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Dieci pezzi da 90

25 maggio 2012 | By benty in ah la musica!

1 Litfiba – Il volo 1990

Perché adesso per voi che ascoltavate gli 883 è il momento della riscossa, dello sdoganamento, della rivalutazione. Io invece fino alla prima metà degli anni 90 ascoltavo i Litfiba, perdio, per me non c’è salvezza né redenzione, né ci sarà mai. Com’è giusto che sia.

2 Yo La Tengo – Be Thankful For What You’ve Got 1998

Cover meravigliosa, di un gruppo meraviglioso, inclusa in un’edizione limitata di un EP dalla copertina meravigliosa, ascoltata per la prima volta in un quartiere meraviglioso, di una città meravigliosa, con gente meravigliosa, in un momento della vita meraviglioso, che mi ha rivoltato l’esistenza due tre volte, in maniera abbastanza meravigliosa.

3 Elio e Le Storie Tese – Servi Della Gleba 1992

La sorpresa di scoprire che quelli delle cassettine che parlavano di attori porno e fluidi corporei potevano passare sulle radio mainstream (che al tempo erano più semplicemente la radio e basta).  La prima volta forse che ho potuto dire “Eh IO sono ANNI che li ascolto”.  Questa poi è una lectio magistralis che insieme a  Cara Ti Amo, Tapparella, La Follia della Donna spiega tutto ciò che c’è da sapere del rapporto uomo sfigato/donna.

4 Nirvana – Scentless Apprentice 1993

Basta co’ ‘sti Nirvana. Io amavo più In Utero che Nevermind, che quando li ho scoperti era già uscito da quasi due anni. Durante il tour italiano di In Utero c’era un concorso alla radio, chiamai sperando di vincere i biglietti per il concerto di Modena. E invece.

5 Massimo Volume – Primo Dio 1995

Il gruppo della vita.

6 Marlene Kuntz – Nuotando Nell’Aria 1994

Il gruppo che a lungo se l’è giocata coi Massimo Volume, poi abbiamo preso strade diverse, è stato bello, ma è finita. Questo resta un pezzo gigantesco, invecchia benone, ricordiamoli così.

7 Chemical Brothers – Block Rockin’ Beats 1997

Il difficile ma non definitivo abbandono delle chitarre a cui ero abbastanza affezionato e il timido affacciarsi del sottoscritto al magico mondo dell’elettronica avviene grazie a loro, ai Massive Attack, ai Daft Punk e a suo modo a Beck. Credo scoperti tramite Planet Rock o Suoni e Ultrasuoni, o Weekendance, come un sacco di altra roba fichissima, elettronica e non. Fondamentali per me davanti e dietro la consolle.

8 Africa Unite – Andare 1993

Uh quanto reggae che ho ascoltato pure dopo i 18 anni, non ci si crede!  I centrisocialioccupati, i punkabbestia, il Manifesto,  il vino cattivo, i vent’anni, Avanzi, i capelli lunghi e unti e la paura e la voglia di essere nudi. Inutile negare il passato per quanto imbarazzante e antiestetico. E poi questo pezzo mi piace ancora molto. Li ho visti pure in concerto con mia moglie che non eravamo manco fidanzati e ancora per quindici anni non sarebbe stata mia moglie, pensa tu che cazzo di flashback.

9 Sonic Youth – Junkie’s Promise 1995

L’ingresso al mondo del rockenrolle come tutt’ora mi piace, la porta aperta da Cobain e ci trovo dentro loro,  poi i Pixies, i Pavement, i Soundgarden, i Pearl Jam, i Fugazi, gli Husker Du, P.J. Harvey, Nick Cave, pure il britpop (che cazzo c’entrasse poi). Ma soprattutto loro, che già adesso mi mancano da morire con quella loro majetta fina. Sniff.

10 Beastie Boys – Sabotage 1994

A un certo punto ho deciso che mi piaceva solo il rap old school, roba dei gruppi dell’epoca dei Beastie Boys e poi basta. Non avrei ascoltato il nuovo hip hop che avanzava, quello in stile gangsta. Questa canzone l’ho consumata su cassetta e ci ho consumato poi un paio di dancefloor, almeno. Tutt’ora è un pezzo che sventra. RIP MCA.

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