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All Posts from giugno, 2006

Weeken(marryan)dance

giugno 29th, 2006 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Questo fine settimana il sottoscritto, in completo Armani grigio, si trovera’ dalle parti di Castiglion del Lago a testimoniare che due amici facciano sul serio, nel senso che proprio si sposano, e a girare allegri dischi alla loro festa per fare tutti insieme il trenino e ballare fors’anche la Macarena. Voglio vedere quelle mani in alto ! Si parla di non accompagnare sobri lo sposo all’altare, e quindi se c’e’ di mezzo l’alcolismo mattutino tutto puo’ essere, anche vedermi trasformato in un dj di rete 105. Portate le cubiste.

Ritorni (?)

giugno 28th, 2006 | By benty in Senza categoria | 7 Comments »

La fine dei miei mesi erasmus in Portugal, roba di nove anni fa, me la ricordo come momento altamente straziante. Un periodo di vita esaltante oltre ogni pensiero piu’ ottimistico, che volgeva al termine in maniera ineluttabile, o quasi. La fine che si avvicinava veniva combattuta a suon di sbornie e viaggi e serate indimenticabili e cene e. Ma era una lotta contro il tempo, quindi persa in partenza. La fine di Lisboa nella mia vita, che non sembrava possibile visto l’amore che sentivo di dare e ricevere a quel posto,  e poi la fine anche di tutti i personaggi che la popolavano, stava arrivando. Personaggi fra cui io, che a Lisboa mi ero come ricostruito, rigenerato, e devo dire che con tutta l’ingenuita’ di cui ero impastato mi piacevo anche. Quella notte di ennesime Sagres al Miradouro di Santa Caterina, in cui c’erano tutti i protagonisti di quella mia avventura, quella notte stellatissima di fine luglio, fatta di addii davanti al Tejo, di ultimi abbracci, di promesse futili e indirizzi inutili, scendendo da solo la calcada che mi riportava a casa, le lacrime scorrevano abbondanti, senza che io potessi fare nulla per fermarle, e poi arrivarono anche i singhiozzi, altroche’.

Ieri sera quel piccolo trauma l’ho rivissuto con Andrea e Nausica, davanti a birre e sfinnakia, ovviamente al Kika, per l’occasione deserto. Innamorati di Salonicco che non si capacitavano dell’idea di ritornare nelle loro vite normali sabato prossimo, ne’ dell’impossibilita’ di poter raccontare questa esperienza sperando di venir capiti, con corredo di progetti vari ed eventuali, di ritorni dal sapore dolceamaro.

Forse sono stato spietato, e ho raccontato che la depressione post erasmus e’ una sindrome diffusa da cui nei casi peggiori ci si riprende solo dopo qualche anno. Che tornare a casa e stare bene dopo questi mesi di vita spensierata eppure intensa non e’ affatto automatico, ne’ facile. Che beati quelli che non stavano bene qui, almeno troveranno i loro ritmi ideali in un baleno. Voi invece no,  a voi tocca soffrire e struggervi nella nostalgia e nei ricordi. A lungo, come era successo a me. Poi Panagiotis ci ha offerto altri due giri, e ce ne siamo andati e loro ci avevano gli occhi lucidi. Io no, perche’ Boys don’t cry, pero’ un certo magone, quello si.

Kalo’ taxidi pedia’

So che potete farcela anche senza di me

giugno 20th, 2006 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Il Presidente della Repubblica ci invita a votare per il referendum. Io invece invito il ministero dell’interno ad aggiornare le proprie liste elettorali. Mi negano il diritto al voto per un disguido burocratico dovuto alle inefficienze ministeriali. Invece di farsi mandare quelle aggiornate, utilizzate anche per le elezioni politiche in cui ho tranquillamente esercitato il mio diritto di voto (salvandovi peraltro il culo dal Nano), al ministero hanno pensato bene di utilizzare delle vecchie liste, per guadagnare tempo, cosi’ mi hanno spiegato dall’ambasciata ateniese.  Nelle liste non aggiornate pero’ c’e’ il mio vecchio indirizzo. Dunque stavolta il plico elettorale non mi e’ arrivato, e adesso non faccio piu’ in tempo a votare. Colpa anche mia, avrei dovuto allarmarmi per tempo, il limite per recapitare il voto referendario per corrispondenza all’ambasciata e’ entro il 22 giugno. Dal Consolato italiano di Salonicco non si puo’ votare, dovrei scendere ad Atene fra domani e dopodomani, ma non posso proprio. Quindi stavolta cercate di cavarvela da soli.

La lucha sigue

giugno 19th, 2006 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Dalla fine di maggio le universita’ greche sono occupate nella maggioranza dei loro dipartimenti (ormai siamo a 407 su 456), causando un blocco pressoche’  totale allo svolgimento della sessione estiva di esami. Studenti e personale universitario protestano e sono in lotta perche’ il governo di destra sta tentando di introdurre delle nuove norme, mirate a stravolgere il sistema dell’educazione. Di come funziona questo sistema, splendida anomalia europea, si era gia’ parlato a suo tempo in varie parti di ‘sto blog. In parole povere l’universita’ e’ concretamente vista come un diritto, quindi gratuita. I greci sgranano gli occhi allibiti quando tento di spiegare che nelle nostre universita’ pubbliche dobbiamo pagare le tasse, i libri e quant’altro, oltre che farci finanziare da sponsor privati. Se vi interessa sapere nei dettagli come funziona date uno sguardo al link sottostante.

generally speaking, public education in Greece is provided free of charge at all levels.

Il governo greco, con l’appoggio dell’opposizione, sta tentando di far passare leggi che di fatto mettono la gestione delle universita’ in mano ad aziende private, profit oriented, con le prevedibili riduzioni delle borse di studio agli studenti piu’ indigenti, la fine della distribuzione gratuita di libri di testo per corsi obbligatori, la diminuzione drastica dei termini di tempo entro cui laurearsi.

Vogliono abolire un articolo della costituzione che stabilisce che l’educazione e’ libera e pubblica, parificando le universita’ private a quelle pubbliche. Ad oggi invece chi esce da una universita’ privata non puo’ nemmeno definirsi propriamente un laureato, il titolo rilasciato dalle rare accademie private viene riconosciuto come di piu’ basso livello: ai titoli di chi si laurea presso l”universita’ pubblica viene riconosciuto un valore maggiore, anche dai contratti pubblici in termini di stipendio.

Inoltre stanno tentando di abolire l’istituzione dell’asilo universitario, strumento creato a tutela della liberta’ di espressione degli studenti, che fra le altre cose non permette alle forze dell’ordine di entrare nel recinto universitario senza l’autorizzazione rilasciata da una speciale assemblea.

Infine vogliono reintrodurre il vecchio sistema di crediti, indebolendo il valore universale della laurea, che viene di fatto individualizzata, cosicche’ un neo laureato abbia minor potere contrattuale spendibile nel mercato del lavoro.

In pratica sono dei piccoli passi che portano dritto all’introduzione di figure di precariato lavorativo, minando la posizione del futuro lavoratore gia’ a partire dal sistema dell’educazione. Da noi a riguardo fece gran belle cose anche la nostra sinistra in quel  tempo al governo.

Pensate un attimo a quello che e’ successo qualche mese fa in Francia, quando tentarono di mettere le mani sui primi due anni di contratto dei neo assunti. Gente in strada, universita’ paralizzate, proveddimenti ricacciati in gola al governo d’oltralpe. Pensate a quello che succede qui, studenti e lavoratori sul piede di guerra, pronti al blocco delle sessioni estive per la difesa dei propri diritti.

Pensate adesso all’Italia, ai co.co.co, gli sfruttamenti di chi lavora nei call center, le generazioni 1000 euro (col binocolo), il precariato introdotto a forza come unica via, la legge Biagi, le misure sempre e solo a favore di chi assume, l’indifferenza nazionale riguardo alla possibilita’ di licenziare un dipendente anche senza giusta causa. Vi ricordate sommosse, movimenti di piazza occupazioni, proteste?

Perche’ in Italia quando provano a mettercelo in culo noi paghiamo pure volentieri la vasellina e gliel’allunghiamo con un sorriso?

 

altri link a riguardo

http://www.anarkismo.net/newswire.php?story_id=3182

http://www.anticapitalism.org.uk/action/2006/revoltingyouth/Greece.html

http://grieksestudentenstrijden.blogspot.com/2006/06/description-of-proposed-reform.html

http://athens.indymedia.org/?lang=en

http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=513130

http://www.anticapitalism.org.uk/action/2006/revoltingyouth/Greece.html

A blogger in need

giugno 18th, 2006 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

Si accettano volentieri suggerimenti su come ricominciare a funzionare normalmente dopo i nove giorni più sublimi della mia non pur giovane esistenza.

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Solo un pensiero

giugno 9th, 2006 | By thesleepymist in Senza categoria | 4 Comments »

Sono le 15. Tra tre ore si inizia, e non sarà mai più bello come adesso.
Perchè, come diceva Leopardi, l’attes…

*sdeng*

Ok, ok, non lo faccio più.
Dicevo: che bello, tutto questo.
I blogger neoromantici che ci deliziano con post dall’alto tasso di nostalgia. E non me ne perdo una riga, che sono meravigliosi.
I borghesi skymuniti (capitanati da ME, che a momenti ho il poster di Murdoch in camera da quanto mi sta facendo eiaculare in questi giorni) che guardiamo ogni singola replica di Italia-Brasile dell’82 sei volte al giorno sul canale 251, commentata da un Caressa decisamente più in forma dell’attuale Totti.
Quelli che, sì, ogni tanto seguo, il calcio non è più quello di una volta ma che ci vuoi fare, il fascino dei mondiali, la nazionale, una volta ogni quattro anni.
Gli anticalciofili che ormai, impotenti, si sono nascosti in una buatta di marmellata extrasize e torneranno dall’esilio solo a kermesse (prima volta in vita mia che lo scrivo, giuro) terminata. Vi rode, eh? Il mondo, per un mese, è nostro.

Sono le 15, dicevo. 15 e 10, ormai. Gli ultimi due mesi non finivano mai, e siamo reduci dalla settimana più lunga della storia. Oggi, per carità, neanche parlarne: sette ore che parevano secoli. Poi arriverà quel momento, quello in cui Germania e Costarica scenderanno in campo, quello in cui Ronald Gomez segnerà al 63esimo in mischia per l’1-0 a sorpresa dei centroamericani, facendoci ricordare perchè amiamo in modo tanto viscerale questo torneo.

Chiuderemo gli occhi, e quando li riapriremo ci sarà Ballack che alza la coppa, e tutti a chiederci "ma come, ma la Germania non faceva cagare? Non aveva perso la prima?" e in un angolino spunterà un amico saccente che ci ricorderà che Gary Lineker considerava il calcio uno sport dove si gioca 11 contro 11 e vince sempre la Germania. L’Italia, dopo aver mandato a casa il Brasile battendolo 5-0 negli ottavi,  uscirà nei quarti con l’Angola, sorpresa del mondiale, ai rigori, dopo uno scialbo 0-0. Infine, in un raro momento di lucidità, ci si renderà conto che è già tutto finito, che ai prossimi mancano quattro anni, che saranno in Sud Africa (eh???) e che li stravincerà il Brasile.

Io, dal canto mio, sono riuscito a far passare venti minuti abbondanti.
Meno due e quaranta, ziochè.

Mondiali, Europei e bestemmie.

giugno 9th, 2006 | By squeezeand in Senza categoria | 7 Comments »
La prima partita

Sono a Bologna, da mia nonna, dopo essere stato tutto il giorno in giardino. Una sera accendo la tele e c’è una partita. Strano che facciano vedere delle partite di sera –penso- Sarà un’amichevole.Vedo un portiere nero. Fatto strano, all’epoca. Il portiere era N’Kono, che difendera’ la porta del Camerun anche a Italia ’90. La partita era la finale di coppa Uefa Bayer Leverkusen – RCD Espanol, anno 87/88. Il Bayer aveva perso l’andata 3-0 e doveva farne quattro per passare. Ne fece SOLO tre. Supplementari. Rigori. Vinsero i crucchi. Immaginate come puo’ sentirsi un bambino di otto anni di fronte a uno spettacolo del genere: il calcio mi sembrò subito lo sport più appassionante e crudele del mondo. Poi non sapevo che i gol in trasferta valevano doppio, le doppie ammonizioni, tutte quelle cagate là: a me piaceva perchè si segnava sempre, ogni tre quattro tiri in porta. Non sapevo che nella mia vita avrei assistito a Juve-Milan di Manchester, il piu’ schifoso 0-0 che ricordi, con tutto quello che ne seguì.

[per l’angolo amarcord le formazioni erano queste:
ESPANOL: N'Kono, Job, Miguel Ángel, Gallart, Soler, Orejuela, Urquiaga, Inaki, Valverde, Pichi Alonso, Losada.  BAYER LEVERKUSEN: Vollborn, Rolff, De Kayser, Reinhardt, Hinterberger, Bum Kun Cha, Tita (vaghi ricordi) , Buncol, Falkenmayer, Waas (quello che poi ando’ al Bologna, probabilmente), Tauber]

[preciso per i piu' piccoli che la NUMERAZIONE era portiere;terzino dx, terzino sx; mediano stopper, libero; ala dx, altro mediano, centravanti, fantasista (o interno, dipendeva dall'8), seconda punta/ala sinistra (anche li' dipendeva, Erwin Koeman di certo non era una punta, e aveva l'11)]

In Italia il Milan aveva appena vinto lo scudo, c’erano questi coglioni che giravano con i cappellini con le treccine di Gullit, personaggio pittoresco, pieno di amore per le mogli dei suoi compagni di squadra. E forte come l’Unicum. Naturale che con gli europei alle porte, tifassi Olanda, oltre all’Italia. Tifare era una parola grossa. Diciamo che ero “sedotto” dalla litanìa Van BreukelenVan TiggelenVan Aerle…E quindi la prima volta che mi sono messo lì di proposito a guardare una partita è stato proprio Euro ’88. Ho odiato quella schifosissima (e fortissima) CCCP di Protassov, che ci stese in semifinale. Dasaev, Mikhailichenko, Zavarov (ai miei occhi di bambino mi sembrava Dio), il baffuto Aleinikov. El Buitre e Michel nella Spagna. Fini’ con me in lacrime per la sconfitta in semifinale. Poi l’Olanda ci “vendica”, e i milanisti godono per Gullit e Van Basten. Nel frattempo divento Juventino, causa l’amore postumo per Michel (le Roi), e quello per la maglia (prima di tutto). Baggio doveva ancora arrivare, i campionati li vincevano Milan, Inter (!) e il Napoli di Diego.

il primo mundial, quello coi pupazzetti AGIP.

Per cui nel ’90 aspetto i mondiali, in casa per giunta. Siamo a mangiare la pizza di classe, e arriva voce che il Camerun di Milla e Oman Biyik (no, dico, il Camerun!) ha vinto con l’Argentina di Maradona. Si prospetta un bel mondialino. C’è Totò Schillaci da Palermo (ex Messina) che sfonda il culo agli austriaci, e poi si ripeterà con quasi tutte le squadre che avrà davanti. C’è il Robibaggio di Italia-Cecoslovacchia, quel gol che se lo rivedo ancora adesso mi vengono i brividi. C’è PIZZUL, con i suoi eeeee, oooo, soffriamo, goooool. E c’è un gruppo, pare. Le noie di Vialli non turbano più di tanto l’armonia, sembra che andiamo in campo e vinciamo, così, quasi in automatico. Magari all’inizio si soffre un po’ (grazie Bruno), ma alla fine li purghiamo tutti. Star del girone, i due Toni: Toni Polster, che ha la mobilità di un tank e una cascata di ricci scuri,  e Tony Meola portiere (?) degli Stati Uniti.
Inghilterra-Camerun è pura poesia, con Milla e Lineker scatenati. Avevo tifato Camerun fortissimamente, ma non era bastato. Il Brasile viene fatto fuori dai campioni in carica dell’Argentina, col pippatore Caniggia (ma questo lo si scoprirà dopo). Ci tocca l’Argentina, con tutto il casino dei napoletani che non sanno chi tifare. Zenga raccoglie le margherite e ancora il pippatore ci castiga. Vautrot si dimentica il cronometro durante i supplementari, dando 8 minuti di recupero. Poi rigori: donadoni e serena  cappellano, goychochea para tutto e andiamo fuori dai maroni. Finalina inutile a Bari, i giocatori son tutti contenti, alè, sarà per la prossima. e vaffanculo anche David Platt.

Invece a Euro 92 manco ci arriviamo. Il palo di Rizzitelli con la Russia fa bestemmiare mezza Italia, fra cui anche il sottoscritto, che già subiva nel modo di parlare le influenze venete. Peccato, niente Svezia. Arriveranno comunque rapporti prematrimoniali con delle svedesi at the seaside, qualche anno più tardi. Si tifa Danimarca, ovviamente. Un po’ perchè i crucchi a Jesolo sono tanti, e soprattutto pezzi di merda presuntuosi. Un po’ perchè i crucchi sono comunque dei pezzi di merda. Alè Denmark. Dopo la finale andiamo in giro dipinti di biancorosso. Finisce con gavettoni e bocce tirateci al di la’ della rete dai tedeschi inviperiti. Rispondiamo al fuoco. nessun ferito.

Usa 94: un caldo atroce qui, un caldo atroce là. Nasce la stella di Jay Jay Okocha, di Hristo Stoichkov, e del bello della diretta, Trifon Ivanov. Durante la Nigeria mi ricordo improperi contro Oliseh, reo di venire in italia a giocare con la Reggiana, nota pretendente al titolo. Gli insulti si riveleranno comunque giustificati  per la sua BRILLANTE parentesi juventina. Nel girone avevamo stentato con messico e ..boh, irlanda?, poi è un crescendo di  partitoni e varie scaramanzie. Sempre dallo stesso amico, sempre la stessa sedia, cambi di posto se le cose van male. Tassotti spacca la faccia a Luis Enrique, si beccherà nove giornate, ma con Luis Enrique tutto è concesso, tanto mi stava sul cazzo. Spagnoli, una manica di picchiatori, fra Sanchis, Nadal, Hierro e Rafael Alkorta…Bebeto fa il gesto di cullare il suo bambino (probabilmente concepito alla presenza di Romario), e caccia fuori l’Olanda. Higuita fa la cappella del secolo, mettendosi a palleggiare e facendosi fottere la palla da un tizio, che lo purgherà adeguatamente. Strano che abbiano ammazzato Escobar (il giocatore, non il capo dei narcotrafficanti) per un autogol, e non Higuita per quella cappella, là in Colombia. Mi ricordo che in finale ho pensato che non potevamo non fare manco un gol contro una difesa che schierava MARCIO SANTOS. No dico, MARCIO SANTOS. Il problema è che non ce la facevamo più, fisicamente.

A Francia 98 ero a Milazzo. Mi ricordo solo i rigori di Brasile-Olanda, la Croazia che viene fatta fuori da THURAM con una doppietta che ha tuttora dell’inverosimile, in un mondiale che dopo la traversa di gigi di biagio non conta piu’ nulla. Ancora una volta, tiferò contro il brasile, conscio che tanto, contro QUELLA francia, e con QUELL’allenatore non saremmo mai andati da nessuna parte. Mai niente mi è stato piu’ facile. Il mio odio verso il Brasile dopo il 94 è salito ai massimi storici, ormai il calcio non è piu’ la nazionale X contro la nazionale Y. È lo juventino Zidane contro l’interista Ronaldo, oppure l’odio per il tale che ti aveva fatto perdere una finale segnando un gol in fuorigioco, vero Mijatovic? Quel mondiale non mi è piaciuto, ad ogni modo. Le scorie di Pasadena si facevano ancora sentire.

Belgio/Olanda 2000: la metto, anche se non è un mondiale, perchè è la volta che ci siamo andati piu’ fottutamente vicino. Italia Turchia l’ho vista in piazza primo maggio a udine sul maxischermo assieme a credo ventimila persone. La finale (le altre partite le ho rimosse, a parte l’olanda di super Toldo) ci vedeva in un pub, intenti a sorseggiare birra ghiacciata e a fumare come merde, quando ancora si poteva (hai capito sirchia? Tu che ci hai negato la gioia di birra+sigaretta durante la partita. Vaffanculo). Siamo uno a zero, ha segnato  MARCO “A DERVE’ LEVATE L’ANFIBBI” DELVECCHIO, ex venezia, inter e chi piu’ ne ha più ne metta. Una cosa quasi mistica, Delvecchio che segna in una finale europea. Vabè. C’era UN francese, nel pub. A dieci minuti dalla fine entra un tipo, noto portasfiga, dicendo che l’italia avrebbe vinto due a uno, perchè lui aveva scommesso per il 2-1, quindi la francia doveva pareggiare.
Ovviamente lo guardiamo tutti con uno sguardo alla chuck norris. Al pareggio di Wiltord io butto la sigaretta per terra, i santi vengono tirati giu’ dal calendario, il francese esulta, ma il portasfiga, forse avendo capito di aver detto la cagata dell’anno, rincara la dose “adesso vinciamo”. Le mani si abbassano sui coglioni, frenetiche. Al gol di Trezeguet io vi giuro che volevo ammazzarlo. Ho sentito brunone dire “la francia è campione d’europa”, ho pagato e me ne sono andato. Ora, a tv c’è un aeroporto militare, in cui sta il 51° stormo. E ci sono dei Mirage, gli aeroplani francesi. E ci sono i MILITARI francesi. Tutti belli grossi, fisicamente. Insomma, ‘sti pezzi di merda hanno avuto il coraggio di festeggiare al DUOMO, con la gente che voleva picchiarli (tutti, anche i vecchi). In piu’ c’erano tutti i senegalesi che tifavano francia, i maghrebini pro Zidane…sembrava di essere in Via Anelli a padova, per chi è pratico del luogo. Migliaia di persone mogie mogie, e questi stronzi che festeggiavano.

Corea 2002 è una ferita troppo recente, ma è stato anche l’anno del disincanto: se Corea Germania e Turchia sono fra le prime 4 potenze mondiali in fatto di calcio, c’è qualcosa che non va.  Un trap peggiore del peggior cesare maldini mi ha solo aiutato a capire che quel mondiale non avremmo mai potuto vincerlo, neanche contro l’arabia saudita. Materazzi peraacottaro contro i croati, Maldini che si fa chiavare da Ahn, i guardalinee stupidi, piu’ faccia da culo Moreno (ma se Vieri avesse segnato a un  metro dalla porta, saremmo andati avanti tranquilli). Ero in Irlanda per il concerto dei red hot. Se l’italia avesse vinto, noi ci saremmo trovati IN VOLO durante italia-irlanda (se l’irlanda avesse vinto contro la spagna). Di conseguenza, arrivando a Dublino subito dopo la partita, ci avrebbero picchiato, o per la sconfitta loro, o per il semplice fatto che eravamo italiani. per fortuna la spagna e la corea ci hanno tolto da quest’impasse (o come si scrive).

E oggi inizia Germania 2006. 18 anni dopo quell’estate dell’88. Cazzo, ne è passato di tempo. Vinceranno la partita inaugurale i WeissWurst teutonici o i “Wurstel” di Wanchope?  O le tifose costaricane? Ecco, sarei andato in Germania volentieri, per loro.
 
A seguire, Polonia-Ecuador. E sto meditando di chiamare per uscire una che se la tira, e a dieci minuti dal fischio d’inizio dirle “no, cara, non posso, mi ero dimenticato che c’è Polonia-Ecuador. Sai, è una partita importante”.

Fate finta che vi divertite

giugno 9th, 2006 | By benty in Senza categoria | 9 Comments »

Questo blog va in vacanza per una decina di giorni almeno. Una di quelle comunicazioni di servizio necessarie al normale svolgimento delle vostre vite, me ne rendo conto.

L’estate di Enzo Francescoli

giugno 9th, 2006 | By colas in Senza categoria | 1 Comment »

Dei Mondiali del 1982 ricordo solo il gran casino e mia sorella appena nata che piangeva ad ogni colpo di clacson, petardo, tric e trac,mortaletto, bomba a mano.

La sciagurata spedizione dell’86 invece l’avevo seguita dall’inizio, dal giorno della diramazione dei convocati italiani, fino alla finale. All’epoca impazzivo per Platini, avevo anche cominciato a scrivere la sua biografia. Un intero quaderno dedicato a lui, pensierini di un bambino di prima elementare con la passione per l’idee irragiungibili e la sfrenata predilezione per incominciare cose che poi non era capace di portare a termine.

Ho smesso di scrivere su quel quaderno il giorno che Platini e Tigana  fecero a pezzi l’Italia. Ricordo che ne iniziai un altro. Sulla prima pagina c’era scritto Io odio Giovanni Galli.

1896 comunque  vuol dire Maradona e Argentina.  Non li sopportavo, tifavo per l’Inghilterra e ancora non capivo nulla.

Per i Mondiali del 1990 avevo comprato un albo di figurine panini in cui erano rappresentate tutte le squadre. Il mio idolo era Baggio.  Mancini non giocava mai. Schillaci segnava sempre. Vialli era stato rapito dagli alieni. Ricordo Italia-Argentina vista di notte in un negozio di elettrodomestici aperto per l’occasione. La faccia di Aldo Serena non la dimenticherò mai. Prima della partita contro l’Uruguay ero riuscito a procurarmi tre pezzi di legno con cui avevo  dato vita ad una specie di cartellone.

Al centro c’era la figurina di Enzo Francescoli. Tempestata di insulti. Gli insulti di un bambino di undici ann(all’epoca andava molto la storia del ruba gomme).

Non l’ho mai buttato quel cartellone, è rimasto per anni in garage.
Il suo compito era quello di rammentarmi quanto l’odio calcistico sia una gran cazzata e che i colori nazionali non valgono nulla di fronte al talento.

Francescoli era un genio. Io un coglione.
Un coglione annebbiato da notti magiche…

giugno 9th, 2006 | By TheGoblin in Senza categoria | 7 Comments »
No, sul serio, ma che cazzo mi avete chiamato a fare?
Che dovrei scrivere io qui, io che il calcio lo guardo solo se gioca il Messina (a questo punto ci starebbe bene una tuonante bestemmia, ma soprassiedo) e voi, voi invece sapete il minuto dell’azione ininfluente dell’eliminatoria del mondiale nell’anno bisestile e sa il cazzo che altro.
Che posso dirvi, che nel 1982 avevo nove anni e la maglia di Bruno Conti perché mio per mio padre non esisteva all’epoca altro giocatore di pallone che non fosse Garrincha (e che quella vittoria non so per quale motivo continuo ad associare con la raccapricciante Eyes In The Sky di Alan Parson Project, roba che farei la felicità di Jung)? O che Italia Francia del 1998 l’ho trascorsa ad insultare una che aveva la madre francese e che non so di chi cazzo fosse amica e come fosse capitata in casa mia, alla quale ho augurato le peggio sventure che pure Hitler  si sarebbe vergognato?
Capirete quindi il mio dilemma.
Che cosa potrei raccontarvi di minimamente significativo?
Che quando, nel 1990, in quell’Italia Austria, proprio quella, entra Schillaci e in un paio di minuti prende a calci in culi i due centrali asburgici ho gridato tanto da non avere più voce letteralmente per due giorni, che mio cugino ha iniziato a tirare sedie dalla finestra, che di venti che eravamo in una stanza non ce n’era uno che non piangesse a dirotto? Che quando Baggio nel 1994 ha ucciso un avvoltoio che casualmente sorvolava Pasadena con un rigore del cazzo come raramente se ne sono visti, ho mormorato uno schifato “”Ma vaffanculo, va”, ho inforcato la vespa e sono andato ad ubriacarmi sulla spiaggia ed a fare il bagno nudo (e pure a scopare all’aperto, se non ricordo male)? Che Italia Argentina del 1990 è coincisa con un fottuto blackout che inspiegabilmente ha coinvolto tutta la provincia di Messina (col contorno surreale delle luci aldilà dello Stretto e noi al buio come i cavernicoli) e che è finita con centomila macchine in piazza con le autoradio sintonizzate sulla partita, una cosa veramente lisergica, che noi che a motore avevamo solo le vespe gironzolavamo a piedi e sentivamo queste telecronache leggermente sfasate, galleggianti, in mezzo ai fari, alle luci di posizione, alle lampade a gas, non scherzo, era una cosa che sembrava uscita da un film di Gus Van Sant e che poi si è conclusa come peggio non poteva, altro che occhio non vede cuore non duole? Che dei mondiali del 1986 non ricordo un beato cazzo, tranne che in porta mi pare che ci fosse Galli, che mi pare non è che fosse proprio un Zamora, ecco? Che quelli del 2002 li ho vissuti più che altro oniricamente per questioni di cuore e di fica che saperli spiegare sarebbe pretendere troppo, e che comunque i cinque gol annullati in tre partite sono comunque un degno coronamento ad un periodo che in questo momento non saprei se identificare come di merda o di diamante?
Ecco.
Che cazzo volete che vi racconti?
Niente.
Praticamente niente.
Infatti.
Però, forse forse…..
Ma no, dai, non ha niente a che fare coi mondiali.
Ma……….sempre pallone è, no?
No?
Boh?
Ma si, va…….
Essì, dai.
Io una cosa che nessuno di voi conosce l’ho vista.
Cazzo, io ho visto una cosa che nessuno di voi può mai aver visto.
Si.
Io ho visto Totò Schillaci con i capelli lunghi.
Capelli suoi, voglio dire.
E per lunghi intendo alla Fulvio Collocati prima metà anni ’80.
Solo più lunghi.
E ricci.
Aveva i capelli ricci, e neri come il peccato.
Minchia se era brutto………

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