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All Posts from marzo, 2006

Fuck the critics

marzo 30th, 2006 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

I critici sono solo degli artisti falliti, e parlare di musica è come danzare di architettura. Luoghi comuni fra i più logori in ambito musicale, credo. Quelli della Nons records hanno pensato bene di invertire l’ordine del processo uscita disco-recensione. Ovvero hanno commissionato ai migliori critici locali (Svezia) delle recensioni di canzoni non ancora esistenti. Hanno chiesto poi ai gruppi di suonare pezzi che potessero in qualche modo interpretare/adattarsi a quelle critiche. Ne è uscita la compilation "Jävla kritiker!" ("Fucking critics!") . Esperimento interessante direi. Voi a quali critici commissionereste le vostre recensioni del cuore? E già che ci siamo, a quali blogghers?

Caro blog …

marzo 26th, 2006 | By benty in Senza categoria | 11 Comments »

Tutto finisce, prima o poi. Certe relazioni si trascinano solo per stanchezza, o per abitudine, o per paura di non trovare di meglio, o perchè …beh ci sono i ricordi, il bellissimo passato assieme. Tu non lo capisci, ma sta succedendo anche a noi, alla nostra relazione. Fai finta di non accorgerti di nulla e sfoggi con orgoglio le tue sciocche spillette, i tuoi ascolti, i tuoi concerti, le tue serate, i tuoi progetti, le tue millantate conoscenze, i tuoi giri. ("Si sai com’è, ho amici un po’ ovunque a Venezia, Torino …"). Io me ne sto lì, e nemmeno ho più la forza di starti a guardare, nemmeno la pazienza di capirti, o la voglia di prendermi cura di te, come una volta. Mi hai stancato forse, e vedo che non sono il solo, c’è un’ariaccia in giro. Il fatto è che  ogni tanto ce lo avrei pure il trasporto, la voglia di fare una cosa pazza insieme. Poi mi siedo davanti a te, e mi passa l’ispirazione. Non è più come agli inizi, quando il nostro amore cresceva, si facevano nuove amicizie, nuove esperienze. Tutto sembrava brillare. E’ che non siamo più gli stessi. Siamo diversi, siamo cresciuti, non ci assomigliamo più, a volte siamo addirittura lontani. Mi parli di cose che quasi non mi riguardano, che mi interessano poco. Mi chiedo perchè tu lo faccia. Sono quasi tre anni ormai. Eppure andiamo avanti, perchè, alla fine i perdiodi di stanca sono inevitabili, in tutte le coppie. E va bene, siamo invecchiati, qualche capello grigio, qualche ruga sul template. Ma se questa storia vale qualcosa, dobbiamo provarci ancora, dobbiamo tenere duro. Impegnarci di più ogni giorno perchè funzioni. Magari non sarà come prima, sarà diverso, nuovo, neanche so come. Ma insieme possiamo farcela e venire fuori da questa crisi, da questa noia. Almeno lo spero.

update : beh sapete com’è…. Le cose cambiano spesso molto in fretta, e tutto assume un’altra luce, un’altra prospettiva. Sono lieto di annunciarvi che in casa Tragedie greche è stato appeso un fiocco azzurro: abbiamo avuto il nostro primo troll e ne siamo fierissimi. E’ in salute, insulta, ci invita ad andarcene dalla Grecia e presumibilmente è pure di destra. Siamo commossi, la nostra gioia non si può esprimere a parole, e in genere non si può esprimere al pargolo, perchè il troll, come tradizione comanda è coraggiosamente anonimo. In alto i calici !!!

Riceviamo e pubblichiamo

marzo 16th, 2006 | By benty in Senza categoria | 16 Comments »

I servizi segreti greci ci hanno fatto pervenire i foglietti su cui il nano ha scritto nervosamente per tutta la durata del faccia a faccia con la mortadella da combattimento. Tragedie Greche, a servizio della comunità, lo rende documento pubblico. La gente deve sapere.

Self marchetting: abuso privato di pubblico blog

marzo 15th, 2006 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

1) Mi hanno invitato a prendere coscienza del disastroso impatto che ha avuto sulla mia vita sociale il blog. Su vita da blogger

2) Ormai è quasi un anno che collaboro con Sacripante, ma per fortuna la redazione non se n’è ancora accorta. I lettori nemmeno.

Riflessione: fermatemi, sennò mi ritrovate il tre aprile a fare domande a Berlusconi e Prodi.

3) Ho aderito con scarso ottimismo all’iniziativa pesto al blogger , e invece il simpatico Antonio mi ha recapitato il prezioso pacchettino fin nella lontana Grecia. Le sue gustose trofie con allegata una confezione di pesto me le sono pappate ieri sera, vantandomi con i miei ellenici commensali con il petto gonfio (e la pancia pure), che noi bloggher ci abbiamo i privilegi. Grazie a Dio non ci ha creduto nessuno.

 

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Bisogna crederci

marzo 11th, 2006 | By benty in Senza categoria | 8 Comments »

Stasera suoneranno i  Fall da una parte e gli Echo and the Bunnymen dall’altra. Le solite genialate degli stronzissimi organizzatori di concerti greci. In settimana è passato Marc Almond. Solite bordate da trenta euri. Vabbè i Fall 22. Ormai manco ci faccio più caso, però non deglutisco amaro: ho deciso. Se il 20, 21, 22 e 23 luglio siete da quelle parti fate un fischio che ci si fa una birra insieme. Io nonostante la prevedibile bancarotta finanziaria, e a meno di catastrofi, ci sarò. A dare un’occhiata adesso ai miei conti in banca non si direbbe. Ma al limite ci ho i reni buoni e uno mi potrebbe bastare per il resto dei miei giorni.

Karina

marzo 5th, 2006 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Karina insegna portoghese nella mia scuola. E’ nata a Cuba, da padre cubano e madre greca. Ha vissuto la sua adolescenza sull’isola, poi ne è fuggita in maniera non del tutto legale, da quello che ho potuto capire. So che non può tornarci, per adesso, e credo ne soffra. Dopo con i suoi si è trasferita a Lisbona dove ha vissuto per una decina d’anni e si è laureata. Potete capire la mia invidia quando a Pasqua io me ne torno a Fabriano e lei invece se ne va in Portogallo a prendersi una "bica" al miradouro de Santa Caterina, mirando il Tejo. A Natale mi ha portato una lattina di Sagres (che ora fa mostra di sè in soggiorno), commuovendomi quasi alle lacrime. Qualcuno capisce di cosa sto parlando. Dall’anno scorso vive a Salonicco, ha riiniziato una nuova esistenza nel paese che sente suo quanto il Portogallo e quanto Cuba. Lo ha fatto anche per amore di un greco, ma non solo, credo. E’ una creatura fatta di zucchero, ci ha sempre questo sorriso stampato in faccia che ti contagia anche dopo otto ore passate a spiegare passato prossimo e congiuntivo. Adora ballare, dice che a Cuba si balla con qualunque stato d’animo, e non solo per esprimere allegria. Con lo stesso sorriso ci racconta di come, quando finiva la "libreta" , per calmare la fame si davano a degli esperimenti gastronomici spregiudicati, al limite dell’umano (latte in polvere e cocacola, patate crude, robe così) e che ricorda sempre i giorni del martedì e mercoledi come i più duri, perchè le scarse provviste a disposizione della famiglia non bastavano per una settimana. Poi si doveva ricorrere al mercato nero. Karina racconta e ne ride, come se non le avesse vissute sulla sua pelle quelle storie. Una laureata in lettere che parla almeno quattro lingue, di cui tre a livello lingua madre, ha vissuto in paesi meravigliosi, ha passato quel che ha passato, e ancora sorride come una bambina, sarebbe autorizzata a guardare chiunque dall’alto verso il basso, per come la vedo io. Una influenzata tanto dalla saudade portuguesa quanto dalla gioia di vivere cubana però, non può essere che una persona affabile, umile e aperta.

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