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Posts Tagged ‘disfattismi’

Debitocrazia

giugno 7th, 2011 | By benty in Senza categoria | 13 Comments »

In Grecia è già estate, ma l'atmosfera non è per niente quella leggera di qualche anno fa, quando all'inizio di giugno il problema maggiore sembrava essere su quale isola passare le vacanze. La gente, quella che conosco, quella che non conosco e ho sentito parlare in giro, quella che occupa da giorni le piazze (senza bandiere politiche) è depressa, disperata, capisce di avere davanti il nulla. E il nulla fa paura. E la paura li unisce, li fa uscire di casa dove la tv resta accesa a parlare d'altro mentre 200.000 persone si riuniscono pacificamente in piazza Syntagma ad Atene a protestare. Non sono i "soliti" anarchici, i "soliti" studenti , nè i sindacati o i partiti di sinistra che li portano in strada. È la paura di perdere tutto il poco che gli resta, li fa sentire popolo, li avvicina, li fa parlare, anche se non si conoscono, li porta a scambiarsi opinioni sull'economia e a discutere di politica, degli errori del passato e di futuro. Li fa stare a Salonicco, sotto la Torre Bianca simbolo della città davanti a un documentario che parla di finanza e "debito detestabile" a centinaia a tentare di capire cosa cazzo sta succedendo. Chiedono di azzerare una classe politica che li ha portati sul baratro, che li ha costretti ad indebitarsi alla chetichella, che ha mentito sullo stato dell'economia, li ha oberati di costi giganteschi e inutili come l'organizzazione dei giochi olimpici del 2004. Ma non sanno cosa avverrà dopo, non sanno cosa proporre per ricominciare. Non sanno immaginare cosa li potrebbe aspettare. Non sanno come finirà la corsa, sanno però che finirà molto presto. Urlano che loro non pagheranno, ce l'hanno col FMI e con la Germania. Sentono di vivere un momento storico, hanno davanti a loro un grande cambio che potrebbe finire molto male, d'altronde vengono da esperienze di dittature militari che non hanno nemmeno quarant'anni. Sanno che le promesse del governo attuale, che ha chiesto altri soldi alla troika (BCE, UE e FMI) ovvero che restituiranno tutto il debito, non hanno nessun fondamento. Mentre lo dice non ci crede nemmeno Papandreu, il primo ministro fantoccio. Sanno che sono destinati alla bancarotta, ma non hanno intenzione di vendere nemmeno un pezzettino della loro terra meravigliosa. Non vogliono smantellare aziende pubbliche, svenderle a privati e stranieri, anche se la svalutazione di questi enti è di fatto già iniziata, così i politici avranno delle ottime ragioni per fare un buon prezzo agli amici. Sanno che li sta strozzando la finanza selvaggia e neoliberista. La loro classe politica inetta, corrotta e colpevole di aver truccato i conti per lungo tempo assieme a consulenti pagati a peso d'oro (come la Goldman & Sachs) è ovviamente impotente e di fatto desautorata. La destra e i socialdemocratici si sono alternati dal 1974 alla guida del paese, quindi non esistono colpevoli che facciano parte di una sola parte politica. Ora il cerino è rimasto in mano al goveno Papandreu che sta attuando politiche sociali durissime, impone sacrifici, pur sapendo che tutto ciò sarà inutile e non basterà nemmeno a rimoborsare gli interessi dei presiti concessi. Alcuni politici ora incolpano il popolo greco riferendosi alle assunzioni pubbliche eccessive e all'evasione fiscale fuori controllo, oltre a uno stato sociale insostenibile. Sostengono che politici e popolo hanno banchettato insieme. E intanto il paese è rimasto senza infrastrutture e stanno per togliere anche il contentino di sanità e istruzione gratuita. Gli ultimi 108 miliardi presi in prestito dal governo greco verrano girati praticamente tutti alle banche. Nel frattempo le aziende continuano a chiudere e quelle che restano aperte hanno le mani libere sui licenziamenti, i giovani continuano a non trovare lavoro, il debito pubblico continua a crescere. I tedeschi per concedere la loro disponibilità al prestito hanno imposto tagli feroci allo stato sociale greco, (diminuite bruscamente le pensioni e gli stipendi pubblici, i sostegni alla disoccupazione, il salario minimo per i lavoratori del settore privato è stato abbassato a 500 euro al mese)  ma hanno imposto anche che non avvenissero simili tagli alle importazioni di armi, guardacaso, tedesche.

Se vi interessa capirci un po' di più qua sotto vi linko Debtocracy, documentario schierato ma assai ben realizzato, con sottotitoli in italiano e un link a un po' di foto delle manifestazioni imponenti ignorate dai media di tutta l'Europa, o quasi. 

Debtocracy
http://www.debtocracy.gr/indexen.html

Pitsirikos pubblica un po' di foto

http://pitsirikos.net/2011/06/my-big-greek-summer/

The age of vaffanculo

novembre 15th, 2009 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

The age of stupid è un film-documentario che parla dell’ambiente e in base a previsioni scientifiche realistiche disegna scenari piuttosto inquietanti. E’ fatto molto bene e consiglio di vederlo per una serie di motivi che vado a esporre.

Per iniziare, mentre guardi il film, avverti in bocca lo stesso sapore amaro che si prova guardando i lavori di Michael  Moore, documentari come The Corporation o An inconvenient truth di Al Gore. Non ce ne siamo persi uno che fosse uno. Per la durata del film torni dunque quel 18enne ambientalista capellone, contestatore del sistema, pacifista e anche un po’ più magro. Un’esperienza che raccomando a tutti i quasi qurantenni.

Poi senti dentro tutta l’ingiustizia del mondo, ti senti un ipocrita, decidi che si può cambiare, non è ancora troppo tardi, mediti la partecipazione a Mi Illumino di Meno, l’iscrizione a Greenpeace e al WWF, ti penti di aver scansato bruscamente i militanti ambientalisti quando provavano insistentemente a fermarti per strada. Da ora in poi si cambia, cacchio.

Infine coroni gloriosamente la tua presa di coscienza ambientalista progressiva,  ripromettendoti di scendere in piazza a ogni occasione contro le odiate multinazionali, no anzi ancora meglio, decidi di diventare  un ecoterrorista, per compensare l’inaccettabile ignavia che ti ha pervaso fino ad oggi.

Pensi anche per fortuna che c’è ilpremionobelperlapace Obama ora in USA che vuole decisamente virare l’economia verso il verde e le cose stanno per cambiare. HOPE, CHANGE, YES WE CAN, FUCKYEAH! Non come con quel fantoccio delle oil company di Bush.

Rifletti sul fatto che perfino uno dei cinesi più ricchi è uno che ha fatto i soldi proprio con l’energia pulita, quindi ci siamo, la direzione è quella giusta, vai cazzo !

Ti dici che adesso è tempo di grandi decisioni c’è il vertice di Copenaghen e che possiamo finalmente invertire questa assurda tendenza al suicidio del pianeta dettata solo dalla sperequazione e dal consumismo ingordo.

Batteremo Global Warming, Buco nell’ozono, Effetto Serra, Cambiamenti climatici, Scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, CO2, Ingiustizie nel mondo, differenze economiche, guerre per il petrolio. Ce la possiamo fare, abbiamo le energie pulite, il risparmio energetico, le politiche di decrescita felice, il car pooling, il bookcrossing !

Pensi, cazzo adesso torno a casa e davvero spegno tutti i led degli elettrodomestici prima di andare a nanna, vado sempre e solo a piedi, non prendo mai più un aereo in vita mia e se mia moglie si azzarda a lasciare una luce accesa a casa giuro che le mozzo le mani. Così i bambini dell’Africa troveranno finalmente un sorriso anche grazie a quelli responsabili (da oggi) come me. Saremo tutti una grande famiglia, salveremo la nostra Madre Terra !

Poi torni a casa e trovi questo . E decidi contestualmente che quest’anno l’albero di Natale lo fai pure col doppio delle lucine e vaffanculo. Salutatemi i bambini dell’Africa, ditegli che è durato poco ma è stato bello. E ora che ci penso devo pure mettermi a dieta.

Revolution starts at home

giugno 12th, 2009 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Mi rivolgo a voi, Carfagne, Gasparre, Calderole, Vespe e via vomitando. E’ l’appello di un giovane marito, assai preoccupato per le sorti del suo matrimonio.

Cosa avete fatto a mia moglie? Cosa le avete fatto, per l’amor del cielo? COSA LE AVETE FATTO ?!

Dov’e’ quella donna dolce, prodiana dentro, a tratti fassiniana, cresciuta a pane e Espresso, attenta e pacata commentatrice dell’attualita’ italiana, della sua politica, sempre capace di una battuta beffarda, di chiudere ogni discussione con una risata, seppure amara? Che fine ha fatto?

Avrei dovuto forse accorgermi – oh giullari di corte, oh melma che infesta l’etere e il parlamento- che dava segni di cambiamento, direte voi. Cenni di squilibrio sempre piu’ frequenti e indignati davanti alle vostre continue malefatte politiche – oh bugiardi prezzolati, oh razzisti maligni, oh casta putrida e sfacciata. Avrei dovuto interpretare meglio i suoi "Ma hai letto? Hai visto quello che ha fatto?! " sempre piu’ spesso e sempre a volume impercettbilmente piu’ alto "Ma che davvero hanno fatto passare quella legge!?" "Ma sono scemi?" , come ho potuto lasciarmi scivolare addosso quei "Ma veramente hanno fatto ministro a QUELLA!? Ma che scherziamo?". Era in atto una metamorfosi, ma ora che e’ giunta al suo completamento e’ ormai tardi e indietro non si torna – oh maledetti lecchini, oh servi ciechi del potere, oh scarafaggi in grisaglia.

Forse si, forse non sono stato attento, ho peccato di leggerezza. L’ho lasciata troppo tempo da sola a esporsi eccessivamente agli effetti nefasti di youtube, blog, tumblr e quotidiani online. Dove passano informazioni, piccole e grandi tutti i giorni, che fanno travasare la bile a litri, opera vostra – oh briatori ministeriali, oh dignita’ da smacchiare, oh schiuma immonda del ciarpame politico-mediatico. 

Che rapporto ha quella donna che amavo dolcemente con quella invasata fanatica politica, che oggi vive con me? Colei che in mattinata ha esordito dicendo che Gheddafi aveva ragione e andrebbero capite meglio le ragioni del terrorismo, nel senso che lei una pallottola su una gamba a Borghezio gliela pianterebbe volentieri.

Chi e’ questa pasionaria che commentando l’intervento della Brambilla a Ballaro’, batteva i pugni sul cruscotto sbavava, urlava che la Serracchiani avrebbe dovuto percuoterla in testa con un bastone a quella serva demente, e poi basta a fare quelli di sinistra comprensivi e che ascoltano composti. Basta cazzo !

Da dove arriva questa sconosciuta esagitata che giace nel mio letto, che oggidi’ e’ uscita dall’auto sentenziando solennemente, "Ormai qui non c’e’ alternativa, occorre impugnare le armi !" ?

Io non so – oh odiosi governanti, schiavi spudorati, sicari della democrazia, pompinare di regime  - non so piu’ chi sia costei, questa violenta fomentatrice d’odio politico, questa iraconda potenziale assassina, questa brigatista kamikaze che mi ritrovo al mio fianco al posto di mia moglie.

Pero’ mi fa abbastanza sangue, quindi ci tenevo a ringraziarvi.

Test: scopri in che paese vivi

maggio 19th, 2009 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

1) C’e un paese travolto dagli scandali, corruzione e mazzette che coinvolgono in particolare politici, e ancora piu’ in particolare ministri e governo. A quel punto cosa fa quel governo – peraltro di destra?

A) Accrocchia una una roba tipo il lodo Alfano per rendere intoccabili le prime 4 cariche dello stato e continua la sua tradizionale propaganda mediatica per delegittimare la magistratura (le "toghe rosse" i "mentalmente disturbati" etc etc).

B) Modifica la legge sulle responsabilita’ dei politici per semplificare l’iter che permette al parlamento di mettere sotto accusa i suoi membri per i reati previsti dal codice penale, sperando di restituire un minimo di credibilita’ alle istituzioni della Repubblica

2) Credete che i vostri stipendi siano fra i piu’ alti o i piu’ bassi d’Europa (fonte OCSE) ?

A) Sicuramente fra i piu’ alti, noi eravamo fra le sette potenze industrializzate ai tempi di Craxi e fra le razze elette ai tempi di quell’altro pelato, come si chiamava …

B) Probabilmente piu’ bassi, ma in crescita costante. A parte quello che spendiamo in caffe’, ma questa e’ un’altra storia.

3) Avete recentemente partecipato all’Eurovision ?

a) No, noi che c’entriamo con quella musica di merda?! Tse’, noi abbiamo Sanremo, con Povia e Al Bano.

b) Si e abbiamo fatto davvero schifo anche quest’anno.

4) Il vostro ministro della difesa ha di recente insultato con espressioni come "Non contano un fico secco"  enti internazionali che per la loro opera umanitaria hanno vinto due volte il nobel per la pace?

A) Si, perche’ quelli che arrivano coi barconi sono tutti criminali evasi dalle prigioni e ci rubano i posti di lavoro, a noi criminali onesti e del luogo. Che li ospiti Gheddafi, cosi’ gli passa la voglia di viaggiare. E poi cosa volete che siano due nobel contro tutti i nostri telegatti e le coppe campioni ?

B) No, ci limitiamo a respingere gli immigrati in modo disumano come fanno tutti, pero’ senza fare tanto casino

4) Il vostro presidente del consiglio tresca con delle minorenni e minaccia i giornali che vorrebbero saperne di piu’ a riguardo?

A) siete i soliti comunisti, liberticidi, menzogneri, c’e’ un monopolio ormai interstellare dei mass media in mano ai bloscevichi che trama contro di noi, mi consenta

B) ma per chi ci avete preso per il Burundi?

Se avete risposto in maggioranza A, siete italiani. Vivete in uno stato con gli stipendi fra i piu’ bassi d’Europa. Vi girate indietro in cerca di conforto e ops, stavolta la Grecia non c’e', come da tradizione. E’ li’, davanti a voi, insieme alla Spagna che vi fa ciao ciao con la manina. Avete Ministri come La Russa e La Carfagna. Il vostro pres.del.cons. abusa di viagra e nemmeno riesce piu’ a vincere gli scudetti. Se ne e’ rotta le palle perfino la moglie, ma voi ancora lo votate compatti e adoranti. 

Se avete risposto in maggioranza B siete greci, o piu’ banalmente vivete in un paese quasi normale. Pero’ avete fatto schifo all’Eurovision.

Forse stranieri

aprile 16th, 2009 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

TG1 delle 20, servizio sull’imprenditore napoletano "del grano" ucciso nella sua villa. Senza spiegare perchè e percome il corrispondente conclude il servizio con una ipotesi sulla banda autrice del colpo "… forse stranieri". Mi stranisco.

TG2 delle 20. 30 stesso servizio di diverso giornalista stessa identica agghiacciante chiusura. "…forse stranieri". Senza spiegare perchè. Mi avveleno.

Non ci posso credere. Ma allora quello che ho letto sui blog per tutti questi mesi non erano forzature. Era tutto vero, oltre il pensabile, l’immaginabile, l’accettabile.

Urlo, strepito, bestemmio, ma porcamadonna ma che cazzo è sta cosa e perchè cazzo dovrebbero essere stranieri, e riporto le cifre sulle aperture dei telegiornali da catastofe/emergenza nell’ultimo anno e i crimini in calo, le facce bavose di Gasparri e Capezzone onnipresenti, Vespa fra le macerie dell’Aquila, contrito, col pelouche in mano, mia madre mi dice che non se ne può davvero più di questi stranieri alla fine. Lei che ha sempre votato e continuerà a votare a sinistra, come pure mio padre che nel frattempo le dà ragione. L’unità nazionale nelle tragedie e nei mondiali di calcio. Allibisco e resto basito come nemmeno Stanis di Boris.

Tutto si collega d’improvviso. I miei che si raccomandano – TERRORIZZATI – di inchiavare a tre mandate la sera quando torno tardi, il dissenso non tollerato e Vauro epurato alla veocità della luce – per una vignetta non offensiva ma semplicemente non allineata –  senza che neppure la sinistra si dissoci davvero. Il pensiero unico, loro che hanno vinto, il video di Zoro sul congresso del PDL, annaspo, Calderoli che detta legge.

E’ finita. Ci hanno davvero preso tutto.

Frederika Scwartz

marzo 30th, 2009 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Qualche settimana fa mi chiama una signora dal greco abbastanza impacciato. Mi dice che ha visto dall’autobus l’insegna della scuola dove c’e’ scritto che noi insegnamo anche portoghese. Lei e’ brasiliana e si dice interessata a eventuali traduzioni, ruoli da interprete, posizioni da accompagnatrice per congressi, convegni, simposi, dibattiti e via dicendo. Io le dico che – guardi – noi al massimo possiamo trovarle forse qualche lezione, ma che per ora non c’e’ lavoro, sa, la crisi … Mi lascia dunque il suo numero di cellulare, fra le poche cose che riesco a capire: sembra confusa, concitata, inizia a parlarmi in portoghese perche’ commetto l’errore di dirle che un po’ lo parlo anch’io (sarebbe stato meglio dire parlavo, ma dubito che avrebbe comunque colto la sfumatura). Insomma, la signora sembra abbastanza sullo svampito andante.

In realta’ il portoghese in Grecia non e’ una di quelle lingue che tirano moltissimo, e sicuramente e’ molto meno richiesta dell’italiano. Per questo noi non abbiamo nemmeno un insegnante fisso, non esistendo classi. Ogni tanto arriva qualche chiamata sporadica, di gente che cerca perlopiu’ lezioni private, che di solito giriamo prontamente alla scuola centrale.

I fatti: venerdi’ ricevo la telefonata di uno che vuole iniziare le lezioni di portoghese e allora mi ricordo della telefonata ricevuta la volta precedente dalla signora strampalata, Frederika Scwartz. Dico al cliente/candidato studente che dovro’ prima contattare l’insegnante e poi fisseremo un appuntamento, quindi convoco stamattina per un colloquio di lavoro Frederika Scwartz. Costei si conferma anche dal vivo una stralunata signora sui sessant’anni, mi si presenta in pelliccia, rossetto e cappellino anni 30. Aveva iniziato a tempestare il mio cellulare di telefonate cinque minuti prima che arrivassi a scuola, indisponendomi abbastanza, perche’ comunque e’ lunedi mattina.

Entriamo e, quasi senza che io chieda nulla, lei inizia a raccontarmi l’avventurosa storia della sua famiglia. Nel farlo passa senza accorgersene dal greco al portoghese all’italiano. Nata da madre italiana e padre greco, si trasferisce con i genitori in Brasile e credo per un periodo anche in Egitto. Infine di nuovo Grecia, dove sposa un greco, che pero’ la lascia presto vedova. Ora vive con la sorella; mi chiede di non obbligarla a fare lezioni private a casa sua, perche’ non vuole mettersi mica degli sconosciuti a casa, ne’ di farla lavorare fino a quando e’ buio perche’ ha paura a prendere l’autobus di notte da sola e non si sa mai chi potresti incontrare. Faccio presente ai gentili lettori che io non ho minimamente accennato alla possibilita’ di nessuno dei due casi. Ma Frederika e’ un fiume in piena ormai. Mi chiede ma questo studente chi sarebbe, che lavoro fa, perche’ vuole imparare il portoghese? Mi parla della sua carriera da artista, dipinti a olio soprattutto e partecipazioni in fiere, congressi, mostre come accompagnatrice, convegni come interprete, simposi come traduttrice. Ha anche lavorato come personal trainer spirituale per chi volesse andare a vivere in Portogallo o Brasile, quando viveva in Austria; si perche’ aveva vissuto anche in Austria, e li’ aveva imparato il tedesco, e inizia a parlarmi seduta stante pure in tedesco. Mi racconta della laurea presa a Sao Paulo, delle lezioni private in cui lei aveva sviluppato dei suoi particolari appunti, che utilizzava con successo. Poi viene fuori che lei qui in Grecia non ha mai fatto lezioni, nemmeno private. Ma crede comunque di poterle fare. "Posso spiegare come si dice tavolo, porta, aeroplano". Inizio a capire. L’unico problema e’,  – mi confessa – , che lei non conosce affatto la terminologia per insegnare la grammatica "Como posso explicar verbo, adverbio, cojugacao em grego?".. Scuoto la testa, tento di spiegare le difficolta’ a collaborare e vedo nei suoi occhi la speranza di un lavoro che si spegne, e mi si stringe il cuore ad accompagnarla alla porta. Lei non insiste oltre, dice che capisce, mi ringrazia comunque dell’opportunita’ e della gentilezza, e mi dice che se dovessero venir fuori congressi, riunioni, simposi, convegni, adunate … Le dico che sicuramente, appena avremo notizie di occasioni simili non esiteremo a chiamarla. Poi ho chiamato il cliente e gli ho detto di rivolgersi al centro, che la nostra insegnante non aveva piu’ ore libere per fare lezione. Poi ho iniziato a sentirmi una merda, anche sapendo d’aver fatto l’unica cosa possibile.

La mia citta’

novembre 7th, 2008 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

La mia citta’ una volta la chiamavano la Manchester delle Marche. Solo che non ci sono nati gli Smiths, ma i Motozzappa, ma fa niente. La chiamavano anche Merlonia, dal nome della nota famiglia di industriali del luogo, che proprio da Fabriano parti’ alla conquista del mondo degli elettrodomestici, decadi fa.

Gli anni della mia infanzia, i tremendi anni 80, furono tempi di vacche grasse: note aziende locali sponsorizzavano la Juve di Platini (e io laziale mi trovavo la casa invasa da gadget bianconeri portati in quantita’ industriale da mio padre, dipendente Ariston – peraltro milanista). Erano i  tempi in cui Vittorio Merloni tubava con Craxi ed era presidente della confindustria, proprio quando l’Italia da bere era fra le prime sette potenze industriali al mondo. O così ci dicevano. Il futuro aveva la prosperita’ tettuta delle cameriere- pattinatrici di Drive-in.

Poi abolirono la scala mobile. Poi arrivo’ la delocalizzazione. Poi Berlusconi, che a Fabriano peraltro ha sempre "preso per denti". Poi ci fu il terremoto. Poi di Nuovo Berlusconi. Poi i cinesi. Poi la crisi immobiliare. Mo’ la crisi finanziaria. Attendiamo le cavallette a momenti. Come una specie di effetto domino sono cadute una dopo l’altra aziende belle grosse come la Edilninno, simboli storici come la locale squadra di pallacanestro (che ha dovuto cedere i diritti a Roseto), e tutti i settori industriali fin li’ trainanti sono stati messi in ginocchio. Alcune grandi realta’, come la Antonio Merloni, fanno ricorso alla cassa integrazione e alla legge Marzano, quella sulle aziende in crisi (che richiedono l’intervento statale).

A Fabriano i posti di lavoro a rischio sono parecchi piu’ di quelli dell’Alitalia (sull’ordine dei 3000 senza contare l’indotto) ma il fabrianese non e’ tipo da fare tanti piagnistei, e le aziende locali non si possono fregiare di essere compagnie di bandiera della carta, degli elettrodomestici e delle cappe aspiranti, come invece Alitalia fa con gli aerei. Quindi niente prestiti ponte, niente dibattiti politici, niente prime pagine. Solo famiglie ridotte all’improvviso sulla strada o quasi, vuoi a causa della gestione non impeccabile dei manager nostrani, vuoi a causa della crisi che pareva non doverci toccare mai, e invece…

Oggi la mia citta’ sfila per protestare contro la crisi, anche se lo sappiamo che non portera’ a moltissimo e tocchera’ rimboccarsi le maniche e cavarsela da soli. Ovviamente la mia citta’ non se la fila nessuno, che ci abbiamo l’understatement nel DNA, contiamo poco e siamo abituati ad abbassare la testa, piu’ che altro. Quindi ne parlo io qui e oggi sfilo insieme ai miei concittadini, anche se solo virtualmente.

Salviamo Fabriano , su Facebook

Si sta come d’autunno

ottobre 3rd, 2008 | By benty in Senza categoria | 6 Comments »

Settembre in genere mi piace. C’e’ tutta la storia che si ricomincia, si spera, si progetta. E poi finisce il caldo assassino, riaprono i bar invernali, riinizia la mia agognata stagione djistica. Ottobre e’ gia’ autunno quest’anno (negli anni scorsi andavamo in maniche corte fino quasi a novembre) e un po’ mette depressione e malinconia, ma pure quello non mi dispiace. Noncisonopiulemezzestagionisignoramia.

Pero’, da quattro anni a questa parte "ho voluto la bicicletta", ovvero ho aperto la scuola. E settembre, e soprattutto le prime due settimane di ottobre, "si pedala". Ovvero questi due mesi sono ultimamente diventati sinonimo di orrenda agonia, fiato sospeso e chiappe strettissime. Ci sono le iscrizioni. C’e’ la snervante attesa al telefono e in segreteria. Resto poi appeso ai programmi, ai desideri e ai capricci dei nostri candidati studenti, fino a che non versano – tardi e malvolentieri – la fottuta prima quota dell’iscrizione. Fino a quel momento si stringe la cinghia , che i dindi dell’anno passato volgono fatalmente al termine, e – in virtu’ del nostro proclamato ateismo – si accendono ceri alle piu’ svariate divinita’. Nonc’e'piu’religionesignoramia.

Intanto ci si fanno i film sugli scenari futuri piu’ disparati, che vanno dal nero catastrofico (adesso basta, chiudo!) al roseo pallido (dai che ce la facciamo anche ‘st’anno!), si passa rapidamente dal farsi sotterrare dal panico all’esaltarsi dall’entusiasmo. Si chiama rischio d’impresa, mi hanno insegnato all’universita’, che anche qui vige il capitalismo, il libero mercato, la legge del piu’ forte, la competizione ecceteraeccetera. E noialtri non siamo ne’ Alitalia, ne’ il comune di Catania, ne’ le banche americane, purtroppo. E’ tuttounmagnamagnasignoramia.

Quindi e’ normale il saliscendi di umori nel vedere numeri di iscritti che cambiano drasticamente, nell’ascoltare le pretese piu’ assurde di professori e studenti, nel dover rispondere a tutti con un sorriso mentre non si ha ancora chiaro come si fara’ esattamente a pagare il prossimo affitto. C’e'lacrisisignoramia.

Quest’anno poi la stagione djistica mi sa che se ne va a farsi fottere, per mia pigrizia, o perche’ a trentacinque anni diventa pesante farsi il giro dei bar decenti e chiedere se cercano dj. Questo contribuisce a diminuire il fascino di questi mesi incerti. Di solito poi, verso il 10 del mese, tutto finisce, tutto si sa. Il numero di iscritti e’ pressoche’ definitivo, se c’e’ da metter dischi si mettono e il rassicurante tran tran riprende il suo piacevole giro fino all’estate. Ma i giorni immediatamente precedenti all’inizio delle lezioni sono i peggiori, quelli in cui tutto deve succedere, e l’ansia ti si mangia vivo soprattutto se non succede niente. Ecco, oggi e’ uno di quei giorni. Cosi’e'lavitasignoramia.

Da Athens a Athens

ottobre 2nd, 2008 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Aggratis e rischio di non andarci !!!

Chi ben comincia …

settembre 10th, 2008 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Nella prima settimana in Grecia sono stato piantato in asso rispettivamente da

Segretaria

Un po’ me lo aspettavo; ho iniziato a intuire il suo malessere quando, l’anno scorso, dopo averle chiesto di effettuare qualche ora di straordinario, aveva tentato di dare fuoco al pc.

Insegnante di spagnolo

Assolutamente inatteso; mi aveva pregato in lacrime di chiamarlo appena tornavo dalle vacanze dicendo "Te lo juro mi amor quiero trabajar aqui siempre contigo a tu lado, por favor dejame trabajar aqui". I nostri rapporti si erano raffreddati dopo che mi ero sposato, ma non pensavo che l’avesse presa cosi’ male a dire il vero.

Proprietario del bar dove mettevo i dischi

Piuttosto annunciato. Alla festa di chiusura estiva ci tenne particolarmente a sottolineare come il martedi’ (incidentalmente la sera in cui mettevo i dischi) fosse il giorno di minori incassi. Io fischiettavo e suggerivo che forse era a causa della Champions League. Mi venne contestato che viene giocata il mercoledi. Oggi – solo di risposta a mio speranzoso sms – se ne esce fuori che ha gia’ contattato 2 dj in mia assenza, uno dei quali milita peraltro in un gruppo electropop greco (si, esistono) di fama nazionale, ovvero a differenza mia sara’ in grado di riempire il locale di gente. Il suo messaggio finiva col classico ed eloquente "Ti faro’ sapere". Dunque non ho scampo e di nuovo mi tocca cercarmi l’ennesimo bar per bere gratis con la scusa che metto i dischi roccherolle. Che palle. 

Mia moglie

Un classico. Va detto che mi ha solo minacciato di lasciarmi se non me la smetto di chiamarla moglie in pubblico-mangiare-bere-fumare-essere disordinato- farequellochediceleisenzabattereciglio e se non inizio a fare sport seriamente e cercarle una casa nuova e trovarle un insegnante di inglese e un lavoro che le piaccia e le dia sicurezza economica senza pero’ affaticarla troppo. Ragionevole.

"Ma cara, io ti accompagno gia’ al lavoro tutte le mattine e inoltre vorrei farti notare che pago io tutte le bollett

"Non mi importa, SONO INCAZZATA"

"Dammi una settimana, amore" le ho detto abbassando gli occhi.

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