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All Posts from aprile, 2009

Meravigliosi quadretti familiari

aprile 29th, 2009 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Le avrete viste in certi film dal vago sapore ozpetekiano o peggio (?) mucciniano, le scenette di famiglie modello che cantano tutti insieme appassionatamente in coro Battisti o Mina, no? Persino Moretti ci e’ caduto.

Nell’ultima settimana, mia moglie ogni mattina sale in macchina, mette Emilia paranoica dei CCCP a tutto volume, prima ripete a squarciagola il falsetto e la risata isterica di apertura, poi inizia a fare lo stupefacente balletto del "tacchino robot", che e’ una cosa a cui e’ impossibile rendere giustizia a parole. Sostiene "Mi da’ energia". E questo dopo nemmeno un anno di matrimonio.

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Più di mille spiegazioni sociopolitiche

aprile 23rd, 2009 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Courtesy of Paul the wine guy e Emmanuelnegro

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Buone notizie

aprile 21st, 2009 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Finalmente l’emergenza terremoto è finita. Certo, gli sfollati sono sempre nelle tendopoli a morire di freddo, ma adesso è giunto il momento di passare ad altro. Gli italiani si sono già rotti i coglioni di sentirli che si lagnano in quel loro buffo dialetto e di mandare sms di solidarietà. Ormai hanno dimostrato di essere un popolo di brava gente, che preferisce la solidarietà allo Stato funzionante, che sa unirsi e ritrovare lo spirito patriottico durante catastrofi e vittorie ai mondiali di calcio. Hanno già dato. Che tanto poi si sa che quei soldi che fine fanno. E dunque le passerelle dei politici sono drasticamente diminuite vista anche la distanza delle elezioni europee, i nostri governanti hanno saputo sfruttare perfettamente la catastrofe per farsi belli, guadagnare consenso, azzerare il dissenso, fare promesse vane e già che c’erano si sono tolti anche qualche sassolino dalle scarpe (Vauro, come testa di cavallo mozzata per Santoro). Da cosa ho capito che l’emergenza è finita?  Dal fatto che giustamente anche il feritissimo aquilano Vespa ha mollato elmetto e pelouche raccolto fra le macerie, per interessarsi, stasera, di cosmetici (credo d’aver capito). E mica possiamo parlare per sempre dei terremotati, e checcazzo, e poi proprio adesso che ci sono tutte le finali dei rialitisciò?

Forse stranieri

aprile 16th, 2009 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

TG1 delle 20, servizio sull’imprenditore napoletano "del grano" ucciso nella sua villa. Senza spiegare perchè e percome il corrispondente conclude il servizio con una ipotesi sulla banda autrice del colpo "… forse stranieri". Mi stranisco.

TG2 delle 20. 30 stesso servizio di diverso giornalista stessa identica agghiacciante chiusura. "…forse stranieri". Senza spiegare perchè. Mi avveleno.

Non ci posso credere. Ma allora quello che ho letto sui blog per tutti questi mesi non erano forzature. Era tutto vero, oltre il pensabile, l’immaginabile, l’accettabile.

Urlo, strepito, bestemmio, ma porcamadonna ma che cazzo è sta cosa e perchè cazzo dovrebbero essere stranieri, e riporto le cifre sulle aperture dei telegiornali da catastofe/emergenza nell’ultimo anno e i crimini in calo, le facce bavose di Gasparri e Capezzone onnipresenti, Vespa fra le macerie dell’Aquila, contrito, col pelouche in mano, mia madre mi dice che non se ne può davvero più di questi stranieri alla fine. Lei che ha sempre votato e continuerà a votare a sinistra, come pure mio padre che nel frattempo le dà ragione. L’unità nazionale nelle tragedie e nei mondiali di calcio. Allibisco e resto basito come nemmeno Stanis di Boris.

Tutto si collega d’improvviso. I miei che si raccomandano – TERRORIZZATI – di inchiavare a tre mandate la sera quando torno tardi, il dissenso non tollerato e Vauro epurato alla veocità della luce – per una vignetta non offensiva ma semplicemente non allineata –  senza che neppure la sinistra si dissoci davvero. Il pensiero unico, loro che hanno vinto, il video di Zoro sul congresso del PDL, annaspo, Calderoli che detta legge.

E’ finita. Ci hanno davvero preso tutto.

Zen Circus al Thermos 12.04.2009

aprile 13th, 2009 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Il Thermos è un benemerito circolo arci ad Ancona, vicino piazza Pertini dove quasi ogni volta che torno in Italia riesco a trovare concerti che mi fanno stare bene e sempre a due soldi. Ci ho visto i Massimo Volume e gli Offlaga, per dirne solo due, roba che mi ha segnato. Peccato che abbiano introdotto la novità del buttafuori. Ieri sera finalmente, dopo una decina d’anni di ascolti più o meno, è proprio al Thermos che riesco a incrociare il cammino del terzetto pisano Zen Circus. Il primo ascolto loro che mi ricordo è roba da preistoria di internet, lo scaricai (legalmente!) da Vitaminic ed era un po’ il loro manifesto d’intenti la slackerissima Folk Punk Rockers.

Domanda: perchè a te ti piaccioo gli Zen Circus? Risposta, perchè mischiano una sacco di cose che amo e ho amato, perchè lo fanno con stile e personalità. Cioè tu mi versi 4 decimi di Violent Femmes, 1 decimo di Pavement, uno di Jon Spencer due decimi di Rino Gaetano, tabasco hillibilly, piglio punk a manetta, un po’ di Mano Negra, amaro sarcasmo toscano e voilà. Ci hai in mano praticamente una molotov già accesa, buttala sul palco e prende fuoco tutto. Un’ora scarsa (purtroppo) di purissimo divertimento rocckerolle, melodie mandate già a memoria come inni, cazzeggio furore indolenza sudore e rumore, dediche a Pasolini e andate tutti affanculo con finale straniato. Decisamente uno dei migliori atti live in Italia, ruspanti, genuini, contagiosi, bene bravi bis. No, il bis non l’hanno concesso, che alla fine dell’ultima canzone se n’erano già andati tutti fuori a fumare. Se potete, dove potete, accattatevilli. Per il resto vi lascio alle loro parole, e provatevi a non essere d’accordo.

Come Zen Circus abbiamo giocato con l’Italiano in varie occasioni, ma solo con l’ultimo “Villa Inferno” abbiamo messo a fuoco quella che era l’idea di partenza di questo nuovo progetto: Come un cerchio, i musicisti americani che ci avevano influenzato da appena nati e che ci avevano anche perseguitato negli anni a seguire, sono arrivati fra le nostre braccia come attratti da una calamita.
Hanno collaborato, ci hanno dato consigli, si sono affezionati ed emozionati ed hanno chiuso questo cerchio con il disco che volevamo fare con dentro quelli che ci hanno fatto iniziare. Punto e a capo.

Ma non ci basta, anzi lo consideriamo solo un punto di partenza. Forti di un motore diesel che mai ha conosciuto la parola hype ma solo i faccia a faccia dei mille concerti fatti in ogni remoto angolo di questo paese meraviglioso, ci prendiamo la libertà di mandare l’Italia di oggi, i suoi rituali borghesi, le sue liturgie, le sue maschere liberiste a quel paese. Andate Tutti Affanculo.

E’ il nostro gioco serio, l’urlo più naturale che c’è quando ci si trova accerchiati e non si riconosce più chi è amico e chi nemico. Quando tutti pretendono rispetto, mancandolo puntualmente.

Quindi certo, affanculo la classe politica e quindi anche le mafie, affanculo le religioni tutte, affanculo quelle bestie dei leghisti, affanculo i suv, affanculo la maleducazione borghesotta, affanculo l’educazione proto-cattolica, affanculo la televisione, affanculo Laura Pausini e tutti i mediocri di successo pari lei, affanculo i paraculi e la classe dirigente tutta…ok…

…ma noi non siamo certo Beppe Grillo, non è questo che ci interessa, o almeno non solo.

Quindi troviamo sia quasi più importante, in questo preciso momento storico, mandare Affanculo anche i poveri: chi si vergogna a farlo ha il culo sudicio ed almeno una casa di proprietà: noi no, e facenti parte della categoria ci sentiamo a nostro perfetto agio nel mandare affanculo tutto il proletariato di questo paese: affanculo il ricatto degli affetti, affanculo la voglia di diventare qualcuno, affanculo le madri timorate e le loro preoccupazioni che rendono i figli sterili e paurosi, affanculo i padri “che nella vita c’è da farsi il mazzo”, affanculo i lavoratori che si incazzano per cento euro in meno e non per le libertà civili o per omicidi di stato, affanculo agli stessi lavoratori che spendono fior di quattrini per il calcio: affanculo ai vostri puzzolenti calzini bianchi di spugna da due euro che tenete fieri sulla sedia buona a guardare il calcio su sky mentre vostra figlia non mangia più o magari pensa al suicidio, affanculo il tenere le cose bene, ammodino, non usarle nemmeno che altrimenti si sciupano, affanculo i pettegolezzi, le maldicenze, i “ma lo sai che?”, affanculo la mediocrità ed i vostri telefonini: ne avete a pacchi e non ve ne frega nulla se costano quanto quello che vi trattengono in busta. Che poi non avete niente da dirvi. Cosa dovete dirvi? Che ha vinto l’Inter? Che i giovani sono tutti stronzi? Che stasera al cinema c’è Vacanze di Natale?
Fate i sacrifici per pagarvi la Ford Focus che trattate meglio di vostro figlio che giustamente si fa di cocaina dalla mattina alla sera perchè è figlio del vostro stesso fallimento.
Già, i figli: quelli cattivi sono sempre gli altri. Che contano poco o nulla a meno che qualcosa non possa capitare “anche al vostro” e allora giù con “I nostri poveri ragazzi!”.
Non avete mai capito che sono figli del mondo, figli di tutti, che li cresce il mondo quanto voi e che le vostre paure saranno anche le loro, che la vostra sudditanza al mediocre esploderà nella loro emotività. Affanculo anche i trentenni, mai colpevoli dei loro stessi errori di valutazione, sempre a dar colpa a destra e a manca, raramente interessati o appassionati in quello che fanno. Che già vivono nel passato e ti dicono “Facciamo una cena una volta!”. Come ragazzini a prendere sbornie nei pub di fine millennio nel ricordo dei “vecchi tempi” o fidanzati con una pietra al collo ma “è giunta l’ora di crescere”, che vi mancano gli anni ottanta, i cartoni animati, la rettore, colpo grosso, i puffi, Uan. Accettate tutto, tutto quello che si deve accettare: a volte accettate cose che nemmeno sono imposte, anzi le imponete voi ormai per primi perchè sieti voi che tenete in ostaggio la cultura, il libero pensiero, lo sguardo ubiquo sul mondo, la bellezza, l’errore, la comunicazione, la convivenza civile, il bene profondo della diversità.

Certo va detto che siamo musicisti, non una associazione sovversiva. Ed inoltre toscani, quindi fanatici dell’autoironia e dello scherno. Non ci interessa dare voce ad un’ipotetica generazione x nè tantomento farci portavoce del giusto: facciamo schifo anche noi, a modo nostro.

Ma è importante, ora, adesso, che qualcuno esca dalle righe perchè le convenzioni hanno fallito.
Lo faremo noi con questo disco, speriamo che vi piacerà.

Il resto è solo musica, che è quello che ci riesce meglio.

Just one simple question

aprile 6th, 2009 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Dove cazzo si sono ficcati tutti gli alfieri dell’energia nucleare in Italia? Hey amici dai, venite fuori. Che ne dite, tiriamo su una bella centrale in Abruzzo, cosi’ creiamo posti di lavoro per i senzatetto?

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