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Greek riots for dummies – (fai poco il figo, you could be next) parte II

dicembre 10th, 2009 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Per quanto riguarda invece i quattro coglioni di cui sopra, i koukoulofori, (ovvero gli incappucciati), quelli che l´anno scorso hanno tenuto per le palle un paese intero per tre settimane, per iniziare vi assicuro che non sono quattro. Sono molti molti di più. Sono quasi tutti ragazzi, sono organizzati, non sono solo greci, sono spericolati, determinati, violenti, incazzati ma assai lucidi. Disclaimer: questa non é un´apologia dell´anarchico, é un tentativo di analisi di chi li ha visti da vicino.

Viene da chiedersi se siano davvero solo dei poveri coglioni disposti a rischiare galera e percosse ogni volta per divertirsi un po´ a giocare a guardie e ladri per le vie delle cittá. Può essere che questi incappucciati abbiano tutti il culo ben parato, come i figli di un parlamentare della maggioranza che sono stati arrestati l’altro ieri fra i black bloc? Oppure si tratta di una generazione che non ha più niente da perdere, non vede un futuro dal basso dei suoi 700 euro al mese (manco mille!), ha capito che non verrà mai ascoltata e prova a farsi sentire e vedere nell’unico modo che gli rimane, ovvero creando dell´immane scompiglio? Si tratta solo di persone pesantemente ideologizzate che credono sia questo l’unico modo per abbattere il sistema capitalistico? Sicuramente fra di loro ci sono anche degli esaltati a cui non interessa altro che far casino, degli emarginati che danno sfogo al loro disagio e alla loro rabbia, fra cui molti immigrati. Ma limitarsi a considerarli solo dei vandali e pensare a come punirli senza interrogarsi su cosa spinga cosí tanti giovani ad agire in modo cosí violento e determinato, mi sembra un errore abbastanza grossolano. Se ci avevi il malessere giavanile una volta ti facevi le seghe o al peggio ti drogavi. Oggi questi scatenano ogni volta con successo la guerra, quindi mi sa che non é il generico e crepetiano malessere giovanile, manco per il cazzo.

Se ¨fare l´anarchico¨ puó esercitare fra gli adolescenti il sempiterno fascino della ribellione, bisogna anche dire che ormai gli ¨incappucciati¨ in Grecia sono i nemici pubblici numero uno, e rischiano sempre di piú, visto anche l´irrigidimento delle misure previste nei loro confronti oltre a quello dell´opinione pubblica. É proibito espressamente indossare cappucci e coprirsi la faccia durante le manifestazioni e i cortei (ma visto lo spreco di lacrimogeni che fanno i ΜΑΤ vedrete poca gente a volto scoperto a marciare). Li odiano le forze dell’ordine, li demonizzano i media insinuando che siano collegati ad associazioni criminali, li stigmatizzano apertamente perfino partiti come quello comunista greco (KKE), con la sola eccezione della coalizione di sinistra Syriza, li temono i cittadini moderati e ovviamente quelli di destra.
 
Le novitá di questo movimento sono molte. Primo i black bloc sono sempre di piú: gli anarchici sono sempre esistiti e sono sempre stati molto attivi da queste parti, ma mai con questa consistenza numerica. Secondo, non sono mai stati un movimento cosí internazionale. Ovviamente si organizzano in rete, sanno dove andare, come colpire, come fuggire. Ma oltre a greci e immigrati locali, annoverano persone che si sobbarcano viaggi da tutta l´Europa. Terza novitá sono le loro azioni di guerriglia. Qui in Grecia hanno raggiunto un livello di violenza inusuale, si rivolgono per la prima volta verso obiettivi diversi dalle tradizionali banche, Mc Donalds, negozi di articoli religiosi e le multinazionali. Dall´anno scorso attaccano tutto quello che si può attaccare, sia esso edificio pubblico, caserma, chiosco di giornali, caffetterie, camionette dei pompieri, hanno ridotto a un cumulo di macerie bruciacchiate interi dipartimenti universitari, hanno attaccato edicole e asl. Hanno alzato il livello dello scontro. Unici bersagli umani i poliziotti, ovviamente. Domenica scorsa prima di dare alle fiamme lo Starbucks a Salonicco hanno fatto uscire il personale.

Il perché dell’escalation della violenza sembra risiedere in un insieme di cause, ma ridurre tutto alla sola crisi economica, come hanno fatto i media un po’ ovunque, fa quasi ridere. Direi che prevale invece una forte insofferenza a una lunghissima serie di pesanti abusi della polizia, mai davvero puniti. Non se n´é parlato molto. Cercate su Google o su Youtube l´episodio della ¨Giardiniera¨ avvenuto qui a Salonicco qualche anno fa. Basta sentire gli slogan che cantano in corteo, tutti non solo gli anarchici, basta vedere che la metá degli striscioni parla di ¨terrorismo di stato¨ (e qui non hanno avuto stragi di stato, solo singoli assassinii). Certo, urlano contro il governo, ma soprattutto contro i batsi, cioé gli sbirri. 

In tutta la Grecia c´é sicuramente un profondo malcontento verso la classe politica, anche qui corrottissima, che non ha mostrato grandi miglioramenti passando dalla destra di Karamanlis al centro di Papandreou. C´é senza dubbio un atteggiamento di disperazione verso le prospettive economiche e lavorative che il paese può offrire, verso la virata sempre piú decisa a un abbandono dello statalismo (ci sono state privatizzazioni anche qui, i governi da anni tentano di togliere privilegi come l´educazione pubblica gratuita e anche la recente riforma delle pensioni é stata un bagno di sangue). La delusione verso la classe politica precedente e attuale peraltro era assolutamente giustificata anche alla luce delle scoperte sulla possibile bancarotta del sistema bancario nazionale, notizie fresche dei giorni scorsi.

Ma soprattutto ad animare le gesta vandaliche di questi ragazzi sembra esserci una consapevolezza incrollabile, la loro, che le cose si iniziano a cambiare così, con la forza e la violenza. Volevano reagire agli abusi della polizia, attirare l´attenzione e mostrare che non scherzano: missione compiuta in maniera eccellente. Dategli torto.

Questo paese dopo i fatti dell´anno scorso si é irrigidito tanto da iniziare somigliare da vicino a uno stato di polizia. Uno dei motivi per cui il precedente governo -di destra - ha perso le elezioni é stata l’incapacitá di gestire la situazione di emergenza dello scorso dicembre. Troppo morbidi gli interventi della polizia, secondo alcuni. E dire che erano finite le scorte nazionali di lacrimogeni in quel periodo. Quindi il governo dei socialisti (PASOK) eletto a ottobre, che aveva criticato aspramente l´operato della destra in quel frangente, ha promesso maggiore durezza per scoraggiare e prevenire altri episodi simili. Il risultato è stato che ad Atene, in previsione delle manifestazioni di novembre e dicembre si sono ripetute nei mesi scorsi vere e proprie retate, scene di interi quartieri setacciati a tappeto, perquisizioni personali per strada, fermi a centinaia (300 persone dopo i cortei del 17 novembre, 80 la sera prima dell’anniversario della morte di Alexis, centinaia anche in questi giorni), ingiustificati sgomeberi di centri sociali, come il Resalto a Keratsini. Il governo ha schierato 12.000 poliziotti ad Atene in vista del 6 dicembre e per la prima volta in varie cittá si é verificata la gravissima violazione del perimetro universitario, che per legge é interdetto alle forze dell´ordine.

A un anno dalle devastazioni del dicembre scorso i temutissimi ¨koukoulofori¨ sono comunque tornati rumorosamente in scena. Non che si fossero mai davvero fermati. Da allora continuano infatti attacchi sistematici alle banche, c´é stato un attentato alla Borsa di Atene, assalti armati alle caserme (ultimo episodio di un mese fa con vari poliziotti feriti) e le relative rivendicazioni di formazioni anarchiche sovversive. Nell´ultimo mese i black bloc hanno prima offerto un assaggio delle loro intenzioni dopo i cortei del 17 novembre, poi sono tornati il 6 e 7 e l´8 dicembre 2009 per mostrare alla polizia che loro non hanno dimenticato. Si dice siano pronti a scatenare di nuovo il finimondo in tutta la Grecia se la sentenza di condanna per il poliziotto sará meno che esemplare (le istituzioni hanno peraltro pensato bene di allontanare il processo da Atene e dalla data dell´anniversario della morte di Alexis, surriscaldando ulteriormente gli animi). Molti manifesti filoanarchici in giro per Salonicco recitavano che il dicembre del 2008 non ricomincia, continua. (continua anche questo interminabile pippone socio politico)

Greek riots for dummies – (fai poco il figo, you could be next) parte I

dicembre 9th, 2009 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Sei anni fa, poco dopo aver aperto questo blog, mi sono ritrovato a raccontarvi gli incidenti avvenuti a Salonicco in occasione del g8 del 2003 che era stato organizzato da queste parti. C’erano state manifestazioni pacifiche a cui avevano partecipato migliaia di persone e poi c’erano stati gravi scontri in centro con cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, i MAT, molotov, lacrimogeni, vetrine in frantumi, manganellate, negozi incendiati, barricate, auto e cassonetti in fiamme, piena guerriglia urbana. Pensavo allora che l’intensità degli episodi fosse dovuta al richiamo dell’evento mondiale, per il quale erano accorsi black bloc da tutta Europa.

Negli anni successivi ho partecipato ad altre manifestazioni qui a Salonicco, gli scontri fra polizia e koukoulofori (gli incappucciati) continuavano, anche se con violenza e frequenza diverse. Pensavo che questo fosse dovuto alla nota brutalità della polizia greca (salita recentemente agli onori delle cronache per aver malmenato una zingara con un bimbo di un anno in braccio) e agli anarchici greci, fra i più aggressivi e facinorosi.

Poi l´anno scorso ci sono state delle vere e proprie sommosse di durata e durezza mai viste che hanno interessato tutte le cittá della Grecia, con picchi ad Atene e Salonicco. Qualcosa era evidentemente cambiato.

Una cosa che ho sempre ammirato nei greci é la capacità di indignarsi e reagire, anche per fatti che non li coinvolgono direttamente o individualmente. E’ un aspetto che cozza apertamente con la loro notoria flemma levantina, l’impassibilità di quelli che tutto hanno già visto e niente li tocca, l’indifferenza fastidiosa che a volte sconfina nel rassegnato fatalismo. Quando c’è da incazzarsi seriamente però il greco molla il bicchierino di ouzo in taverna, scuote la sua coscienza civile intorpidita dallo tsatsiki e scende in strada, mettendosi a urlare, per giorni, settimane, mesi. Da qui ho raccontato spesso di proteste, manifestazioni, cortei, iniziative che hanno portato al blocco di intere istituzioni (come l’università).

L’impietoso paragone con il l’Italia, ormai in stato di ipnosi collettiva da tre lustri, ve lo risparmio. Vedo i greci, capaci come francesi, spagnoli e americani, almeno di scrollarsi di dosso governi inefficienti e corrotti con il voto e poi vedo l’Italia, povera patria.

Tento di immaginare cosa succederebbe in Grecia a ogni tentativo del governo di far passare un lodo Alfano, una legge Cirami o Gasparri, un decreto salvaladri, un indulto, una operazione White Christmas, una proposta di istituire le ronde, cosa capiterebbe a ogni sfondone di Berlusconi su Eluana, cosa accadrebbe a ogni Cucchi, Aldovrandi, Sandri ammazzato da un poliziotto (vedete che bravo che sono? Ho evitato di metterci pure Giuliani così vi evito di ricordarmi che però lui se l’è cercata). E non é che qui la politica sia di altissimo profilo o manchi il malgoverno, intendiamoci.

Il 6 dicembre è stato il primo anniversario della morte di Alexandros Grigoropoulos, 15enne ucciso dalla polizia greca. Breve riassunto: é successo che quel sabato sera passava una volante davanti a un bar nel quartiere di Exarchia ad Atene. Alexis e i suoi amici hanno provocato gli agenti, forse lanciando lattine vuote verso l’auto. Gli agenti hanno proseguito, poi hanno parcheggiato, sono tornati indietro a piedi, si è acceso un diverbio e un agente ha sparato tre colpi, uno dei quali ha raggiunto al petto Alexandros, uccidendolo.

A quel punto la Grecia ha reagito. Non proprio compatta, non tutta allo stesso modo, ma ha reagito in maniera impressionante e improvvisa. A voi hanno fatto probabilmente vedere nelle TV solo gli spettacolari saccheggi, la messa a ferro e fuoco dei maggiori centri greci, avrete pensato ai soliti quattro coglioni che non vedono l’ora di fare casino. É passato il messaggio che i giovani greci sono teppisti. Non vi avranno mostrato le immagini delle centinaia di imponenti manifestazioni di protesta dura ma pacifica svoltesi in quei giorni in tutta la Grecia a cui partecipavano in massa gli studenti, i loro professori, i loro genitori, i sindacati, le associazioni, i partiti, gli intellettuali, la "gente comune", i pensionati, gli artisti. Non vi avranno raccontato  della mobilitazione, la commozione, l’indignazione e la dignità, la partecipazione sincera e toccante di una enorme fetta di Grecia civile e appassionata. Non vi avranno detto della bellezza e dell´emozione di vedere in strada nuovissime generazioni politicamente consapevoli, determinate a farsi ascoltare, ferite ma coraggiose. L´antitesi della bimbominkia generation, in pratica, che, lo dico per rassicurarvi, é ben presente anche nella versione greca. (continua)

Corteo in memoria di Alexis, ucciso dalla polizia un anno fa. Scontri a Salonicco, guerra ad Atene

dicembre 6th, 2009 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Video killed the radio stars

dicembre 1st, 2009 | By benty in Senza categoria | No Comments »

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