semestre. Magnifica di continuo le gesta sportive del figlioletto che gioca a tennis per tutta la Grecia. Ovviamente sono entrambi iscritti a istituti privati costosissimi. Orrore, figli e dolcetti, ecco Sofia. Gestisce un negozio di vestiti per battesimo. Si lo so, nemmeno io credevo esistessero.

Despina riesce a rendere assolutamente privo di interesse qualunque argomento affronti. Pensate che di recente ha scoperto internet. Ecco, lei è la tipa che "Guarda, non puoi capire, ho visto dei video su internet, una roba divertentissima, dammi la mail che te la mando, no devi assolutamente vederli, ma guarda certi video da pisciarsi sotto". Poi ti chiede se hai aperto l’email e ci resta malissimo se rispondi di no.

Di loro si era già parlato

Maria "la fascia"

L’anno scorso ha sostenuto che "Le persone ricche si annoiano, e per questo fanno sesso fra loro, si pervertono, si drogano, diventano gay, e poi utilizzano anche degli animali". Testuale. Mi è sembrata una frase memorabile.

Laura "La psicopatica"

Settimane fa, dopo alcune lezioni in cui era scura in volto, mi esplode rabbiosa, rampognandomi perchè nel corso della correzione degli esercizi, non so più quanti mesi prima, avevo osato dirle che "di questo avevamo già parlato, ricordi?". Lei l’aveva preso come insulto personale, poi era partito un monologo su quanto fosse stressata, facesse un lavoro che non le piaceva, forse doveva trovarsi un uomo. Alla fine dello sfogo abbandonò la classe sostenendo che probabilmente avrebbe lasciato perdere con l’italiano. Il giorno dopo si presentò regolarmente a lezione, sorridente come mai prima, come nulla fosse successo, e senza menzionare l’accaduto. Da allora giro con un coltello  serramanico in borsa.

Aleka "La paziente"

Signorotta della Salonicco bene viene da me una volta a settimana con la scusa dell’imparare la lingua italiana, quando in realtà ha bisogno di uno psicologo. Per metà della lezione mi parla, ovviamente in greco, dei suoi problemi personali col marito che la tratta come una pezza da scarpe, con la figlia che ha pizzicato a rubarle soldi dalla borsa (e per questo aveva licenziato – infamandola  – la filippina che comunque era sospetta), mi spiega la sua insoddisfazione perchè casa sua è di soli 180 metri quadri (nel quartiere più esclusivo della città), e ne vorrebbe invece una vera. Per il resto della lezione parlo io, in italiano, di argomenti a piacere. Mi paga 20 euro all’ora, e ormai mi ha quasi convinto a comprare un lettino reclinabile.

Stefanos e Alexandra "La bella e la bestia"

Uno stranissimo caso di assortimento di coppia. Lei abbastanza carina e di modi eleganti, lui Shreck, ma meno simpatico, fine e intelligente. Li vedi e ti chiedi, mosso dalla curiosità per il creato "Com’è stato possibile?"

Martha "La finta giovane"

Sostiene di avere ventott’anni e forse li ha avuti. Vent’anni fa. Quando lo dice si scatena sempre della grande ilarità.

Nikos "Mezzocervello", Thei "La tronista", Maria "The real blonde", detti "Gli storpi"

Loro sono il grande caso umano collettivo. Tre cervelli così non sarei riuscito a metterli insieme nemmeno se mi fossi sforzato. Il destino a volte compie dei veri capolavori. Sono le persone più stupide e vuote che io abbia mai incontrato, ma messe insieme la somma degli addendi va oltre i singoli elementi e oltre l’immaginabile. Quando dico la parola aggettivo, o articolo determinativo, fanno delle facce che nemmeno se parlassi di fisica quantistica e antimateria. Sono spettacolari, sono ormai l’argomento di discussione preferito a casa nostra.

Nikos si potrebbe anche giustificare. Ha avuto un incidente stradale in cui gli si è mezzo spappolato il cervello. Adesso è solo un po’ lento. Un po’ tanto. Quando va in affanno si blocca e diventa rosso. Se gli chiedi cosa ha fatto il fine settimana risponde tassativamente "Niente". Mi ha chiesto se le preposizioni si possono usare anche quando si parla al passato, il perchè dei colori della bandiera italiana, e che significa Italiano. Maria è irreale per quanto rappresenti lo stereotipo della bionda stupida. Non riesce a parlare che di vestiti e locali alla moda che frequenta, l’unica domanda attinente  all’italiano che  ha fatto in cinque mesi è stata "Quando cominciano in Italia i saldi?". Si rifiuta tassativamente di parlare in italiano. Trova una degna compagna in Thei, fashion victim che credeva di imparare l’italiano in un anno e poi passare allo spagnolo, che vuole imparare l’italiano per andare a fare acquisti a Milano. L’argomento dominante in questa classe sono spinning e stivali. In Grecia la crisi se c’è, non li riguarda.

Vota i tuoi casi umani preferiti! Presto disponibili anche le Action figures!

Per la stesura di questo post non sono stati maltrattati studenti, non si sono utilizzati minorenni, ogni riferimento a fatti o persone reali è tassativamente possibile.

Imprevedibili risvolti dei problemi dell’integrazione razziale: Povia ci fa una sega

January 22nd, 2009 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Katerina e’ una delle mie studentesse della mattina che io chiamo le "Desperate housewives" . Fu probabilmente una pasionaria. Comunistissima, insegnante in scuola pubblica, racconta nostalgica dei suoi viaggi in Italia all’inizio degli anni 70, durante gli episodi di violenza dei mesi scorsi si schiera con gli studenti, coi disperati, con gli affamati, plaude il moto d’indignazione, si scaglia feroce contro i politici, a costo di sacrificare qualche amicizia, che non guarda in faccia a nessuno, lei.

Ieri l’hanno scippata, in strada, due in motorino. Una di quelle cose che a Roma commenti con un"Ah beh" e invece qui fa abbastanza scalpore, visto che non succede praticamente mai, men che meno nelle zone dove ci troviamo noi, suburbia benestante della metropoli.

Oggi, sull’onda dell’ira e dello shock, si scagliava altrettanto ferocemente contro gli immigrati, i giovani benestanti (e li’ gia’ mi ero perso), gli affamati, e cosa siamo diventati e dove andremo a finire signora mia. La cosa che mi e’ rimasta piu’ impressa e’ la descrizione di un quartiere (probabilmente ad Atene) a prevalenza pakistana, di cui dice di aver letto su un giornale. In quel posto i coltelli girano che non te ne fai un’idea, la droga per dimenticare il malessere te la tirano addosso (e io li a figurarmi queste oppierie periferiche greche) e inoltre poiche’ sono praticamente tutti uomini, e hanno esigenze sessuali che nemmeno le prostitute vogliono soddisfare, cito testualmente "Stanno diventando pure tutti froci, anche se prima non lo erano".

Giannis non ci si trova

November 4th, 2008 | By benty in Senza categoria | Comments Off on Giannis non ci si trova

Giannis e’ partito ieri per Parigi. So che non e’ la prima volta che ci va. Non ho capito bene cosa andra’ a fare, una specie di specializzazione in giornalismo, senza beccare un soldo, per almeno un paio d’anni.

Qui a Salonicco, lui greco e praticamente salonicchese, dice che non ci si trovava. Ho scoperto da poco che lui ha tradotto Fight Club (il libro) in greco. L’hanno pagato 1000 euro, dopo due anni. Lui ha un gruppo hardcore, gli Spleen Underground (basso chitarra e drum machine, una cosa a meta’ fra Shellac e Sonic Youth) di cui scrive testi e musiche. Sabato scorso per una specie di concerto di au revoir ha raggruppato in un loft – location mooolto indie urbana, uno studio di grafica – una cinquantina di aficionados molto intellettualoidi/sinistroidi/anarchici. Il giovedi’ suonava i dischi in uno dei locali piu’ frequentati e alla moda della citta’, l’Apira Moria, con dj set che svariavano allegri e colti dagli Os Mutantes a Gainsbourg, da Hendrix ai Sonics e a tutto quello che ci passa in mezzo. Aveva gestito un negozietto di dischi con annessa distro che lavorava soprattutto per import export all’estero. Credo che questo sia il motivo per cui e’ l’unico greco a conoscere gli italiani Contropotere. Aveva fondato un paio di fanzine da giovane e continua a scrivere anche su siti web, oltre che scrivere poesie (credo di aver capito anche pubblicate). Uno dei maggiori quotidiani nazionali l’aveva contattato per affidargli una rubrica sul suo inserto per i giovani quando lui aveva vent’anni, ma allora era troppo anarchico e quelli erano troppo establishment per lui e disse altezzoso di no.

Ora ovviamente, che dopo altri no non sa dove sbattere la testa e ci ha quasi trent’anni, se ne va esule in Francia. Secondo me pero’ prima o poi ritorna, perche’ non mi pare tanto vero che qui non ci si trova.

Essere donna oggi

October 31st, 2008 | By benty in Senza categoria | 6 Comments »

Despina non poteva assolutamente fare lezione di mercoledi’, perche’ a quell’ora quel giorno e’ l’unica possibilita’ che aveva di andare in palestra. Dunque era assolutamente irremovibile.

A sentire cio’ Katerina si e’ indignata. A ragione secondo me, poiche Despina e’ si’ una casalinga, madre di un figlio, ma ampiamente dotata di babysitter e donna delle pulizie. 

"Ma come – dice Katerina – , io mi faccio un mazzo tanto a lavorare e a correre tutta la mattina per arrivare qui (a lezione d’italiano ndB) e tu non puoi neanche considerare un altro giorno per la tua palestra?! E io? Che devo dire IO!? Ma lo sai che il martedi’ mattina e’ il giorno che mi viene a casa la donna delle pulizie?".

Sono rimasto muto intuendo una possibile escalation nella concitazione del discorso, per paura di far precipitare tutto malamente in polemica: ma comunque non capivo. Fortunatamente e’ arrivata (non richiesta) la spiegazione di Katerina. "E mica la posso lasciare a casa da sola quella, senno’ chissa’ che mi combina! Figurati, e’ albanese !" .

Assenso largamente scontato anche da parte di Sofia e Despina, con grossi cenni del capo. L’insegnante – nella fattispecie io – basito.

Poi arriva l’intervento saggio di Sofia, effettuato poggiando ostentatamente le sue borse piene di shopping made in Italy mattutino (non viene mai a lezione senza). "Sentite ragazze,  io problemi non ne faccio a nessuno, e pensate che ieri ho dovuto prima partecipare al seminario organizzato dall’istituto privato di mio figlio per i genitori sul tema COME SPIEGARE LA SESSUALITA’ AI VOSTRI PICCOLI e poi siamo dovuti partire -TUTTA LA FAMIGLIA – per seguire i sedicesimi di finale regionale under 12 di tennis di mia figlia, tornando a casa tardissimo. Anch’io vado in palestra, anch’io ho la donna delle pulizie albanese da seguire. Eppure sono riuscita a fare gli esercizi e a trovare tempo per studiare e stamattina sono qui in orario, nonstante lo shopping (ammiccando verso le borse colme ndB). Capisco che abbiamo tutte un sacco di impegni, ma bisogna cercare di venirsi incontro e trovare una soluzione che accontenti tutti".

Kostantinos

November 30th, 2007 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Di Kostantino avevo già parlato. Viene da Mitilene, un’isola greca, è un fanatico di sport molto fichi, windsurf, basket, mountain biking, ci ha un fisico atletico, un capello riccio e uno sguardo da furbetto, un sorriso maliardo, i tatuaggi tribali al posto giusto. Tutti elementi che lo proiettano di diritto nella categoria dei pesi massimi fra gli schiantapassere locali. Insomma un ficaccione che ha fatto sbav.. innamorare metà delle studentesse e del corpo insegnante della mia scuola (sono accerchiato da donne, non so cosa farci). Alcune studentesse mi hanno pregato di lasciarle fare lezione insieme a lui, promettendomi soldi in cambio. Ma io sono incorruttibile, se non in caso di favori sessuali, e quindi non ho ceduto. Kostantino adora l’Italia e l’italiano in maniera compulsiva e quasi aprioristica. Cioè adora qualunque cosa venga dall’Italia, purche’ venga dall’Italia. Per farmi capire quanto apprezza le mie lezioni basti dire che ha continuato a seguirle anche poco dopo che suo padre era morto. Inoltre mi ha portato pure due altre studentesse amiche sue, costringendole praticamente a iscriversi. Io intanto mi sto incaricando spiegargli che ci sono anche (parecchie) cose pessime che vengono dal Belpaese. Tipo Mastella. Come è successo tutto ciò? Perchè un greco può essere così innamorato dell’Italia?

Sua madre, suo padre e suo fratello si sono tutti laureati in Italia. Compra dvd italiani. Ascolta musica italiana. Beve espresso italiano. Preferisce mangiare italiano. Capisce la differenza fra la pizza italiana e quella del resto del mondo. Crede fermamente che le donne italiane abbiano piu’ stile e siano le piu’ belle del mondo. E’ sicuro che gli uomini italiani siano i piu’ eleganti, nonostante faccia lezione col sottoscritto. In particolare adora le lezioni in cui gli spiego l’etimologia di parole come vaffanculo (mi pagano 20 euro all’ora per questo e voi avete ancora dubbi sul fatto che io sia un genio?), o superdotato. Non è colpa mia se la parola superdotato si trova nel capitolo che riguarda i superlativi assoluti, il mio dovere è illuminare le menti dei giovani studenti.

Allora l’altro giorno siamo arrivati al capitolo del libro che utilizziamo per l’orale che parla di amicizia e amore. E insomma la lezione si trasforma in una confessione fra due vecchi amici, ci mancavano solo le birre e una ballata ammeregana strappalacrime di sottofondo. Il passaggio dalla grammatica ai sentimenti è stato graduale e stupefacente nella sua semplicità. Il libro prevedeva la domanda "Adesso sei innamorato?" e io ligio al dovere professionale l’ho girata allo studente, che mi ha detto "Credo di non sapere come si faccia a essere innamorati, mi sa che lo sono stato una volta, e non lo sarò più. Adesso non ci penso, credo sia più giusto divertirsi e stare bene"

Avviso per le giovani pulzelle bolognesi o ivi residenti. Kostantino dovrebbe arrivare in primavera. Preparatevi.

disclaimer: per incontrare il manzo greco si accettano prenotazioni

Beatriz, ovvero l’epopea del manager zen e delle assunzioni

October 19th, 2007 | By benty in Senza categoria | 7 Comments »

Primo colloquio di lavoro Lunedi’

Si presenta cosi: piccola cerbiattina, indifesa, poverina, erasmus di appena 21 anni, innamorata di un greco, tenera, lei, dolce, puccipuccipucci. Parla discretamente il greco. Le offro un posto da insegnante, per quattro giorni alla settimana. Lei accetta felice, arrossisce per la gratitudine, oh piccolo virgulto, oh giovincella di Castilla, oh mia nuova insegnante del cuore, io credo in te.

Secondo incontro, per la firma del contratto, Mercoledi’

Arriva piu’ spavalda. Ci fa presente che ha sottoscritto un contratto anche con un’altra scuola di lingue, nostra acerrima concorrente, e proprio negli stessi giorni che aveva promesso di lavorare da noi. Sbianco e rischio l’infarto. Mi riprendo e le dico con tatto "Mandali a farsi fottere, che noi ti diamo piu’ lezione da fare a settimana, quindi guadagni di piu’". Lei dice, sperduta "Ah, si, certo, qui preferirei lavorare davvero, scusa ma mi sono sbagliata, e’ che non avevo capito i giorni in cui avrei lavorato. Sai, dev’essere colpa del mio greco". Io che sono comprensivo le dico "Non ti preoccupare".

Venerdi’

Mi si presenta alle otto e trenta, il venerdi’ prima dell’inizio delle lezioni, la poverapiccolacucciolaindifesapuccipuccipucci,  a orari ormai decisi, con me esausto ma soddisfatto dell’immane lavoro di cucitura, diplomazia, convincimento, necessario per realizzare una tabella delle lezioni che soddisfi tutti, clienti paganti e insegnanti. Viene accompagnata da un pirla greco che ne fa le veci. Lei ha gli occhi rossi perche’ – ci dice l’accompagnatore – e’ tutto il giorno che piange, sta tantotantotanto male. Che problema ti turba, o piccola candida giovane Beatriz? Ah, sapeste cosa mi accadde. Per interrompere il contratto l’altra scuola minaccia di far valere una orrenda penale da seicento euro. Stavolta la sperduta povera Beatriz dice rivolgendosi a me "Sei tu che hai sbagliato a dirmi i giorni in cui avrei avuto lezione". Mi perplimo, che non mi pare mica piu’ tanto piccola e indifesa. Intanto l’accompagnatore si spertica in mie lodi tanto esagerate quanto assurde, essendo la prima volta che lo vedo, dice che ha tanto sentito palrare bene di me. Temo si inginocchi a mi cominci una fellatio seduta stante. Ma come accennavo ormai e’ venerdi’ sera, tutto e’ irremovibilmente deciso e lunedi’ cominciano le lezioni. Ho bisogno di questa stronzetta, purtroppo, nonostante mi stia gia’ passando per la testa di stendere a testate sul naso l’accompagnatore adulatore, come nella celebre scena di High Fidelity, al Championship Vinyl con Tim Robbins massacrato da Cusak & co. Non ho scelta. Mi offro al sacrificio "Vabbe’ diciamo che c’e’ stata una incomprensione. Paghiamo la penale a meta’  e non se ne parla piu’ ", e lei la piccola iberica dal cor gentile a me si rivolse con codenste soavi parole "No, mira, hai sbagliato tu, e’ colpa tua, io non la pago la meta’". Che immagino sia un ottima frase da spendere col proprio capo, prima ancora di essere assunta. Bestemmiando dentro decido che allora va be’ la paghero’ io la stracazzo di penale, vaffanculo pure a te, piccolo cerbiatto idiota, basta che si cominci con le lezioni.

Lunedi’

L’avvocato telefona all’altra scuola per tentare di raggiungere un accordo. La proprietaria sbraita che "No, non cedero’ mai, me ne fotto dei soldi della clausola penale, se quella non si presenta giovedi’ a lezione la trascino in tribunale, potete contarci, gli faccio restituire tutti i soldi che perdo dalle iscrizioni e pure il danno d’immagine". Impallidisco e bestemmio al contempo. Riesco trovare alle 22.30 un nuovo professore per le lezioni del martedi’ e giovedi’. Enrique, portoghese che parla uno spagnolo perfetto, ma essendo appena arrivato in Grecia non parla affatto la lingua locale, dunque non posso dargli le prime classi. Si presenta e contestualmente alla stretta di mano lo assumo, prima che me lo fotta qualche concorrente, pesno. Beatriz restera’ da noi per i giorni che puo’, ovvero lunedi e mercoledi’. Per il resto mi tocca rivoluzionare l’intero programma delle lezioni. Le madonne vengono giu’ a catini. Pero’ alla fine, vaffanculo, siamo a posto, anche se con piu’ prof essoridi quelli che speravo. La piccola Beatriz viene confortata da sottoscritto, che le conferma le ore gia’ decise, e le dice, ti daro’ anche altre ore di lezioni private, non ti preoccupare, tutto andra’ bene. Lei si scioglie in un pianto commossissimo, poco ci manca che ci abbracciamo come padre e figlia e scorrano i titoli di coda.

Martedi’

Mi chiama la dolce piccola tenera insegnante de la Mancha tutta allegra e mi dice "Ma lo sai che passo’? Ho parlato con quelli dell’altra scuola e alla fine mi fanno rescindere il contratto senza penale ne’ tribunale?". Bestemmio, in spagnolo perche’ m’intenda. Poi aggiungo "Oh che bello, magari a saperlo prima. Adesso pero’ per quei giorni ho un altro professore. Quindi stammi bene." Clic.

Mercoledi’

Arriva Enrique, quello nuovo, io sono raggiante, prima di cominciare la sua lezione mi fa che "Guarda, ho saputo stamattina che a causa di problemi personali dovro’ tornare in Spagna a fine novembre". Levo gli occhi al cielo, tiro giu’ quelle quindici madonne in trenta secondi senza farmi accorgere, torno a respirare, mi ricompongo e dico sorridendo sereno "Va bene, non c’e’ problema, ti ringrazio della franchezza. Pero’ ovviamente non ti assumo piu’ , ate’ ja’".

Contestualmente telefono disperato a Beatriz "Mia cara, scusa per la scortesia di oggi, ma sai, avevo clienti e davvero non avrei potuto trattenermi oltre a cianciare amabilmente con te. Que tal? Todo bien? Tortilla? Ahah. Fiesta? Corrida? No, ti volevo dire, sono molto contento che non andrai a lavorare da quei cattivoni, e all’uopo volevo offrirti, a riprova della mia sconfinata fiducia per il tuo retto operato, di venire a lavorare per me in quei giorni. Che ne dici? L’altro prof? Quale altro prof? Ah, L’ALTRO prof! EH non so, boh. Gia’ che ci siamo, che ne diresti di mostrarmi un po’ di riconoscenza accettando di fare per me delle lezioni private il venerdi’, che siamo scoperti? Ah non lavori proprio il venerdi’? Ma se te lo chiedo come favore? No eh?! No vabe’, grazie tante, buon fine settimana querida. Adios"

Anno scolastico 2007-2008, l’inizio

October 19th, 2007 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Finisce domattina, con una lezione privata alle 11 (diovistrafulmini, voi e la vostra inestinguibile sete di conoscenza di lingue straniere!) la prima estenuante settimana ufficiale dell’anno accademico 2007-2008 presso la mia scuola, ufficialmente il terzo. E se vogliamo, almeno per un po’, va in letargo un personale incubo che da mesi aleggiava inquietante. Ora passo al plurale majestatis. Intanto non è che ci fossimo proprio grattati le palle tutto questo tempo. Abbiamo rasentato la bancarotta a più riprese, abbiamo vissuto di stenti, espedienti, ricatti e sotterfugi, abbiamo contratto debiti, siamo abilmente sfuggiti ai creditori, abbiamo pianto miseria, abbiamo riflettuto a lungo pure se era il caso di chiudere baracca e burattini e fare un mesto ritorno presso le lande natie a cercarci quello che mia madre si ostina a definire, forse non a torto, un lavoro serio. Eravamo a un passo, davvero.

Poi invece alla fine no. Nei film sarebbe stato il momento in cui parte la usica della riscossa e i protagonisti si tirano su le maniche e cominciano la risalita sociale, o nel caso di Rocky, gli allenamenti. Abbiamo trovato dei nuovi locali, grandi come gli altri ma che ci costavano la metà, e tosto ci siamo trasferiti, abbiamo fatto pubblicità, abbiamo praticamente regalato ore di lezione per tutta l’estate, abbiamo sedotto futuri clienti, abbiamo litigato coi fornitori, abbiamo sottopagato e spremuto come dei limoni i dipendenti (col loro beneplacito, sia chiaro), e alla fine insomma, si potrebbe azzardare che le iscrizioni quest’anno non sono andate affatto male. Abbiamo rinnovato per un buon 70% pure il corpo insegnante, alcuni libri, gli orari delle lezioni e insomma si respira un’aria nuova e si comincia a intravvedere la possibilita’ di pagare dei debiti, che per ora e’ l’orizzonte economico piu’ roseo immaginabile.

Vado tosto a descrivervi parte della fauna umana della mia scuola

Il corpo insegnante

Confermata Celia, la rastafari bionda de Madrid, sempre piu’ freakkettona e sempre piu’ l’asse portante della scuola. Si sobbarca un monte ore insostenibile per qualunque altro essere umano – tranne me – ma alla fine si porta a casa uno stipendio mensile che il suo datore di lavoro – nella fattispecie io – non riuscirebbe a ottenere manco fra 10 anni. Dietro la sua tenuta ci devono essere sostanze stupefacenti, per forza.

Confermata Lambrini’, la segretaria giunonica, sempre scazzata, sempre che pare si sia alzata col piede sbagliato, che maltratta gli studenti, e mi fa perdere clienti. Ci ha pure un tocco vagamente dark. Non potevo privarmi di un pezzo da novanta del genere, figuriamoci.

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Fra gli insegnanti di italiano ecco a voi la mia fidanzata. I soliti raccomandati, direte voi. La poverina deve lottare con le maldicenze insistenti di chi la vuole assunta solo perche’ e’ la donna del capo, e se non la dai non fai carriera, e chissa’ sotto quelle scrivanie che movimenti etc. etc. In realta’ la sua assunzione si basa esclusivamente sull’invidiabile curriculum (non aver mai insegnato sembra essere diventato una condicio sine qua non per lavorare da me), e sulla cieca fiducia nel suo metodo di insegnamento. Si, inoltre se non l’assumevo non me l’avrebbe data chissa’ per quanto, quindi era una scelta giusta a prescindere.

Fra quelli nuovi di spagnolo c’e’ Alberto. Vestito costantemente come uno dei Pavement, e’ timido, insicuro, goffo, balbetta, arriva al colloquio di lavoro sudando come una fontana, non se la cava molto col greco. E’ l’uomo per noi, decido immediatamente, aggiunge un tocco di sfiga slacker alla scuola.

E poi c’e’ Beatriz: la sua travagliatissima assunzione merita un intero post, il prossimo .