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Posts Tagged ‘orgasmi’

Croccantissima e roghenroa

ottobre 27th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Di buche, candidature, trionfi e elettrolibri

settembre 29th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Quest'anno niente Blogfest e dire che mi ero pure imbucato proditoriamente fra i candidati con Vitaminic e Inkiostro, nonché come BILF 2011 (nel 2011 ho smesso di raccontare in giro che ho scritto su Spinoza, non era bello con una sola battuta all'attivo in tre anni approfittare di quelle giovani che volevano concedersi sessualmente a Stark e allo Zio Bonino e deluse ripiegavano su di me).

Veni Vidi Vici: Faenza ha visto la compagine della 42 recs trionfare al torneo delle etichette indipendenti. Eravamo io, i Cani, I Jacqueries, i Kobenhaven Store, Paco Peña, Fidel Castro, Oronzo Canà e Andy Luotto.

Poi veramente basta con questi e-book, ché quest'anno sarà il terzo -quarto in cui scrivo, ho perso il conto e poi tanto lo so che non li legge nessuno e manco mi ci pagano. Sempre quegli inarrestabili, invasati, ingordi di scrittura di Barabba, stavolta su iniziativa di Francesco "disappunto" Farabegoli , hanno deciso di raccogliere le testimonianze di parecchie persone sul loro primo (e l'ultimo) ascolto di Nevermind dei Nirvana, visto che sono vent'anni che è uscito il best seller di Cobain & Co. Ci ha scritto dentro gente di una fighitudine che lèvati e poi anche io. Il titolo (meravijoso) dell'elettrolibro è IL NUMERO DI PLAYBOY CON STEPHANIE SEYMOUR. Copertina bellissima di Giudit

Che fai, reading?

febbraio 26th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Che fai, reading?

Stasera alle 17 cominciamo con "Che fai, reading?" (nome bagaglinesco di cui mi assumo quasi tutte le responsabilità) cioè il ciclo di letture accompagnate da musica che si terrà presso la biblioteca pubblica "Romualdo Sassi" di Fabriano, a partire da oggi per le prossime 4 settimane. Cominciamo con Giulia Blasi che viene a leggere estratti dal suo libro "Il mondo prima che arrivassi tu" accompagnata alla chitarra da Marco Bonini dei Mamavegas . Qui c'è un assaggio

Siamo anche su facebook in tutti i luoghi e in tutti i laghi ci abbiamo pure il blog nuovo di zecca della sedicente associazione culturale Ikarìa che comunque sempre un po' greci ci sentiamo e un po' isole (e che è sempre meglio che alcolisti anonimi, dove ci avevano indirizzato inizialmente)

Che fai, reading?

febbraio 26th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Che fai, reading?

Stasera alle 17 cominciamo con "Che fai, reading?" (nome bagaglinesco di cui mi assumo quasi tutte le responsabilità) cioè il ciclo di letture accompagnate da musica che si terrà presso la biblioteca pubblica "Romualdo Sassi" di Fabriano, a partire da oggi per le prossime 4 settimane. Cominciamo con Giulia Blasi che viene a leggere estratti dal suo libro "Il mondo prima che arrivassi tu" accompagnata alla chitarra da Marco Bonini dei Mamavegas . Qui c'è un assaggio

Siamo anche su facebook in tutti i luoghi e in tutti i laghi ci abbiamo pure il blog nuovo di zecca della sedicente associazione culturale Ikarìa che comunque sempre un po' greci ci sentiamo e un po' isole (e che è sempre meglio che alcolisti anonimi, dove ci avevano indirizzato inizialmente)

Resistenza a Motore: Manifesto perugino

novembre 12th, 2010 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Anche senza bicchiere di vino e panino

luglio 15th, 2010 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

In questo momento c'è un venticello che ci sta facendo godere, dopo i 35 gradi di oggi. Viviamo da una settimana coi nostri migliori amici, in appartamenti attigui, tipo Friends. Abbiamo un giardino con l'orto da dove prendiamo la verdura per cucinare, il bosco a fianco, l'ulivo con due amache, le freccette, si vede anche un pezzetto di mare da casa. La mattina ci alziamo c'è il sole, ci sono i grilli, facciamo colazione fuori. Compadre adesso suona canzoni rebetike con il giuras (una specie di bouzouki), le donne trafficano in cucina. Tutti i casini con il lavoro, la scuola, tutti i problemi sembrano alle spalle. Dopodomani vengono a trovarci altri amici dall'Italia e li porteremo in giro per Salonicco e la meravigliosa Chalkidiki, a fare bagni in spiaggette deserte e a mangiare pesce in riva al mare a due soldi. Ci sono in giro sorrisi grandi e permanenti che non si vedevano da un sacco. Ecco, volevo solo fissare uno di quei rari momenti di felicità estrema e consapevole della vita. Ora vado a mangiare.

Ancora me stai ai Pixies? 18-06-2009 Pixies in Athens (Greece)

giugno 22nd, 2009 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Le domande da porsi sarebbero: siamo forse vecchiazze che ancora corrono adoranti dietro ai dinosauri della scena indie americana degli anni 80/90? Siamo mica degli sfigati che abboccano a ogni reunion per quanto posticcia, per quanto bolsa e dichiaratamente avvenuta per denaro? Siamo forse dei patetici quasi quarantenni che si sentono miracolati a poter assistere a tour di quasi cinquantenni che propongono solo vecchi pezzi di vent’anni fa, roba da cover band? Siamo forse noi questo e ne siamo anche parecchio orgogliosi?

La risposta e’ si, perlamadonnaccia!

Tipo: mercoledi’ c’erano i Pains of Being Pure at Heart ad Atene, sabato i 2 many deejays a Salonicco. Nessuno dei due gruppi avevo mai visto dal vivo, e avevo parecchia voglia di vedere entrambi a dire la verita’. Ma la voglia, la curiosita’, il capriccio, l’inedito si inchinano davanti all’amore, davanti a uno dei 5 gruppi americani che hai piu’ amato in vita tua, davanti all’emozione di trovarsi di nuovo sotto al palco calcato dal quartetto di Boston. E – molto meno romanticamente – anche davanti al budget come sempre limitato. Dunque – ovviamente – i Pixies.

Arriviamo all’Ejekt festival verso le 8, con un tramonto meraviglia, proprio mentre gli ignorabilissimi Starsailors stanno finendo con una cover di Kate Perry. Prima di loro, ci viene raccontato dell’inutile concerto degli White Lies davanti a trenta persone (e per la prima volta ho visto dei veri fan emo, tutti pittati, mi pareva di stare allo zoo e li ho pure indicati col dito e mi hanno detto che -no- non si fa, e non gli dare le noccioline, ma erano tanto buffi). Poi ci sono stati gli Editors, che hanno dei buoni pezzi, sarebbero potuti forse diventare gli U2 se non fossero arrivati prima i Coldplay, il cantante ci ha davvero una bella voce, ma se ne fa a meno abbastanza a cuor leggero.

Poi arrivano i nostri supereroi. Frank Black e Kim Deal in completo nero, che non li fanno pero’ sembrare affatto piu’ magri, Joey Santiago ha il solito cappellino da baseball per coprire la pelata e David Lovering ci ha ormai tutti i capelli bianchi. Appena saliti sul palco un po’ confabulano, un po’ si godono il pubblico (fra cui ancora riuscivo a sentirmi un giovanotto – per darvi una idea anagrafica), poi parte la prima schitarrata di U-Mass che manda immediatamente a puttane (non governative) il mio aplomb di navigato frequentatore di concerti e -maledizione, ci sono ricaduto -  comincio a saltellare, cantare e urlare in estasi fino alla fine del concerto come un adolescente scemo. Anzi, mi viene fatto notare, saltello perlopiu ‘ insieme a un adolescente molesto, scemo e pure grassoccio.

I Pixies sono meravigliosamente in forma, compatti, tonici, non perdono tempo in chiacchiere fra un brano e l’a'ltro (giusto un po’ Kim, che parla dei due giorni passati in giro per l’Acropoli e non smette di sorridere), tengono un ritmo serratissimo, Frank urla in quel microfono come se fossimo ancora nel 1986, con soli 40 chili di piu’, aggrediscono il pubblico con brani presi per lo piu’ da Come on Pilgrim, Surfer Rosa e Doolittle. Male non puo’ andare: ci hanno un repertorio che dove peschi peschi bene. Si muovono forse poco sul palco, ma non mi dispiace, non me ne frega un cazzo che si mettano a fare delle mossettine da giovanotti, non ne hanno davvero bisogno. Quello che esce da quelle chitarre onuste di gloria basta e avanza a infoiare la folla, – me compreso -  roba che nemmeno tonnellate di viagra presidenziale. Ci si distrae solo un po’ a meta’ concerto quando qualcuno decide di accendere un fuoco, si teme che arrivino gli anarchici cattivi, come due anni fa con i Beastie Boys che misero a ferro e fuoco la location e interruppero il festival. Invece tutto rientra immediatamente. Speravo di ascoltare Winterlong, che avevano eseguito nelle prime due date del tour (ma c’era Neil Young come headliner da omaggiare) e invece non me l’hanno fatta. Per il resto, non esistendo materiale nuovo, tutti i grandi pezzi ci sono, e credo siano degni di menzione una devastante Debaser, una osannata Hey, una Where is my mind ipnotica e un finale in crescendo con Gigantic. E proprio gigantesco era il sentimento che riempiva il petto con cui sono uscito dal concerto. A big big love.

Scaletta

U-Mass

Wave of Mutilation

Caribou

Broken Face

Something Against You

Monkey’s gone to heaven

Bone Machine

I Bleed

Here comes your man

Velouria

Digging for fire

Nimrod’s son

The Holiday song

Ed is dead

Vamos

River Euphrate

Allison

Into the White

Debaser

Tame

Hey

Gouge Away

Where is my mind

Gigantic

Gigantesca bellezza: Giardini di Mirò a Salonicco

febbraio 8th, 2009 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

I Giardini di Mirò sono un gruppo gigantesco. Gigantesco è l’unico aggettivo che mi gira in testa da ieri sera, e che continuo a ripetermi ripensando al concerto, seconda data del mini tour greco che li ha portati fino a Salonicco. Provo una ammirazione che sconfina nell’adorazione per questa band. Una cosa che va anche oltre la musica. Un amore dovuto a quella miscela di talento, stile, assalti sonici, fermento creativo, passione, idee, scelte,  attitudine, attivismo musicale, rigorosità, coerenza, evoluzione, assenza di pose, militanza e potrei continuare ancora una mezz’oretta con questi inutili sostantivi da panegirico. Questo è un panegirico. E cotale somma di meraviglie ha avuto luogo in Italia, la terra che musicalmente è conosciuta all’estero per Al Bano e la Carrà. Non mi capacito, davvero.

Il loro concerto di ieri sera, anche se condizionato inizialmente da problemi tecnici e di salute (allergie e stanchezze da tour-lampo assortite), anche se l’Eightball è fondamentalmente un covo di metallari, anche se a volte mi sono lasciato distrarre dalle immagini del film di Pastrone proiettate alle spalle del gruppo, è stato formidabile in termini assoluti; non ricordo di essere rimasto sepolto da una cosa così forte dai Sonic Youth a Ferrara, o da certi concerti dei Marlene visti eoni fa. Vedere in atto il concetto di SAPER STARE SU UN PALCO. Sarà che ero a secco di concerti da una vita. Sarà che Burro alla batteria vale da solo il prezzo del biglietto. Sarà che da quando sono qui sognavo di vedere uno dei miei gruppi italiani preferiti suonare a Salonicco. Sarà che non mi aspettavo quel tipo di versione voce/chitarra per Dividing Opinions. Sarà la tromba di A new Start. Sarà che forse mi sarebbero bastate Pet Life Saver e Little Victories per andarmene contento. Sarà che non li vedevo dall’Homesleep festival di Ancona, qualcosa come 6 anni fa.

Fattostà che per me Dividing opinions è un diamante della musica indipendente italiana, e non mi trovo il solo a pensarlo. Un album che prosegue inattaccabile il viaggio iniziato da "The rise and fall" e continuato con "Punk not diet". Il repertorio dei concittadini (onorari) di Lenin, contiene canzoni di pura struggente bellezza. Ecco un’altra parola banalissima che mi frulla in testa da ieri, e non renderebbe giustizia ai Giardini trovargli dei sinonimi. Suonano roba così oggettivamente incontrovertibilmente ineluttabilmente bella che l’eco ha da tempo passato i confini nazionali. Reverberi, Nuccini e co. da vedere su un palco o da ascoltare su un cd mi provocano sentimenti che per poco non travalicano l’eterosessualità, e sono una delle ultime cose che sanno gonfiarmi il petto d’italico orgoglio. Di questi tempi cosa assai rara, direi.

Mamma mamma, mi hanno remixato !

gennaio 29th, 2009 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

La categoria dei mash-up o del bastard pop o del "paccatello" come si dice dalle parti mie (vino+sprite) se ben trattata puo’ offire risultati molto divertenti. In alcuni casi i risultati invece sono assolutamente folgoranti, vedi Radiohead vs Brubeck  (via Inklog) o per uscire dall’ambito musicale le sovrapposizioni di Il divo e Batman (via Akille). L’unico – che conosco –  che si dedica brillantemente alla forma d’arte del mash-up, partendo da materiale blogghico, che io sappia e’ Nuxx, il team9 di splinder, gia’ segnalato da ben piu’ illustri fan. Ora , essendo un mio post quello incrociato addirittura a "Dopo che", sublime brano degli idolatrati Massimo Volume, non posso non linkarlo, inchinarmi commosso di fronte al genio e constatare una volta di piu’ come spesso il remix superi – in questo caso di gran lunga –  l’originale. Mi sento come i Cornershop quando usci’ Brimful of Asha remixato da Fatboy Slim. E ovviamente attendo le royalties.

Anche se

novembre 5th, 2008 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Anche se non cambiera’ davvero nulla, anche se fra qualche mese saremo qui a dirci che e’ un altro burattino in mano alle varie lobby che dettano legge in America e nel mondo, anche se fara’ la fine di Kennedy o quella di Clinton, anche se a Veltroni gli pare di aver vinto lui (‘mbecille) , anche se a noi ci toccano a ancora 4 anni almeno di Belrusconi e co., anche se alla fine diventera’ peggio di Bush, anche se invadera’ l’Afghanistan.

Ma che sensazione meravigliosa alzarsi la mattina aspettando un risultato elettorale e  per una volta uscire di casa senza quel sapore di merda in bocca.

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