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All Posts from settembre, 2007

Giuro che non ne so niente

settembre 28th, 2007 | By benty in Senza categoria | 6 Comments »

Non ho ben capito il perche’, so solo che non ho promesso prestazioni ne’ sessuali ne’ di nessun tipo a nessuno, non ho tentato di corrompere nessuno, ne’ con la feta ne con le dracme, giuro, non partecipo a meme, qualunque cosa essi siano, non linko compulsivamente e sono consapevolissimo che non e’ qualcosa di dovuto ai miei meriti o alle mie conoscenze, men che meno alle cose che scrivo o al modo in cui le scrivo. Inoltre so benissimo che presto mi verra’ giustamente tolto di nuovo. Pero’ intanto mi godo il mio ingresso fre i primi mille blog italiani. Su blogbabel sono passato in due giorni da millecentoqualcosesimo a settecentoqualcosesimo. Non mi interessa assolutamente capire perche’. Qui si e’ abituati ad accontentarsi di poco. Ciao Mamma, lo vedi come sono in alto?! Si si, lo so, le classifiche non hanno senso, ma mica e’ una gara, che c’entra, infatti. Si Mamma, 228 posizioni in due giorni. No Mamma, non ho cominciato a farci i soldi col blog. No, non credo che ce li faro’ mai. Fa niente. Ciao Mamma, saluta tutti a casa.

 

And no religion too

settembre 27th, 2007 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

In Grecia la potentissima Chiesa Ortodossa chiede ed ottiene dal governo il ritiro di un libro di storia che non gradisce.

(ANSA) – ATENE, 25 SET – Il governo greco ha deciso oggi di ritirare dal commercio un controverso testo di storia per le scuole medie che negli ultimi mesi ha suscitato le ire della potente Chiesa greco-ortodossa, della Repubblica di Cipro e di tutti quegli storici, non solo nazionalisti, secondo cui il volume tende a sminuire le sofferenze patite in passato dai greci per mano dei turchi e dell’impero ottomano.

Una razza una faccia. Da cazzo.

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Se ci fossi ci andassi

settembre 27th, 2007 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Se solo mi trovassi a Torino sabato prossimo non mi perderei per nulla al mondo tutto ciò

Sono tornati, meno precisi e più alticci che mai i Wrong Pitch Alliance, ovvero , per dirla senza esagerare, il nostro collettivo di dj preferito sulla terra di tutti i tempi di ogni categoria esistente e che verrà mai creata in futuro specchio riflesso sfiga della prinz senza ritorno. Esordio stagionale in grande stile al Circolo Pueblo di corso palestro 3, ovviamente a Torino (ingresso riservato ai soci). Salite al primo piano e ditegli che vi manda Benty, se sono ancora sobri vi pagheranno una birra, sennò preparate i contanti, che vi tocca offrire a voi. (qui il loro myspace)

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Tolleranza Zoro

settembre 26th, 2007 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Torna quel genio di Zoro, in video, senza Grande Fratello, ma con il nuovo avvincente reality sul Partito Democratico. Assolutamente imperdibile.

Chiagn’ e ffott’

settembre 25th, 2007 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Manco il tempo di lamentarsi della penuria di concerti che vengono confermate le mie belle gioie Electrelane, per la terza volta in 4 anni a Salonicco, il 10 novembre al Mylos. Ale’

Patti Smith a Salonicco

settembre 25th, 2007 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Si apre (e immagino si chiuda contestualmente) la sempre piu’ triste e povera stagione concertistica salonicchese. Ormai siamo a un paio di esosissimi concerti l’anno quando va bene. L’anno scorso Morrissey e Devastations: quest’anno si inizia da domenica scorsa, con una nuova promessa della musica alternativa americana, una di quelle giovani leve che fa ben sperare per il futuro dell’indie made in U.S.A., Patti Smith.

L’arzilla performer si presenta puntuale al Vellidio, un centro conferenze assolutamente inadatto a ospitare concerti (s’era gia’ notato ai tempi di Nick Cave) a causa anche di un’acustica assolutamente inadeguata. Sul palco con lei una band essenziale: basso, chitarra, batteria e tastiere. Il tour non e’ casuale, ma serve a promuovere l’ultimo disco della poetessa di Chicago, l’album di sole cover Twelve, che mi ha convinto solo a tratti. Ma ovviamente uno Patti Smith se la va a vedere non solo per quello che ha prodotto di rilevante recentemente (poco o niente) ma per quello che ha rappresentato e rappresenta, ovvero un pezzo di storia della musica contemporanea bello grosso. Inoltre vale assolutamente il prezzo del (salatissimo al solito) biglietto, anche solo per sentirla cantare "Redondo beach" e "Dancing Barefoot", oltre che per struggersi durante l’immancabile "Because the night", con la propria amata fra le braccia e l’immagine di Ghezzi che parla fuori sincrono a fare da virtuale background.

Patti Smith ha sul palco movenze assolutamente semplici ma che sprigionano carisma, apre con Redondo Beach, balla felice e coinvolta dalla sua musica come un’adolescente farebbe da sola in cameretta sua, continua con Free Money, introduce al clarino la cover di "Are you Experienced" citando le note di "A Love Supreme" di Coltrane (che domenica era appunto il suo compleanno), si toglie la giacca, scende dal palco, si assenta per lasciare la scena a Lenny Kaye e soci che suonano una "Pushin Too Hard" davvero garage, prova per la prima volta la cover di Children of the Revolution dei T-Rex di Marc Bolan sbagliando clamorosamente parole e tempi (ma ci aveva avvertito, "i might fuck it up"), intercala brevemente le sue canzoni con appelli contro la "fuckin war"  che nemmeno i Modena City Ramblers, oppure dice solo "Hello!" e fa ciao con la manina, che nemmeno una bambina piccola, poi scaracchia abbondantemente, incolla alcune sue poesie dentro le canzoni di Twelve (versioni di Beatles, Dylan,Nirvana) di lunghezza a volte un po’ eccessiva, canta Pissin in the river, fa ballicchiare un po’ tutti quando suona Gimme Shelter, chiude una prima volta con Gloria, chiude infine davvero in bellezza con un doppio bis, composto da People have the power, qui di recente tornato in auge grazie a delle pubblicita’ di compagnie telefoniche, e soprattutto una versione bella tirata di Rock’n'roll Nigger.

Patti Smith ci ha una voce assolutamente sensazionale e inossidabile, bella e viva come se fossi a casa tua e avessi messo sul giradischi Horses. Il concerto non e’ decisamente travolgente, ma e’ assolutamente gradevole. Fra il mettere un cd di Patti Smith nello stereo e l’andare a sentirla dal vivo un’ulteriore differenza si scorge nel fatto che dal vivo, fra una canzone e l’altra, Patti ci ricorda che la rivoluzione nasce dal cuore ognuno di noi e che siccome we are people and we have the power, and the night belongs to lovers, dobbiamo essere i primi a fare qualcosa e muoverci, che insomma c’e’ sta revolution da fare a colpi di true love contro la fuckin war.

Capisco che sei Patti Smith, e devi difendere la tua fama di sacerdotessa roccherolle e di profetessa beatnik ma pure punknewave, che sei un mito della musica, e capisco pure che ti vergogni che sei americana e tutti ti ricordano che i tuoi connazionali hanno voluto Bush. Ma, cara Patti, pure i miei compaesani un paio di volte hanno voluto Berlusconi, figurati , mica e’ colpa nostra no? Non me la fare tanto lunga , che senno’ mi sembra di stare a un raduno di figli dei fiori, mi innervosisco e appena uscito dal concerto l’unico istinto che ci ho e’ quello di picchiare le vecchiette che incontro per strada.

Amor fou

settembre 21st, 2007 | By benty in Senza categoria | 6 Comments »

Ogni tanto ci si ricorda che una volta si parlava pure di musica in questo blog. Qui in Grecia latitano i concerti, in Italia e all’estero invece abbondano le uscite, in rete impazzano i blog recensori e si rinfocolano le usuali polemiche fra blog musicali e giornalisti di settore (che poi sono blogger a loro volta, innescando spirali di odio e incomprensione, altro che festival dei baci). Tutto normale, normale dunque anche che di musica si straparli in giro. E allora pure io. Degli Amor Fou pero’ non e’ che se ne sia parlato tantissimo, mi sembra, a mio avviso non abbastanza. Tempo fa Inkiostro accennava al nuovo progetto di Alessandro Raina, ma dopo la lettera aperta dello stesso Raina tutto fini’ in cagnara e del nuovo progetto nulla si seppe. Comunque il primo ottobre esce il loro esordio la Stagione del Cannibale per Homesleep

Parto apertamente dal pregiudizio che a me Raina sta simpatico: perche’ scriveva cose bellissime sulla mailing list dei Giardini ni Miro’, perche’ mi fece scoprire anni e anni fa i Julie’s Haircut scrivendone non mi ricordo dove e curandone una distribuzione postale mooolto diy, perche’ si rivelo’ attento e originale osservatore di Salonicco, e perche’ cantava nei GdM indossando t-shirt dei Blonde Redhead che gli ho invidiato per anni. Inoltre me lo presento’ PL2 ad un Homesleep festival anni fa e mi parve assai gentile e timido, cosa curiosa per un frontman (e davvero ho faticato a capire chi lo accusava in rete di spocchia e vanagloria) e caratteristica che ho ritrovato anche nelle sue produzioni musicali successive.

Mi posso buttare in una definizione da pseudo giornalista musicale? E’ musica pop d’autore dalle influenze molteplici e altissime (Tenco, Battisti, Smiths, Gainsbourg, Radiohead, etc..) e abbondano pure i riferimenti extramusicali, cinematografici, letterari o squisitamente estetici. Raina canta in Italiano (a me la sua voce piace parecchio, dai tempi dei Giardini) liriche al sapore di autunno, appoggiate su basi venate di quell’elettronica malinconica, che ho cominciato ad amare dai tempi di Neon Golden. Fine del grossolano tentativo di giornalismo musicale. In genere mi astengo dal commentare album o artisti su questo blog, se non dopo averli visti da vivo. Converrete con me che faccio anche bene. Ma mi sento di fare un’eccezione per gli Amor Fou.

Ci sono tre pezzi in rete da ascoltare sul loro myspace .

Qui un’intervista al gruppo

qui il profilo su rockit

Grecia, dopo le elezioni in basso a destra

settembre 18th, 2007 | By benty in Senza categoria | 7 Comments »

"Per quanto il premier abbia sbandierato a destra e a manca, in campagna elettorale, il suo rifiuto a qualsiasi ipotesi di coalizione con la destra estrema del Laos (Unione popolare ortodossa) di Georgios Karatzaferis, bisognerà vedere poi alla resa dei conti se sarà così facile dire no ai voti che il leader più nero del paese gli ha già messo a disposizione, festeggiando così il ritorno in parlamento di un partito di estrema destra, a 30 anni dalla caduta della giunta dei colonnelli. Karatzaferis, già eurodeputato, è famoso per il suo marcato antisemitismo e la sua xenofobia.

Basti pensare che nel 2001, subito dopo l’11 settembre, sosteneva che «Hitler era un collegiale se paragonato agli ebrei», senza far mistero del suo convincimento che il Mossad fosse coinvolto nella tragedia delle Twin Towers. E solamente l’anno dopo ha inserito nelle liste del suo partito quattro rap presentanti di Krisi Avghi, il movimento neofascista greco noto soprattutto per gli episodi di violenza ai danni di minoranze e homeless. Per non parlare delle martellanti campagne razziali portate avanti dalla tv privata Tele-Asty, di cui proprietario e fondatore è lo stesso Karatzaferis: ne era stata chiesta la chiusura sia dal consiglio ebraico di Grecia sia dal centro Wiesenthal. Ora il leader di Laos (che fu espulso da Nuova Democrazia nel 2000) ha provato a darsi una ripulita, rinnegando formalmente «razzismo, intolleranza e antisemitismo», ma continuando a difendere nella sostanza le peggiori posizioni xenofobe, a partire dall’idea di «omogeneità-etnica» della Grecia per finire al rifiuto della Turchia nell’Unione Europea."

via TG COM

Arturo

settembre 17th, 2007 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Arturo e’ tornato in Spagna, non si sa esattamente perche’. Le teorie sono due. Una, la sua ufficiale, "Mi fa bene un cambio dopo quattro anni" . Ma come teoria regge poco, perche’ Arturo era uno di quegli spagnoli ad alto tasso di grecizzazione, risultando piu’ greco lui di tanti greci. L’altra teoria, quella che tutti sospettiamo piu’ fondata, e’ che non potesse stare altro tempo lontano dalla sua Kiki’.

Destini incrociatisi a Praga in  Erasmus, poi spostatisi sotto la torre bianca di Salonicco. Poi Kiki’, innamorata della Spagna e valente architetto, due anni fa non ha esitato a partire alla volta di Barcellona per un master, trovandosi pure un lavoro. Lasciava cosi’ el barbudo Arturo, massimo esponente della scuola di pensiero dello Espaguete cortado e secondo voci attendibili miglior paellero della citta’, alle sue lezioni di spagnolo e soprattutto alle sue tele.

Arturo insegnava per necessita’ e dipingeva per passione, con risultati – posso testimoniarlo – assolutamente notevoli. Ma le sei ore di lezione a settimana con cui riusciva miracolosamente a mantenersi lo stressavano, diceva l’hombre de Valencia. E’ un artista e dovete capirlo. Gli veniva a mancare poi l’ispirazione per i suoi quadri. Quindi di nuovo alla ventura, verso una Barcelona che secondo me non lo affascina tantissimo, con la prospettiva di farsi mantenere da Kiki finche’ non riuscira’ a vivere della sua arte. Cosa non impossibile.

C’era riuscito anni fa, quando appena ventitreenne se ne ando’ a Folegandros, isola greca meravigliosa e sbarcava il lunario vendendo le sue opere su un banchetto. Qui a Salonicco era riuscito ad esporre varie volte in locali, mostre e durante vari altre manifestazioni culturali. Si era dato persino alla scenografia in teatro.

Sappiamo che gli manchera’ la retzina, il caffe’ greco, la taverna Naftiliaki, il quartiere di Evagghelistria e soprattutto le miriadi di amici che aveva qui – essendo egli una persona che e’ asolutamente impossibile non amare - e infine temiamo che gli mahcera’ pure questa citta’ che attraversava leggero con la sua bicicletta, finche’ qualche settimana fa non gliel’hanno fottuta. Sappiamo inoltre che a noi lui manchera’ parecchio, col suo corredo di parolacce italiane, e lo vorremmo qui ricordare per le sue imperiture parole " No esta’ cosa mas divina que escobarse la cugina. In cucina.". Ole’

Vota Antoniopulos : una razza un voto

settembre 16th, 2007 | By benty in Senza categoria | 7 Comments »

Oggi in Grecia si vota, ci sono le elezioni politiche con sei mesi di anticipo. I due candidati maggiormente accreditati per la vittoria sono – di nuovo – l’attuale presidente del consiglio, Kostas Karamanlis (leader di NEA DIMOKRATIA partito tipo AN) e l’eterno secondo Giorgos Papandreu, (leader del PASOK una specie di socialdemocratici, diciamo come un Partito Democratico senza la Binetti) entrambi figli d’arte, eredi di celebri dinastie politiche greche, entrambi trilingue e con 15 anni in meno dei nostri leader politici. Per il resto le cose da tre anni a ‘sta parte non sono affatto cambiate. Allora vinse la destra.

Kostas Cinhgialotto Karamanlis, Presidente del Consiglio Giorgaki Giorgetto Papandreu, suo padre Andreas è stato per la Grecia un incorcio fra Craxi e Andreotti. E ancora lo rimpiangono

Poi c’è una pressochè inutile selva di interessanti e litigiossissime formazioni di sinistra (KKE, Synaspismos e altre che mi sfuggono) e la destra estrema LA.OS. , così estrema che personaggi del calibro di Borghezio al loro cospetto fanno la figura dei moderati progressisti. Il loro slogan ricalca pari pari quello della dittatura dei colonnelli (patria, famiglia e religione), il loro candidato leader nonchè padrone di canali televisivi, l’inquietante Karatzaferis, si fa simpaticamente ritrarre nei manifesti elettorali con dei guantoni da boxe. Più chiaro di così non si può, fossi un immigrato inizierei a correre (in un certo senso sono un immigrato). Si perchè ovviamente il LA.O.S, armata brancaleone di fascisti, razzisti, omofobi, bigotti, e nazionalisti è in fortissima ascesa e si appresta, secondo i sondaggi a divenire il quinto partito greco.

Il simpatico Karatzaferis, sguardo alla Mastella, linea politica alla Le Pen. Fascisti su Sparta

La campagna elettorale è stata massiccia e abbastanza poco funestata dai roghi assassini che hanno messo in ginocchio il paese nelle settimane scorse. Il PASOK all’opposizione ha strumentalizzato la sciagura additando la destra al governo come unico responsabile. Le campagne elettorali erano già iniziate e gli eredi aspiranti al trono si sono trovati a doverle continuare nonostante le migliaia di ettari in cenere e i 65 morti. Qualcuno ha  pensato che magari aver un catasto forestale avrebbe potuto essere utile. Negli spot elettorali televisivi NEA DIMOKRATIA batteva molto sul tasto sull’innovazione perseguita dal suo esecutivo, che ha portato tra l’altro anche ad abbassare il costo delle connessioni internet, argomento invero un po’ debole. E comunque non menzionavano il fatto che la connessione a internet in Grecia resta fra le più care e lente d’Europa. E adesso che mi sovviene hanno pure glissato sul fatto che li avevano beccati poche settiamane prima con le mani nella marmellata dei fondi previdenziali. Si vocifera nelle peggiori bettole di Salonicco che sia stato proprio il calo vertiginoso di consensi della destra al governo ad aver messo tutto ‘sto pepe al culo a Karamanlis, facendogli venire una strana voglia di elezioni anticipate.

La scarsa sensibilità dei contendenti politici ai disastri dell’estate ha disgustato profondamente e ulteriormente l’opinione pubblica, che però si vede costretta lo stesso a votare (qui il voto è un diritto/dovere e alcune fonti ieri sera in taverna sostenevano che vige ancora il ritiro del passaporto se beccati a non votare per tre volte). Oltre a distribuire uno sbanderno di volantini, per fabbricare i quali hanno probabilmente disboscato la metà non bruciata delle montagne greche, gli spot televisivi delle ultime settimane non riguardavano altro che il voto e i partiti. Una cosa ossessiva, al ritmo di oltre dieci passaggi ogni break pubblicitario. Vota di qua, vota di là. A tratti mi sembrava di essere diventato come Fantozzi nella famosa sequenza della tribuna elettorale televisiva. Nonostante tutto il battage pubblicitario si ingrandiscono le fila di chi al voto non ci andrà, o dichiara che voterà scheda bianca o nulla, come gli inviti sui muri delle città , anonimi e onnipresenti, a disertare l’urna.

Nell’Isola di Lipsi, vicino Rodi, una di quelle piccole e trascurate, il cui contatto con il resto del paese si riduce a una nave a settimana, la gente, circa 500 persone deluse tanto dalle promesse della destra, quanto dall’operato di anni e anni di PASOK (a definirla sinistra non ce la faccio proprio, sembra che peraltro abbiano esattamente lo stesso programma degli avversari), ha dichiarato lo sciopero elettorale, minacciando di buttare a mare qualunque forma di materiale elettorale fosse stata mandata da Atene.

Stasera nell’Ellade ci si prepara allo stillicidio (era una vita che volevo usare questa parola) degli exit poll, la gente nervosa in piazza a seguire sui megaschermi le cavalcate delle percentuali e poi i soliti festeggiamenti. C’è tensione in giro. Ieri in taverna ho sentito almeno tre tavolate, fra uno tsatsiki e una retzina, finire la serata a paroloni, alzando la voce su temi politici. Due di quelli che litigavano secondo me si stavano per menare e credo di aver capito che una volta, prima del’agone elettorale e della retzina avariata, fossero pure amici.

Io invece stasera vado a festeggiare il compleanno del mio amico Lefteris con una festa a sorpresa. La sorpresa maggiore sarà constatare la scarsa qualità dei vini (ero stato incautamente incaricato dell’approvvigionamento beveraggi), le cui etichette recitano altisonanti "Chianti" e "Montepulciano" ma sono stati in realtà comprati al Lidl a meno di due euro a boccia. In compenso tanta birra fresca di frigo.

Tanto vince la destra, e lo sanno tutti, quindi meglio prepararsi a bere per dimenticare, l’unico gesto politico sensato per quanto mi riguarda.

(come volevasi dimostrare; vado a ubriacarmi)

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