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All Posts from ottobre, 2004

Margherita

ottobre 23rd, 2004 | By benty in Senza categoria | 11 Comments »

Margherita non è bella, ma nanche brutta. Margherita è sfiancata. Abbiamo iniziato oggi la prima lezione ed ero stato avvertito che la ragazza presentava qualche problema. Occhei dico baldanzoso, vediamo di che si tratta. Margherita è timida da far paura, affetta da quella timidezza che rasenta e oltrepassa il panico. Inizia a leggere un testo in italiano, malino, e si blocca dopo cinque righe, mentre la vedo tremare dall’emozione, inghiottire saliva di continuo e rumorosamente, inspirare sempre meno profondamente e sempre più affannosamente. Si blocca e mi dice "Non ce la faccio, davvero. Una volta sono pure svenuta perchè mi hanno fatto leggere davanti alla classe". Ovviamente a casa sua ci siamo solo io e lei, avvolti da un silenzio interrotto dal rubinetto della cucina che sgocciola. Appena iniziata la lezione mi ha detto "Ho un sacco di paura per quest’esame, sento che non ce la farò mai a passarlo". Con gli occhi bassi e quasi umidi e un nodo alla gola che non la faceva continuare. "Margherita – le ho detto io – stai calma, hai studiato per così tanto tempo ed abbiamo ancora due mesi. Tranquilla, ce la facciamo, vedrai" . Impercettibilmente avevo già abbassato il tono della mia voce e dimezzato la velocità con cui in genere parlo. Ho pensato che in un paese come questo, dove la maggior parte delle persone si sente in dovere di affermare la propria mascolinità ostentando marmitte da formula uno e alettoni montati su una cinquecento, o la propira femminilità truccandosi come una mignotta, in un paese dove la gente sembra che si insulti anche quando si dice buongiorno e tutti ci tengono a mostrarsi più sicuri e più furbi degli altri, Margherita è davvero un piccolo miracolo, fiore raro, fragile e profumato. Mi chiedo come facciano a sopravvivere in questa bolgia individui così delicati.

Capolavori a confronto

ottobre 23rd, 2004 | By benty in Senza categoria | 15 Comments »

 

Qui per ingrandire la Notte dei blogger qui per ingrandire La botte dei blogger (via trentamarlboro, Micce e solo dopo Indignato). A voi l’ardua scelta.

Ditemi un po’ voi…

ottobre 22nd, 2004 | By benty in Senza categoria | 8 Comments »

Vorrei ricordare che nell’aprile scorso, dopo l’assassinio di Quattrocchi da parte dei guerriglieri iraqeni, mezza blogosfera aveva bacchettato me e Delio perchè avevamo osato dire che la vittima e i suoi compagni di prigionia, in seguito brillantemente liberati a tre giorni dalle elezioni in Italia, erano dei mercenari – e quindi dei fuorilegge. Questa parolaccia, accostata ad un cadavere italiano fresco, aveva fatto storcere il musetto a molti. Ricordo con affetto gli insulti giuntici a vario titolo, trasversalmente, tanto dai blogger di destra che – soprattutto – da quelli leftish. Adesso che lo dice anche un tribunale, che erano mercenari cosa vogliamo fare? Ci buttiamo sul sempre verde “giudici comunisti” o secondo voi dovremmo aspettarci delle scuse?


update: allarme rientrato, sono tutti degli eroi, e io (sembra) un filoterrorista

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Ordine nelle cose

ottobre 19th, 2004 | By benty in Senza categoria | 23 Comments »

Il fatto è che quando i contenuti latitano uno si concentra sulla forma. Venitemi a dire che “la forma è il contenuto” e lo prenderò come un insulto personale. Riposte le pur lodevoli ambizioni di mettere ordine in casa, nella mia vita e dentro il pc (in ordine sparso), ha prevalso l’assolutamente necessario riassetto estetico del blog. Uno sforzo titanico, che ha esaurito le mie energie mentali e desertificato le mie notevoli fonti di ispirazione e creatività. Fra le altre cose ho dovuto addirittura imparare a memoria almeno 7 tags, e a buttare fuori il fumo della sigaretta dal naso. In realtà da perfezionista assoluto quale mi ritengo avrei voluto consegnarvi un lavoro completo e impeccabile in ogni minimo dettaglio, invece di questo pur pregevolissimo work in progress. Ma mi ero abbastanza rotto i coglioni. Qualche novità c’è, insomma, cercatela. Molti di voi diranno “Ma se è uguale a prima”. Stolti ! Ogni pixel è stato cesellato pazientemente, ogni linea di comando html riflettuta e modificata mille volte, ogni inutile orpello soppresso, ciò che avete davanti è il frutto unico e irripetibile di un certosino lavoro artigianale.


Il risultato è un template che avrebbe potuto sfornare anche mia nipote di 7 anni, senza sforzi particolari in 10 minuti. Ma apprezzate almeno lo sforzo etico, l’attitudine DIY, le imprecisioni macroscopiche e i malfunzionamenti di cui imparerete ad innamorarvi. Questo è il nuovo arredamento, roba da Ikea, massificata, globalizzata, materiali di scarsa qualità e a basso prezzo, design elementare, montaggio a carico mio. Ma è tutto ciò che vi fa sentire tanto giovani, moderni, indipendenti, funzionali e svedesi. No?


(per insulti, irrisioni e proteste varie, utilizzate pure lo spazio dei commenti: siate però consapevoli che il vostro parere non verrà tenuto in alcun conto)

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Un’umiliazione in tre atti

ottobre 10th, 2004 | By benty in Senza categoria | 14 Comments »

Atto I


Si presenta il tecnico dei telefoni con un’ora di ritardo, compie un’operazione elementare per aggiustarti il PC e la connessione, già che c’è decide di metterti a posto tutte le linee telefoniche di casa a differenza di quanto aveva fatto il primo tecnico che aveva attivato la linea. E’ amichevole, ti chiede dell’Italia e di come ti trovi qui, ti parla delle feste popolari che fanno nel suo paesello del nord, Kastorià. Te ne rallegri: visto che sono tutti luoghi comuni quelli sull’inefficienza e sull’antipatia dei tecnici dell’OTE, che invece non è vero proprio niente, si tratta di gente tanto per bene. Gente a cui al momento del commiato tu tendi la mano per ringraziare (sapendo che non può chiederti una lira essendo l’installazione già pagata in bolletta) e invece vuole trenta euro per quarantacinque minuti scarsi di lavoro. Ritiri la mano e la porti alle tasche, dove di euro ne trovi 27, dice che bastano, ti lascia pure il cellulare in caso tu abbia bisogno di altri lavoretti, non ti lascia nessuna ricevuta. Ringrazi vivamente ma ti senti un notevole coglione.


Atto II


C’è questa festa di compleanno di un tizio quarantenne pressochè sconosciuto, con l’aggravante che chiede anche a te di mettere i dischi in occasione del party (“…e non ti scordare gli Art. 31, che li ascoltavo sempre quando studiavo in Italia”). Tu ti sei già messo d’accordo col diggei ufficiale – nonchè teoricamente uno dei tuoi migliori amici da queste parti – per spartirsi il set amichevolmente: mica fifty-fifty, ti basta un’oretta e mezzo toh, giusto il tempo di ambientarti. Da gran signore quale sei ti presenti persino con un regalo: una bottiglia di rosso Ageorgitiko, fra i pochi vini bevibili in Grecia. All’improvviso, dal nulla o quasi, fa la sua apparizione anche la tua collega-che-ambisce-ad-essere-la-tua-confidente e tu non ne poi già più delle sue paranoie in loop, dei suoi pianti, del suo vittimismo a oltranza. Continui a bere, non hai alternativa. Risultato della serata: quando tocca a te a passar musica l’alcol ha già dimezzato la tua determinazione, il diggei ufficiale non ne vuol sapere di togliersi dalla postazione, ti invita alla consolle e poi ti consente di allungargli i dischi che hai deciso di mettere. Inoltre, realizzerai all’uscita che è la prima festa di compleanno a cui ti invitano, per una volta che ti presenti col regalo e ti senti moralmente a posto,e in cui ti devi pagare tutte le bevute da solo. E la torta faceva anche schifo. Te ne vai triste, ubriaco, economicamente impoverito e allarmato poichè sembra che abbiamo finalmente trovato un maniaco che si diverte a chiamare alle tre di notte. Ciò non ti proibisce di continuare a sentirti un emerito coglione.


Atto III


Come ogni tarda mattinata ti rechi in centro per andare al lavoro, ti divincoli come un’anguilla nel traffico metropolitano, combatti come un leone per un parcheggio. Sei fermo in fila quando una vecchia isterica davanti a te decide improvvisamente di fare retromarcia: probabilmente neanche ti sfiora o ti tocca appena, tu la mandi a quel paese ma decidi di lasciar correre, poverina. Non fai nemmeno in tempo a sentirti un coglione – che sai bene cosa ti sarebbe successo a parti invertite. Ma non hai ben realizzato che è lei a scendere dall’auto sbraitando , minaccia di chiamare le autorità, ti lascia assolutamente impietrito. Tu rifiuti di darle il minimo dato personale, la gente, come in ogni sud del mondo, fa subito capannello attorno al luogo del misfatto e inizia a sputare sentenze e scambiarsi pareri. C’è un sole lurido, il traffico si blocca, la colonna è tutta una sinfonia di clacson e bestemmie, la vecchia non accenna a far spazio, temendo che appena toglierà la sua auto dal centro della strada questo sporco immigrato non farà che fuggire. E infatti appena si scosta un po’, la vecchia si becca il secondo vaffanculo in italiano in pochi minuti, mi vede sfilare disinvolto e resta da sola a smadonnare su “panagie” ortodosse, illusa che da una targa italiana potrà mai risalire al colpevole. Mentre fuggi, ancora confuso e accaldato hai un’epifania, come quando un sentimento imprecisato d’improvviso prende contorni chiari, una forma e un nome. Non ti senti più un coglione. Adesso è ufficiale. Sei veramente un coglione.


(e adesso voglio il Poverino’s speciale per il migliore film straniero in concorso)

E’ arrivata, è arrivata, è arrivata !!!

ottobre 7th, 2004 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Finalmente la tanto attesa e invocata connessione internet da casa c’è, da oggi alle cinque e trentaquattro minuti. E’ da quell’esatto momento che ho realizzato di non avere assolutamente un cazzo da raccontare. Bah, vado ad ubriacarmi e metter dischi, una delle due cose mi riuscirà di sicuro.

Weekly report

ottobre 6th, 2004 | By benty in Senza categoria | 5 Comments »

Mi nutro prevalentemente di caramelle gelatinose e nescafe’ freddi. Ormai da giorni girovago invano per ore, in cerca di qualcuno disposto a tagliarmi i capelli in maniera accettabile, anche un idraulico, per dire. Combatto con le sorprese sempre negative che mi riserva la "casa maledetta", ovvero il luogo dove risiedo. Intanto ho trovato posto per il giradischi e funziona pure. Dovete sapere che di domenica posso sentire distintamente dal terrazzo i cori provenienti sia dal Harillau, lo stadio dell’Aris, (squadra per cui fingo di simpatizzare) che dal Toumba, lo stadio del Paok. Non ho bisogno del televideo la domenica quindi per conoscere i risultati in tempo reale. Mi sono tolto lo sfizio di passare Spara Juri sabato scorso al Casablanca, col risultato che uno e’ caduto dallo sgabello. Ho costruito mobili Ikea per me e gia’ che c’ero anche per altri: per ora il mio lavoro a scuola si risolve in un interminabile copiaincolla. Continuano a darmi fiducia e ho pure smesso di chiedermi perche’. Sto pensando di corrompere un tecnico della compagnia dei telefoni per avere uno straccio di connessione da casa, credo che il modem a suo modo mi abbia mandato affanculo qualche giorno fa’. Ho fatto la ola davanti ai nuovi arrivi del mio videoclub di fiducia, fra cui almeno tre DVD dei fratelli Marx. I tipi del Metropolis mi danno gia’ del tu, per la fine dell’anno potrebbero aprire un conto e farsi pagare direttamente direttamente in bonifici. Con 27 euro mi sono portato a casa quattro pilastri della storia della musica (Smiths, Sex Pistols, Sonic Youth e Velvet Undergruond). Il fatto di non avere ancora un reddito e’ un dettaglio privo di alcun potere deterrente sul sottoscritto. Cammino un sacco, tutti i giorni per almeno un’ora e mezzo, e ho deciso che ci sono troppe pance scoperte, non tanto per i miei gusti quanto per i limiti di pacifica sopportazione di un ometto per bene quale mi ritengo. Andare il cinema di lunedi’ per vedere Coffee and cigarettes e vedermi respinto perche’ trattavasi di sold-out mi ha lasciato sospeso a meta’ fra l’ammirazione e la blasfemia.

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