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All Posts from luglio, 2007

The final outing: niente sarà più lo stesso

luglio 31st, 2007 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

Sono rimasto profondamente turbato dalla lettura di questa parte del post di Alessio

Che tra l’altro é pure una canzone dei Pooh.
Che io non dovrei dirlo, ma é pure un bella canzone dei Pooh

Va be’, mo tocca a me. A me mi piace abbastanza Mango, ascolto volentieri l’Angelo azzurro, di Umberto Balsamo, e a dirla proprio tutta non disdegno Hop hop hop somarello di Paolo Barabani.

I’m on the run (finalmente un post a punti)

luglio 26th, 2007 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Mi preme con assoluta urgenza rimarcare, a vostro esclusivo vantaggio, che negli ultimi 4 giorni ho:

  1. fatto annullare una multa da 500 euri, a costo di aspri scontri con gli impiegati delle poste e della stazione della polizia municipale
  2. fatto finta di niente per il furto del mio cellulare
  3. assolto pratiche burocratiche infinite e soffocanti
  4. fatto da tassista pressoche’ quotidianamente per la mia fidanzata
  5. cenato in un ristorante greco e in uno italiano senza cacciare un euro
  6. scoperto che la mia ragazza ha un blog di successo da tre mesi
  7. rifiutato l’offerta di aprire un ristorante italiano
  8. firmato un contratto d’affitto per delle nuove aule
  9. contestualmente deciso che dunque non e’ ancora ora di tornare in Italia
  10. riscosso gli ultimi faticosi soldi delle iscrizioni, spezzando un paio di mignoli e minacciando di morte una famiglia
  11. litigato con i due proprietari delle aule da cui ce ne andiamo
  12. dribblato elegantemente il pagamento dell’agenzia immobiliare che ci ha trovato le nuove aule
  13. pagato versando lacrime amare la professoressa di spagnolo e contestualmente le ho trovato pure un lavoro da cameriera
  14. messo i dischi – senza infamia e senza lode – sulla love boat
  15. scritto due post
  16. svolto una quindicina di ore di avvincenti lezioni sulle preposizioni e assolto a tutti i doveri da manager della scuola stessa
  17. assistito alla mia fidanzata che fa carriera come avvocato in Grecia, cosa che ancora stento a credere mentre scrivo: le hanno fatto pure i bilgietti da visita e io invece ancora non ce li ho
  18. fatto derattizzare e controllare inutilmente l’auto
  19. costretto la segretaria della scuola centrale a promettere che al mio ritorno tutto sara’ pronto, altrimenti mi suicido con la cicuta

Entro domani devo

  1. fare i regali alla famiglia, fra cui quello a mia nipote di 9 anni ancora non mi e’ nemmeno venuto in mente, se avete delle idee di realizzazione rapida e indolore per l’esausto portafoglio accomodatevi nei commenti
  2. partecipare attivamente a un travagliato trasloco per la scuola
  3. preparare i bagagli
  4. rassicurare mamma’ che no, non corro, si, sto attento
  5. farmi una birretta di commiato con gli amichetti miei
  6. farmi spiegare dalla suddetta fidanzata come si fa a far diventare un blog di successo in tre mesi
  7. comprare e imbottire i panini alla frittata per il viaggio, senno’ le uova si rovinano
  8. farmi la barba per rendermi piu’ presentabile alla suocera
  9. imbarcarmi verso l’Italia
  10. tagliarmi i capelli che sembro un bassista heavy metal
  11. mettere ordine nel marasma bancario dei conti personali e della scuola
  12. riscuotere gli ultimi spiccioli da studenti ritardatari di braccio corto e malevolo
  13. interrompere i contratti della corrente e dell’acqua

Appena arrivo in Italia nel giro di una settimana mi attende:

  1. un’inaugurazione di agriturismo dei parenti = una sbornia familiare epocale
  2. un intervento chirurgico di scarsa rilevanza che mi costringera’ a stare a letto per una settimana

Poi ti lamenti che non fai una vita intensa.

Chi di blog ferisce

luglio 26th, 2007 | By benty in Senza categoria | 7 Comments »

Hai un blog dalle alterne fortune ormai da quattro anni. Alterne fortune e’ dire tanto, ma ti ha dato le tue porchissime soddisfazioncine. Inoltre hai una fidanzata fuori dal comune, di quelle che stenti a volte ancora a credere a tanta grazia piovuta dal cielo, da oltre un anno. Con la tua fidanzata a volte ne parli di questo benedetto blog e la inizi ai piaceri di altre e ben piu’ meritevoli letture blogghiche. Regolarmente la povera donna ci va sotto. Nonostante cio’ non potete ancora definirvi una coppia apertamente disfunzionale, ma a un certo punto le dici: ma perche’ non te ne apri uno pure tu?

Ora capisco benissimo che questa puo’ sembrare la tipica frase del fidanzato sfigato blogger, ma d’altra parte e’ anche un riflesso condizionato dal fatto che lei oramai di blog ne legge, ne parla, ne cita, ne scopre, ne segnala, ne compra i libri addirittura. In realta’  il tuo incoraggiamento e’ dovuto al fatto che lei abbia oggettivamente da sempre il dono naturale della scrittura. Al di la’ del fatto che poi sia la tua fascinosissima fidanzata. Voi liberissimi di non crederci, ed eventualmente – fra un po’ –  di ricredervi. Tanto e’ vero che ancora intatti conservi i vostri adolescenziali carteggi di 15 anni fa, pensa un po’.

"Se ti aprissi un blog avresti un sacco di successo", le dicesti a un certo punto. Lei si schermi’, "Nono, sono troppo pudica per esibire quello che scrivo al pubblico ludibrio, e troppo narcisa e sensibile per non restare ferita dalle loro eventuali critiche". Tu le dici, "Si in effetti, tu parli di "cose abbastanza morbose" il che potrebbe renderti assai popolare nella blogpalla, ma poi anche ci hai i retaggi cattolici che te lo impedirebbero, questo spudorato smascherarti". E poi – maledetto sia quel giorno e sia anche la tua lingua – butti li’ anche la spacconata triste, triste da mettersi a piangere ancora oggi, di quelle che sai che un giorno te le ricacceranno in gola o su per il culo, ma pero’ tu fai lo sborone lo stesso, ed ormai e’ troppo tardi e ti esce "E poi con tutti i blog che ci sono oggi in giro se non ti linko io chi ti legge?". Ah ah ah. un sacco forte.

Chissa’ se e’ stato allora amore mio che hai deciso di darmi una lezione su vari fronti. Uno, sulla proverbiale imprevedibilita’ femminile, e sul fatto che voiuomini non ci capite davvero una mazza di noidonne. Due, sulla proverbiale mia stronzaggine, tse’ ci ho il blog da 4 anni, che ne sai te della vita. Tre sul tuo indiscusso talento di creare, raccontare, portare le tue pippe mentali ad estreme conseguenze scritte che con uno sforzo minimo a farti emergere dalla blogmelma ci avrebbe messo poco o niente.

Fatto sta che ieri sera, davanti al mio bel piatto di garganelli ai gamberetti e pomodoro, me l’hai confessato, messa ineluttabilmente all’angolo da eventi – gioiosissimi – prossimi futuri. E mi sono sentito dentro un Truman Show. Tutti sapevano tranne io. Perche’ la’ dentro, nel tuo stracazzo di blog da 200 accessi al giorno realizzati in tre mesi –  ci sono pure pezzeti di vita mia, da cui tu poi elabori, remixi, esondi, sbarelli, inventi traiettorie, che per certi passaggi ricordi alcuni scarti laterali che odorano di genio, una mezz’ala di quelle come non ce ne sono piu’, dal dribbling fulminante, un numero dieci di quelli che da soli valgono il prezzo del biglietto. E io, che il campioncino ce l’avevo in casa sotto mentite spoglie, me l’ero perso. Cresceva fra gli applausi di tifosi ogni giorno piu’ numerosi e appassionati, e ignorato da me, quello che-di-internet-ne-sa, quello-col-blog-di-quattro-anni-che-se-non-ti-linko-io-non-ti-leggera’-nessuno. Ah ah ah. Un sacco forte.

Sono dunque qui a ricoprirmi il capo di cenere, a fare pubblica ammenda, e non certo a dedicare un ovvio marchettone al tuo blog, che ormai vola alto, sicuro e solo, e non e’ sicuramente dei miei miserrimi link che abbisogna per raggiungere la giusta notorieta’ che gli spetta. Certi fratelli sapevano e sono rimasti silenti e conniventi, accodati al tuo culto in espansione come l’universo, che in tre mesi ha portato alla ribalta te e il tuo blog. Sto approntando la categoria di link "blog traditori" qui sulla sinistra, limbo in cui rinchiuderli per sempre, mefistofelici tramatori alle spalle di un onesto libero professionista quale mi ritengo tutt’ora.

In realta’ ora che lo so l’esperimento dovrebbe avere termine, (cosi’ recita l’intestazione del tuo blog) ma invece sono qui a dirti che per me leggerti restera’ sempre uno di quei piaceri universali, oggettivi, e gioisco della tua decisione di condividere tanta bellezza scritta con gli altri. Direte, embe’ potevi dirglielo stamattina mentre prendevate il caffe’, ma sai benissimo che adesso siete una coppia apertamente disfunzionale, e forse d’ora in poi vi parlerete solo sui commenti del blog.

Dunque, signore e signori, ecco a voi in tutto il suo blogghico splendore la mia fidanzata, che – fatevi pure rodere il fegato – e’ bella tanto per quanto scrive bene. Pattymeet in Gallivant.

15 anni senza

luglio 19th, 2007 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

15 anni senza Borsellino, senza verita’, senza risposte, senza giustizia, senza colpevoli, senza mandanti politici. Senza che lo schifo attorno abbia smesso di diminuire. Senza per questo dimenticare.

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A grande richiesta, il ritorno della rubrica “Dammi tre parole”

luglio 18th, 2007 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

terremoto : Σεισμός , pronuncia: sismòs

mi sono cagato sotto : Χεστικα πανο μου, pronuncia: hiéstika páno mu

So quando mi trovo di fronte a un genio : Semo gente de Fuligno, Gianluca (Gianluigi?) Ginorra

luglio 12th, 2007 | By benty in Senza categoria | 13 Comments »

Si certo, ieri tutti a struggervi per gli Arcade Fire a Ferrara, che poi scommetto non sapete manco le parole di una loro canzone a memoria. Ma intanto non siete capaci di riconoscere la classe di certi protagonisti nostrani, che non siano nella vostra piduistica (cfr bdd) cerchia. Affetti da provincialismo cronico vi lasciate sfuggire perle come questa che io, attento osservatore col privilegio della maggiore oggettivita’ dovuta alla distanza, vi propongo da buon ultimo. Purtroppo non sono io a scoprirlo Gianluca Ginorra, ad apprezzarne per primo lo spleen, la poesia che si fa vita quotidiana, la forza devastante del neorealismo imposta dal dialetto, la rassegnazione a una vita che non si puo’ cambiare, a una condizione che sembra senza vie d’uscita, la sofferenza shoegaze, o caciottagaze che trasuda impietosa, come la lacrima dalla forma di pecorino. Altro che Perturbazione, altro che Smiths. Ascoltate. Un giorno mi ringrazierete.

Gente de Fuligno

Si tu me vedi sull’uscio della porta mentre faccio l’unginetto o preparo ‘n panino cor salame pe’ mi fijo, oppure che scenno giu’ ‘n’gandina a prenne la bbicicletta porto su pure la caciotta torgo le molliche da lo tavolo e me metto a rassetta’ casa

si tu me vedi mentre sargo su n’ derazza a vede’ se li panni se so sciuttati li scenno ha piovuto ‘n’ ora prima so ancora umidi, secondo te co sta faccia cosi’ semblice umile e servizievole, de dove potemo da esse?

SEMO GGENTE DE FULIGNO, SEMO FATTI CUSCI’, SEMO GGENTE TANTO VONA, SEMO FATTI CUSCI’, NON CE POI DA’ ADDOSSO, NON EMO FATTO MAI DER MALE A NISCIUNO

si tu me vedi rincagnado e ringobbito perche’ m’hanno portato in matrimonio a Spoleto e io non ce volevo veni’. Chiedo n’ passaggio a n’ paesano de Fuligno, me lo danno, me bbuttano in machina,  me catapultano, me metto n’ machina cusci’

si tu me vedi che risargo su ‘n terazza e riscenno giu’ ‘n gandina a e mi moje me dice che so ‘rrivati i parenti da fori non li conosco, me dice che so de secondo grado, me dice va in paese a prenne na mozzarella, sto sul letto stracco, non vojo scenne, ariva na macchina me chiede indicazioni pe’ Terni, non c’ho voja de risponne, je dico "Va dritto pe’ cusci’ "

SEMO GGENTE DE FULIGNO, SEMO FATTI CUSCI’, SEMO GGENTE TANTO VONA, SEMO FATTI CUSCI’, NON CE POI DA’ ADDOSSO, NON CE LA POTETE AVE’ CO’ NOI

qui audio e video

qui solo audio streaming

qui l’mp3

Un grazie eterno e Ele e Gecco

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Molotov economy

luglio 10th, 2007 | By benty in Senza categoria | 9 Comments »

Il riformismo non paga in economia. Occorre fare scelte radicali, agire radicalmente per risolvere i problemi. Così la pensano i tifosi dell’Iraklis (società sportiva che vanta una squadra di calcio appena retrocessa in seconda categoria) che ieri hanno deciso di dare un chiaro segno di insofferenza verso la dirigenza incapace di far fronte ai problemi economici della società. Devastando a suon di molotov la sede della stessa. L’anno scorso migliaia di tiforsi del Paok avevano fatto le cose più in grande, mettendo a ferro e fuoco alcune zone del centro, con interventi della polizia in tenuta antisommossa. Il problema allora era che non si poteva entrare in UEFA a causa dei debiti accumulati. Mi pare ragionevole. Siccome sto un po’ coi conti in rosso e la padrona degli uffici adibiti ad aule vorrebbe pure gli affitti, pensavo di risolverla così, con un paio di ben assestate bottiglie incendiarie, e non se ne parli più.

E voi ancora state a penare col problema dello scalone?

Benty vs meccanici greci

luglio 6th, 2007 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

La mia auto ha vari problemi, oltre al fatto che è la mia, quindi soggetta a trasformarsi in tempo record in un immondezzaio. Fra questi ulteriori problemi un rumore inquietante di origine ignota e qualcosa di veramente grave ai freni. Il che mette a rischio anche l’incolumità della stessa donna che se ne serve per recarsi al secondo lavoro con cui al momento mi mantiene, la stessa donna di cui al post più sotto e ancora sotto (sento già i vostri commenti, "ma guarda questa povera crista quante ne deve passare").

Finalmente trovo modo e tempo di recarmi da un meccanico. Ne ho uno sottocasa. Gli porto la macchina. Gli spiego i problemi, gli dico che quest’estate dovrò andarci in Italia e voglio viaggiare ragionevolmente sicuro. Gli lascio la macchina per tre giorni. Quando vado a riprenderla mi dice che:

1) Il rumore non si sa da dove viene

2) I freni gli sembrano a posto

3) Fanno 20 euro, che nel dubbio ho cambiato le pasticche, graziearrivederci

Allora tosto mi reco alla ricerca di uno serio, giro e rigiro il mio sobborgo da 100.000 anime e ne trovo uno che si occupa solo di bmw. Entro, mi guardano malissimo, chiedo se si trova un meccanico nelle vicinanze, i loro sguardi da malevoli si trasformano in irridenti.

No, non ce ne sono notoriamente da queste parti, il più vicino è a millemila chilometri da qui, oh spovveduto turista italiano.

A parte che non sono turista. E poi non mi do mica per vinto, o stronzissimi meccanici greci al soldo della biemmevu che poi qui la chiamate bemevè che proprio non si può sentire. E mi metto alla disperata e solitaria ricerca di un meccanico amichevole. Giro e rigiro, e ne trovo uno a cinquecento metri dagli stronzissimi. Per entrare nel sotterraneo c’è una curva a gomito con pendenza del 70% e larghezza di due metri scarsi che richiede la patente sportiva. Chiedo se posso lasciare la macchina lì a uno che sta fuori e sembra aggiustare un’ambulanza, mi dice, no, oh sprovveduto automobilista di lingua scarsamente ellenica, devi entrare nel tunnel della morte. Dico io rassegnato, vabè. Mi inoltro ed esce un altro sbraitando e insultando, madovecazzovaimbecille. Ormai mi trovo a metà della discesa agli inferi. Quindi mi esibisco disinvoltamente in una partenza da fermo in retromarcia su vicolo con pendenza che nel frattempo sembra aumentata, il tutto condito da insulti di vario genere che ora coinvolgono anche un paio di passanti. Infine parcheggio e scendo, spiegando inutilmente che quell’altro mi aveva detto che. Poi gli spiego i problemi, gli dico che quest’estate dovrò andarci in Italia e voglio viaggiare ragionevolmente sicuro. Gli lascio la macchina per tre giorni. Quando vado a riprenderla mi dice che:

1) Il rumore non si sa da dove viene

2) I freni gli sembrano a posto

3) Fanno 20 euro, che nel dubbio ho cambiato l’olio, graziearrivederci

Mi tengo dunque la macchina guasta oltre al caldo di cui al post precedente. Stabilito come x il numero di bestemmie al minuto pronunciate in una giornata a temperature normale, elevato alla n per quanti gradi centigradi ci sono al momento, moltiplicato per 1/y, stando per y le possiblità di trovare un meccanico che aggiusti il trabiccolo in tempo utile, calcolate le possibilità che mi rimangono di andare in paradiso una volta giunto nell’aldilà.

Benty vs tecnico dell’aria condizionata

luglio 6th, 2007 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Questo e’ un blog di servizio, l’avrete ormai intuito. Siamo qui a farvi capire come funzionano le cose da queste parti, a mettervi al corrente, o meglio in guardia. A grande richiesta tornano le vere tragedie greche, le conversazioni impossibili e a breve (consideratelo un regalo del sotoscritto) la rubrica "dammi tre parole" che tanto lustro diede a questo blog azzurrino a suo tempo, scatenando anche qualche riprovevole incidente diplomatico. Ovvero, Impara il greco con Benty in soli 25 anni, o ti restituiamo i soldi.

Andiamo ad iniziare con il tecnico addetto al ripristino dell’aria condizionata. Come pochi post sotto accennavo la Grecia e’ stata colpita da un’ondata di calore anomala circa una settimana fa, temperature che hanno lambito i 45 gradi. Chiamo in ritardo il tecnico per aggiustare l’aria condizionata

tecnico uno (consigliato dalla padrona di casa) si certo, capisco. Vengo stasera

contattato due giorni dopo: vengo domani

contattato all’indomani: forse oggi pomeriggio

Intanto provvedo all’acquisto e al montaggio di un ventilatore, che ci ha letteralmente salvato la vita. Contatto un secondo tecnico: vengo stasera.

(dieci giorni dopo chiama come se fosse la cosa piu’ naturale del mondo) verrei domani mattina

benty: la mattina non ci sono, facciamo il pomeriggio?

tecnico due: si certo, chiami che fissiamo l’appuntamento

Per essere certo vado a fissare l’appuntamento di persona nel loro ufficio. Mi accoglie un vecchio scorbutico. Gli espongo la ragione della mia visita, sono qui, mi dica quando verrete.

Vecchio scorbutico: eh ma lei aveva detto che la mattina non poteva, ora i ragazzi sono in giro, non so quando finiscono. Quando finiscono passeranno.

benty: si, certo capisco. Ma quando finiscono? Sa, avrei un lavoro, magari potremmo concordare un’ora e …

vecchio scorbutico: no, non si puo’ deve apsettare a casa

Non importa se hai una vita che prevede sporadiche uscite dalle mura domestiche. Devi aspettarli e forse, quando potranno verranno. Occorre avere pazienza e fede. Realizzo dunque che la salvezza dai colpi di calore in questo paese e’ riservata alle categorie quali casalinghe, pensionati e paralitici costretti a letto, mi arrendo e mi tengo il caldo. Gli improperi verso il Creatore aumentano di volume, intensita’, e devo dire con un certo qual compiacimento anche in fantasia.

Tre destini, piu’ uno

luglio 6th, 2007 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Invece di avere una scuola sarebbe bene aprissi un ufficio di collocamento. Magicamente, chiunque dichiari di voler iniziare un corso presso la nostra prestigiosa sede, nel giro di poche ore viene assunto a lavorare, (in genere a migliaia di chilometri, o con orari da operaio vietnamita) con lo spiacevole effetto collaterale di dover purtroppo "rimandare" la propria iscrizione al mio istituto. Ma di sicuro mi iscrivo a settembre. Certo, come no.

Il mio stipendio (al solito decurtato drammaticamente nel periodo estivo, che giustamente si sta piu’ leggeri anche col cibo e i vestiti) dipendeva da tre lezioni private, che altri soldi da giugno in poi non se ne vedono.

Kostantino

Innamorato della lingua italiana, proviene da un’isola, Mitilene. I suoi genitori e suo fratello hanno studiato in Italia, lui vuole seguire le loro orme. Inizia a maggio, con entusiasmo e determinato a continuare fino a settembre almeno.

Evanthia

Trentenne, ha terminato gli studi qualche anno fa cadendo poi in un vortice di depressione. Ora si sta riprendendo, ma non sa cosa fara’ nel futuro, intanto sono due anni che non fa niente. L’italiano puo’ essere un appiglio, inizia ad aprile, continuera’ tutta l’estate. Assoluta fautrice della pausa sigaretta.

Ylva

Diciottenne albanese, residente da dieci anni in Grecia, ma la nazionalita’ greca manco col piffero gliela danno. Lavora in nero in un negozio di abbigliamento in centro. Guadagna 15 euro al giorno, io gliene costo 10 all’ora per le lezioni di italiano, cio’ contribuirebbe a farmi sentire uno sfruttatore se non fosse che di solito ne costo venti e che non pago affitti da vari mesi. Il suo scopo e’ raggiungere dei parenti e/o connazionali a Pisa, dove hanno avviato, a suo dire, imprese di successo e ora navigano nei soldi. Vuole iscriversi a scienze politiche. Intanto e’ strozzata dalla burocrazia, non le preparano le carte per l’espatrio (ci combatte da un anno) e il consolato italiano pretende di farle degli esami di lingua prima di accoglierla. Missione impossibile: imparare l’italiano in meno di due mesi, tre lezioni da tre ore a settimana. Sfiancante, per entrambi.

Il fato ha voluto che al povero Kostantino sia morto il papa’, e quindi l’ultimo dei suoi pensieri e’ una lingua straniera al momento. Evanthia invece ha trovato una buona offerta in un’agenzia turistica, anticipando le sue vacanze per curarsi dallo stress e riguardo a Ylva ci ho il presentimento che qualcosa accadra’ presto.

Effetto immediato: sbarco il lunario sfruttando gli introiti onestamente (e viste le temperature letteralmente) sudati dalla povera donna di cui al post precedente e mettendo i dischi. Salvo che ieri sera mi e’ saltata la serata (una a settimana) a causa del forte vento (vi ricordo che suono su una nave). Il padreterno sara’ comprensivo se ultimamente abbondo in coloriti improperi rivolti a lui e ai suoi simili.

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