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Posts Tagged ‘atletismi’

Di buche, candidature, trionfi e elettrolibri

settembre 29th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Quest'anno niente Blogfest e dire che mi ero pure imbucato proditoriamente fra i candidati con Vitaminic e Inkiostro, nonché come BILF 2011 (nel 2011 ho smesso di raccontare in giro che ho scritto su Spinoza, non era bello con una sola battuta all'attivo in tre anni approfittare di quelle giovani che volevano concedersi sessualmente a Stark e allo Zio Bonino e deluse ripiegavano su di me).

Veni Vidi Vici: Faenza ha visto la compagine della 42 recs trionfare al torneo delle etichette indipendenti. Eravamo io, i Cani, I Jacqueries, i Kobenhaven Store, Paco Peña, Fidel Castro, Oronzo Canà e Andy Luotto.

Poi veramente basta con questi e-book, ché quest'anno sarà il terzo -quarto in cui scrivo, ho perso il conto e poi tanto lo so che non li legge nessuno e manco mi ci pagano. Sempre quegli inarrestabili, invasati, ingordi di scrittura di Barabba, stavolta su iniziativa di Francesco "disappunto" Farabegoli , hanno deciso di raccogliere le testimonianze di parecchie persone sul loro primo (e l'ultimo) ascolto di Nevermind dei Nirvana, visto che sono vent'anni che è uscito il best seller di Cobain & Co. Ci ha scritto dentro gente di una fighitudine che lèvati e poi anche io. Il titolo (meravijoso) dell'elettrolibro è IL NUMERO DI PLAYBOY CON STEPHANIE SEYMOUR. Copertina bellissima di Giudit

Tutto Molto Bello

settembre 24th, 2011 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Domani sarò qua a giocare a calcetto per difendere i gloriosi colori della 42 recs al fianco e contro band indipendenti italiane, fra cui almeno un paio di  candidati al Tenco 2011. Ancora prima sarò presso la Galleria della Molinella alle ore 11.00, dove Trovarobato organizzerà una conferenza dal titolo "Blog, Web Tv on Demand, Radio, Fanzine Cartacee. Un punto sulla diffusione del messaggio cultural-musicale al di fuori dai canali tradizionali". Parteciperanno: il blog "Gli Indiepatici", il collettivo "Soluzioni Semplici" di Roma, Youthless Fanzine da Reggio Emilia e la webradio veronese "Fuori Aula Network". A moderare, Emiliano Colasanti del blog Stereogram. E pure io, sembra. Poi concerti a non finire. Il programma è qui

Un anno

settembre 3rd, 2011 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Che sia passato un anno dal mio ritorno in Italia me ne accorgo da ricorrenze molto banali, come il fatto che sia già ora di iscriversi a certi tornei di calcetto di paese, una delle pirme cose che ho fatto l'anno scorso appena arrivato. Al tempo occorreva accelerare sul versante del reinserimento sociale.

Il torneo di calcetto di paese è un catalizzatore di frustrazioni che nemmeno certi reality show. A livello umano ci trovi davvero di tutto. Ci sono i ragazzini, tutti ciuffi gelatinosi e frangette a schiaffo, che non vedono l'ora di mettersi in mostra davanti alle ragazzine accorse per vederli partecipare a un incontro "ufficiale" (a ogni goal c'è anche lo speaker che dal microfono indica chi ha segnato e quanti goal ha fatto). Ci sono stranieri che si coalizzano in squadre multietniche per tentare un riscatto sociale sul campo di calcio. Compagini di peruviani allegri, albanesi tecnicissimi e africani atletici. C'è gente di 50 anni che in virtù delle proprie remote partecipazioni a campionati minori non accetta l'idea di dover smettere e continua a giocare anche se a correre con i ragazzini non ce la fa più, e se perde palla s'innervosice e reagisce malissimo. Ci sono semi-professionisti che passano l'estate vincendo tornei a ripetizione, accaparrandosi i premi per i capocannonieri, ingaggiati a suon di euro da chi può permettersi uno sponsor danaroso. Di solito hanno l'aria molto annoiata, anche quando realizzano goal stratosferici. Li riconosci dalle divise, dei completi scintillanti che includono anche borsa e calzettoni. Ci sono i pezzentoni (quasi sempre la mia squadra) che manco vogliono tirar fuori due lire per comprarsi una maglietta e fanno quella cosa triste dei numeri col pennarello sulla maglietta bianca. Ci sono i dribblomani che nemmeno si trovassero sulle praterie dei campi da calcio di serie A e non sul cemento stretto e malmesso di frazioni dell'entroterra. Ma soprattutto è il regno del trentaqualcosenne, percentualmente la tipologia di gran lunga più presente. 

Vittima di inesorabile calo fisico il trentaqualcosenne è sempre pronto a servire sul campo vendette che progetta da anni, a esternare sul terreno di gioco antipatie più o meno confessate di ordine personale, politico, sociale a forza di entrate sulle caviglie. Il trentaqualcosenne imbastisce con avversari, arbitri e pubblico, polemiche infinite che rinverdiscono ogni anno e si reiterano al minimo fallo laterale non concesso. Il trentaqualcosenne si iscrive per dimostrare soprattutto a sè stesso che gli anni per lui si sono fermati, che non ha affatto smesso di correre, che anzi ha ancora più fiato di prima, che "Sono andato tutto l'anno in palestra e in mountain bike", che gliela farà vedere lui a questi ragazzini, che comunque la tecnica conta più dei polmoni, che "Avrò perso dieci chili!", che l'esperienza è tutto, che al limite "Se proprio ce la vediamo brutta e restiamo senza ossigeno la buttiamo in rissa, al solito", che però, dai, alla fine abbiamo giocato bene, che l'importante è divertirsi, che tutto sommato "Guarda a me non interessa vincere o perdere, per me va bene farmi una sudata ogni tanto", che "Però a farmi prendere per il culo da questi stronzi non ci sto!" , che a fine gara batte la ritirata adducendo scuse del tipo "No, non mi fermo per la birretta che ci ho la moglie a casa che mi aspetta". Che l'arbitro comunque non capisce mai un cazzo.

Roba per uomini veri e stomaci forti

agosto 25th, 2008 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Ieri il quarto addio al celibato di mio fratello, destinato a pochi ma ottimi partecipanti. Non avendo io preso parte ai primi tre si è deciso di dare una possibilità anche all’esule greco di ritorno. Niente strappona che arriva a sorpresa nel finale però, su questo erano stati chiari, nonostante le mie vigorose insistenze. Le attività previste in cartellone, da affrontarsi rigidamente a torso nudo/panza di fuori sono state:

ricchi aperitivi: alcolismo precoce in attesa della laboriosa preparazione del pasto, tartine alla salsa scaduta, alle melanzane scadute fatte dalla mamma di Mig (scaduta anche la mamma)

calcio virtuale: tradizionale partita a PES, con possibile gara di bestemmie, molte delle quali associate alle mie prestazioni in campo.

intermezzo di walkie talkie: obbligo di pronunciare almeno un paio di cazzate al walkie talkie nuovi di zecca di Fuccio. Assolutamente irresistibili, spoecialmente se volete comunicare con qualcuno chiuso in bagno a fare i suo bisogni. Gettonatissimi gli Squallor ed Elio e le Storie tese. Parecchio vino bianco di supporto.

grande abboffata: domina la scena la celeberrima pasta al forno del sottoscritto, per continuare con le ottime "patate allo strutto di maiale obeso morto per overdose di colesterolo" di Mig, che di solito lui usa accompagnare con delle donne nude e disponibili a numeri da circo, (o che diventano tali subito dopo aver ingerito la pietanza) e invece ieri ci siamo accontentati di una insalatina. Infine ciambellone allo yogurt del Giallu e Mig, venuto buono pure per la colazione di stamane.

telefonata libera con cellulare greco: così per divertirsi, in simpatia. E io pago.

proiezione di filmati d’epoca: grande entusiasmo per il restaurato "Moana e Cicciolna ai mondiali", e per le acrobazie delle favolose compagini asiatiche, in particolare al dildo.

calcio reale : incontro di calcio su campo non arato, 15 contro 15, mischiandosi a una formazione di autoctoni Macedonini, di età comprese fra gli 8 e i 12 anni, più vari fuoriquota e un paio di pregiudicati. Praticamente pallastrada, con possibilità di soddisfacente scatarro selvaggio a terra. Durata indeterminata e birre fredde in panchina al posto del Gatorade. Un successone, a parte l’aneurisma che mi ha colpito sul finale, i due legamenti crociati saltati e quel ragazzino finito in ospedale, ma che tanto se l’era cercata e poi lo sappiamo che sono tutte scene alla fine.

svacco inconcludente e doccia non obbligatoria. Rutto libero (la pasta al forno non è un alimento dietetico, nè facilmente digeribile, ma sa piacere) e florilegio di ascella di calciatore ultratrentenne in affanno. Immancabile.

calcio assistito: gara di supercoppa italiana in TV, assistita in stato seicomatoso sul divano, con gente che ancora ansimava per via della partita vera del pomeriggio, birre fresche, ultime sigarette (le mie, che sembra in italia non se ne trovino altre a giudicare dal numero di scrocconi) e possibilità di abbiocco, sia semplice che russato.

Insomma, come avrete potuto facilmente intuire, una giornata magnifica, forse anche perchè – tristesse- fra le ultime di un’ epoca (o così sperano le mogli, presenti e future – maledette illuse!!!  – n.d.B. ).

E poi basta pero’

luglio 12th, 2006 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

I tre post definitivi sul mondiale

 

Scum su doppiavuemme

Leonardo

Facci su Macchianera (post su Totti che condivido al 100%)

Io tifo Baggio

luglio 10th, 2006 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Fui profetico, circa un mese fa. Parlai di giocatori coi piedi quadrati, e figuratevi se vincono questi, ahaha, ve lo meritate Gattuso. Vabbe’, il pronostico me l’hanno ricacciato in gola, siamo d’accordo. Sulla squadra pero’ , a mente fredda, non faccio passi indietro. L’Italia ha espresso calcio per circa 30 minuti in sette gare. Un po’ pochino. Passiamo all’analisi dei calciatori.

Totti s-c-a-n-d-a-l-o-s-o, ha dato prova in tutto il mondiale di non essere assolutamente all’altezza della fama che lo accompagna. Inutile quando non irritante. Ha dimostrato anche di non saper vincere con stile, dicendo che non perdonera’ i suoi detrattori nemmeno ora. Spero avra’ la pazienza di rivedersi in cassetta, nelle partite di questo mondiale, senza per questo venire stroncato da un attacco di orchite. Noi sappiamo perdonare a differenza sua.

Del Piero, tolti i supplementari coi tedeschi, e’ simbolo di una squadra che dalla metacampo in su, tutt’ora che abbiamo le mani sulla coppa, mi fa abbastanza tristezza. Spento, stanco anche se entra solo nella ripresa. Solo a sprazzi son venuti fuori questi freschi campioni del mondo, con singole sporadiche giocate peraltro, mai prestazioni rimarchevoli, mai nessuno che sia stato capace di mantenere un ritmo decente per una gara intera. Chiaro che il Ghana non conta. Lo stesso Pirlo non e’ stato sempre determinante.

La difesa e’ stata monumentale, quello si, non si discute. Anche se purtroppo Cannavaro (quello delle flebo e delle proteste contro la giustizia sportiva) e Buffon oltre a giocare a calcio tendono a esprimere delle idee. Una di quelle espresse da Buffon era "boia chi molla" mi pare.

Ma i vari Camoranesi, Perrotta, Toni, non valevano tecnicamente le nazionali di Paolo Rossi, ne’ quelle di Baggio. Il simbolo di questa nazionale sono i vari Gattuso, Grosso (lui una sorpresa, si) gente umile, di fatica, anche simpatica alla fine. Ma nulla a che vedere con la poesia espressa in campo da Roberto Baggio. In quel mentre, col divin codino a seminare avversari con leggiadria, a discapito di un governo a me inviso, avevo dentro un certo qual timido orgoglio italico che affiorava a tratti. Come si puo’ andare moderatamente orgogliosi della propria storia, della propria cultura. Io tifero’ sempre per il Baggio triste di Pasadena, quello del rigore sopra la traversa.

E poi questa e’ l’Italia di Materazzi. Uno che, da vero uomo, da’ del terrorista a Zidane – se la versione del Guardian verra’ confermata (update)-. Uno che a Zidane non sarebbe degno di lucidargli i tacchetti. Se ve la sentite di essere rappresentati da Materazzi, uno che invoca la giustizia divina a spiegazione del suo gol (d’altronde l’irrazionale, cosa altrimenti?), un  razzista ignorante (se i fatti verranno confermati), uno che rappresenta l’antitesi del calcio (anche senza conferma dei fatti di Berlino), accomodatevi. E gia’ che ci siete cominciate pure a invocare l’amnistia insieme a Mastella e ai democristiani per Juvemilanlazio. Il sistema Moggi ha creato questi campioni del mondo. Luciano santo subito.

Dilemmi mondiali

maggio 26th, 2006 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

Ma se l’Italia, hai visto mai, dovesse aggiudicarsi la coppa del mondo di calcio, vincendo il mondiale di Krante Cermania prossimo venturo, quali conclusioni dovremmo trarre sul nostro calcio malato?

Che il calcio italiano era sano, efficiente e ha prodotto la migliore squadra del mondo, e dunque non è successo nulla, siamo sempre i più bravi e la simpatia itraliana, ed è tutta colpa dei giudici comunisti, al solito?

Che siamo già fuori dal tunnel, ce la siamo vista brutta ma siamo già in netta ripresa, ed anzi è cambiato proprio tutto (pur non cambiando niente) a meno di due mesi dall’esplosione dello scandalo?

Che il sistema della corruzione premia comunque i più efficienti, quindi paga, e va assolutamente esportato? Diventeremmo un modello da seguire per le altre nazioni, cosicchè salterebbero fuori dappertutto come funghi i Mogginho, i Paparesten, i De Santisky?

Oppure significa che abbiamo ormai raggiunto anche i più alti livelli dei massimi organismi internazionali, che abbiamo messo le mani sulla Fifa, che Sepp Blatter è come un Carraro qualsiasi?

Questi sono dubbi oziosi, che tanto coi piedi quadrati che metterà in campo Lippi il rischio non si corre proprio. L’importante è partecipare con stile. Roba innata per noi. Lo stile Italia, il calcio quello "sano", (ahaha) lo rappresenta Totti, uno che in genere durante i mondiali si diletta a sputazzare in faccia gli avversari.

Ve lo meritate Gennaro Gattuso.

Sikose to gamimeno, den borò na perimeno

settembre 26th, 2005 | By benty in Senza categoria | 8 Comments »

E dopo l’europeo di calcio, dopo il trionfo all‘Eurovision, di nuovo la Grecia sale sul tetto d’Europa. Solo ieri s’erano guadagnati l’accesso alla finale del campionato europeo di basket ai danni della Francia, con un fortunoso tiro da tre punti imbroccato negli ulitmi sei secondi da Diamantidis. I titoli dei giornali del giorno successivo risultavano misurati come consuetudine; il più sobrio urlava a caratteri cubitali EROI. Oggi i degni eredi di Alessandro Magno, seguiti da tutta la nazione che li aveva praticamente snobbati fino al giorno prima, hanno domato gli alemanni capitanati dall’NBA Nowitzki, protagonista di una gara scialba, ma al termine permiato come top scorer ed mvp del torneo nientepopodimenochè da Divac. Come sempre mastini in difesa i Greci, veloci a rubar palle su palle ai crucchi e con un inaspettato dominio ai rimbalzi. Infine le imbarazzanti percentuali al tiro dei tedeschi hanno dato vita facilerrima agli ellenici, sempre largamente avanti nel punteggio, fino alla fine. Una gara noiosa e senza thrilling, con una premiazione di lunghezza inaudita. Il basket europeo sta all’NBA come  Mariangela la figlia di Fantozzi sta a Nina Moric. Però è sempre una scopata, mi si potrebbe obbiettare cinicamente. E quindi tutti a orgasmare sotto la Torre Bianca simbolo della città, in macchina, in motorino, che tanto la benzina ultimamente costa poco, tutti a festeggiare, ammantati dalle imperiture bandiere biancoblu, fra ultranazionalisti al settimo cielo ed ubriaconi di varia sorta. Evviva la Grecia! Scommettiamo che domani il governo fa passare pian pianino un paio di privatizzazioni e indebolisce con nuove leggi la posizione dei lavoratori, e non se ne accorge nessuno?

PS il titolo è uno dei cori più gettonati: alza la fottuta (coppa) non posso più aspettare. Il coro più bello recitava invece: "mi sono rotto i coglioni di vincere coppe europee". Bisognerebbe avere stile anche nei momenti migliori, però m’ha fatto ridere un bel po’.

Revenge

luglio 13th, 2005 | By benty in Senza categoria | 18 Comments »

Enzop , fra i più laidi esempi di blogger transfuga (splinderiano prima, autonomo poi, infine blogspottista, roba che manco Rutelli) rilancia la più volte caldeggiata iniziativa della partita di calcio fra splinderiani e blogspottisti. Tiscalesi e iobloggaioli, non me ne vogliate, ma voi contate come il Molise: un cazzo. Ecco allora giunto il momento di scoprire gli altarini. Da giovane venni scartato dagli osservatori di blogspot, non passai il provino. Fu un trauma. Dicevano che ero troppo incostante. I piedi c’erano (con quelli tutt’ora mi vanto di scrivere), ma troppo poco genio e troppa sregolatezza. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire. E’ un segreto incoffessabile, un’onta da lavare col sangue, un torto che accresce l’odio, testimoniato qui. Si dice che l’Olympiakos a suo tempo avesse fatto lo stesso errore con un quattordicenne brasiliano di nome Ronaldo. La maglia biancazzura di splinder con il numero 10 è già prenotata, giovani. Attenti alle caviglie blogspottisti: pagherete caro, pagherete tutto.

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La Domenica Sportiva

febbraio 28th, 2005 | By benty in Senza categoria | 6 Comments »

Ce ne andiamo col mio amico Kostas allo stadio Harilaou, dove alle ore 19 ora locale avrà inizio la stracittadina calcistica, Aris- Paok. Per l’occasione viene inaugurata una nuova ampia sezione sopra le tribune stampa e dei vip. I tifosi del Paok, denominati amorevolmente turchi o zingari, sfoggiano la tradizionale casacca bianconera, quelli dell’Aris, simpaticamente definiti vermi, quella giallonera. Sia Aris che Paok versano in condizioni finanziarie disastrose, e l’Aris anche in classifica è più vicino alla B che alla A. Non è un caso che io qui mi dichiari tifoso dell’Aris. I circa sedicimila posti a sedere del Harilaou sono in gran parte venduti. L’Aris non vince nulla da circa trentacinque anni, ma colleziona circa 7000 spettatori a partita, che qui sono tantini. Un amore folle e immotivato, commovente e inspiegabile. I paoksides sono tremila scarsi, occupano per intero lo spicchio di curva in cui sono stati relegati e vengono controllati strettamente dall’imponente schieramento di polizia.

Fischio d’inizio. Dopo due minuti siamo già sotto, grazie a una papera mastodontica del portiere, ex ragazzo prodigio, Liberopulos. Palla sotto le gambe, un buon avvio, non c’è che dire. Dopo dieci minuti raddoppio del Paok, che passa per la seconda volta la metacampo e sbeffeggia i difensori gialloneri manco fossero dei paralitici con seri problemi alla vista. Dopo altri dieci minuti Sanjurgos, argentino dell’Aris, si fa espellere per una entrataccia da dietro. Dopo altri dieci minuti un tiro inoffensivo e velleitario del centravanti bianconero porta a tre le reti delle aquile bicefale (simbolo del Paok). Gelo allo stadio, metereologico e psicologico, tifosi del Paok che continueranno a prenderci impietosamente per il culo fino a fine partita. Nel secondo tempo l’Aris accorcia invano le distanze, esercita il classico "sterile possesso di palla", non finalizza neanche per sbaglio, pur andandoci per caso vicino un paio di volte.

Il livello calcistico visto oggi disgusterebbe dei dilettanti ecuadoregni. In novanta minuti ho potuto ammirare ben tre stop riusciti alla bellemmeglio e due passaggi imprecisi di meno di due metri. Queste erano le immagini da salvare della gara. Il calcio giocato dal Paok è davvero vergognoso, ci si chiede come certa gente possa venire pagata per fare del futbol la propria professione.

Ma quelli dell’Aris manco ci si avvicinano a quel livello, situandosi parecchio sotto. Si tratta di giocatori che se te li ritrovassi nella squadra di calcetto del torneo aziendale imprecheresti tutti gli dei, presenti e passati. Sembrano aver litigato irrimediabilmente col pallone, una manica di inetti che paiono non aver mai giocato assieme prima.

Fra le annotazioni degne di menzione il fatto che i gestori dello stadio dell’Aris hanno piazzato una sirena a ridosso degli spalti occupati dai paoksides, che suona ogni volta che questi iniziano a cantare, per coprirne i cori. Curioso pensare che c’è chi viene pagato dalla dirigenza per svolgere questa mansione: "Che lavoro fai?" " Sono il suonatore ufficiale di sirena disturba fan avversari". Una buona idea per il milione di posti di lavoro, comunque. Le provocazioni da parte della dirigenza si erano già rese palesi prima dell’inizio dell’incontro: essendo l’aquila a due teste il simbolo del Paok, i sostenitori bianconeri vengono anche apostrofati come polli (kotes) che qui ha valenza di "conigli". Per deriderli, durante l’intera ora antecedente il fischio d’inizio, a parte Satisfaction di Benny Benassi, risuonano a un volume assordante delle canzoni greche orripilanti che contengono il verso del pollo o parlano di pennuti. Il contrario di ciò che succede da noi, dove gli speaker invitano, in genere inutilmente, gli ultrà alla calma e alla civiltà. Altra curiosità è che, nonostante gli animi dei supporters siano caldi e in Grecia sia un problema notevole quello del mantenimento dell’ordine pubblico durante le partite di calcio, al Harilaou hanno pensato bene di rimuovere le protezioni di plexiglass. Se pensate che non c’è una pista di atletica, immaginatevi cosa può capitare ai guardalinee da queste parti. Ci credo che poi gli avversari non sfruttassero molto il gioco sulle fasce: ogni volta che un terzino si avvicinava i tifosi gialloneri gli ricordavano fativamente che si trovava ad un tiro di sputo dal pubblico. Delle copiose docce ad ogni fallo laterale, scene indimenticabili. L’unica soddisfazione per gli arianìs è stata bruciare degli striscioni del Paok che erano stati abilmente sottratti durante la settimana ai loro cugini.

Concludere la serata in un bar con megaschermo e trovarsi davanti Berlusconi che sorride sotto la inquietante peluria che ha in testa, per il gol di Kakà, non si può dire che risollevi l’umore. Cose che non fanno bene al calcio, no no.

Da Salonicco è tutto, il vostro inviato speciale, Benty

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