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All Posts from agosto, 2003

Fallo , di nuovo

agosto 30th, 2003 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Da un post del prode Shoegazer, mi giunge un tuffo diretto al cuore da vecchio fan dei Massimo Volume. Leo è questo che siamo ? Leo è questo che sei ? Mi sa che preferivo immaginarmelo misterioso affabulatore, con simpatie filonaziste, nascosto fra le righe scritte da Clementi, piuttosto che così. Sigh.

 

That’s alright Mama

agosto 27th, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Professore, l’università italiana è composta da un esercito di ritardatari?
"Sì, solo il 10% dei laureati riesce a concludere il corso di laurea in tempo. Tutti gli altri finiscono in ritardo: il 45% addirittura di diversi anni. E’ un problema del nostro sistema universitario. Che va risolto al più presto".(intervista completa
qui)

Ed io che mi son fatto per anni mangiare la coscienza dai rimorsi per averci messo così tanto a laurearmi. Invece era tutta colpa loro. Ditelo a mia madre che ancora mi rinfaccia anni di tasse universitarie a suo debito come iscritto fuori corso. La colpa non è mia, la colpa è del sistema come dice il professore di cui sopra : in senso lato la colpa è della società intera. Mia no, di sicuro. L’ho sempre sospettato che fossimo una maggioranza schiacciante noi tardo-laureati. Qualcuno pagherà per tutto questo. Kape, puoi dormire sonni tranquilli

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agosto 26th, 2003 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Ho iniziato a scrivere un post prolisso, fuori luogo, gonfio di ingiustificata saccenza, pretenzioso e scritto male. Stay tuned.

Destiny’s Child

agosto 26th, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Bea mi fa : " Guarda che se nonna mette Vasco Rossi io mi attappo le orecchie.A me piace solo la musica di Kurt Cobain e dei Marlene, e poi che ti pare che di De Andrè so solo quella di Piero ? Invece so anche quella delle viole , che fa non ci laaaaaasceremo maaaaai ". Bea non ha ancora sei anni. Orgoglio di zio.

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Homesleep night three

agosto 25th, 2003 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Sono arrivato tardi ieri a Posatora, preferendo dedicarmi ad amici che non vedevo da tempo. Quindi ho perso Ant di cui ho sentito dire "bravissimo" o "pallosissimo" (estratto da dialogo post-concerto, mi fa " E’ piaciuto solo alla ragazzine", mentre me lo dice arriva una 17enne che chiede "Come si chiamava il primo di stasera ? Mi è piaciuto tantissimo ". Ghigni sotto baffi non più adolescenti. Meet guitar , commenti non pervenuti. Siamo già ad opinioni di terza mano, quindi prendetele per quello che sono : uno spreco di pixel, fondamentalmente.

Il reading di Clementi l’ho trovato, purtroppo, già iniziato, con un pubblico attento ma inevitabilmente poco folto. Fisiologico un calo di spettatori, essendo domenica sera e soprattutto con Clementi come headliner – beninteso , per me è un grande assoluto ed io ero lì per ascoltare lui – ma con l’appeal minore che può esercitare un reading rispetto ad un concerto di Gdm e di Yuppie Flu. In un mondo migliore avrebbe dovuto esserci almeno lo stesso numero di spettatori delle serate precedenti. "La notte del Pratello" è uno fra i libri migliori che ho letto quest’anno, e non volevo perdermi la possibilità di ascoltarne estratti recitati dall’autore , corredati dai sottofondi musicali proposti da Carrozzi (Carlo?). Meritano menzione , delle cose ascoltate ieri, il brano in cui Rigoni "massacra" Nini , a casa sua, alla sua festa, davanti a sua moglie e agli amici, con una scena finale di grande forza. D’altronde Rigoni è il mio eroe personale, loser di gran classe e cattiveria, fallito che sa come va il mondo, e nonostante questo resta un drop out, per quanto non convenzionale. Divertente anche l’interpretazione che Mimì fornisce di Bogart, il matto avventore del bar di Lele, che si perde e va in totale stato confusionale : certo dal libro non avrei potuto immaginare che parlasse con un lieve accento di San Benedetto. Alla fine del reading devo assentarmi di nuovo e quando torno, dopo una mezz’oretta, tutto sembra essere finito, e non riesco a beccare nessun blogger, maledizione. Per consolarmi mi compro (finalmente direte voi – o anche no) l’album degli Yuppie, con il fermo proposito di iniziare una propaganda serrata appena torno a Salonicco, decretarne il successo di critica e pubblico, creare un caso musicale italo- ellenico, portarli in tour in Grecia ed infine fornicare con le loro groupies. Lo so che gli Yuppie non hanno groupies, ma a questo penserò in seguito. Con l’occasione saluto i blogger(s) conosciuti nella tre giorni (per me una due e mezzo) ovvero Elis e Inkiostro e li ringrazio pubblicamente del link, e anche Distilleria. So bene che tipo di ripercussioni sulla mia popolarità questo link potrà avere, ed ho già in progetto di comprare uno smoking, che non si sa mai, da adesso in poi. Stesso ringraziamento per lo stesso motivo a Shoegazer e Blog della Domenica. Quando dovrò conteggiare il numero di groupies di cui sopra penserò anche a voi, ragazzi. A te invece Diggei , che lasci commenti volgari sui miei post alcolici, ti faccio fare l’amore degli uomini dal mio amico Abdul (cfr Asphalto). Statt’ accuort’ guagliò. Inoltre ringrazio la mamma, il papà, Dio e tutti quanti hanno contribuito a farmi arrivare uno.

Consigli

agosto 24th, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Se veramente volete sapere quanto è stato bello ieri al Belvedere di Posatora, leggete il resoconto di qualcuno che sa scrivere e che i concerti li ascolta invece di alcolizzarsi. Distilleria per esempio (dei quickspace ci è piaciuta la stessa canzone)

Homesleep night two (part 1)

agosto 24th, 2003 | By benty in Senza categoria | 2 Comments »

Ah, magari ricordarsi qualcosa. Cioè, ok gli Yuppie Flu, a parte i guai iniziali di non so che tipo, ma poi eccellenti, come sempre. I Quickspace per me rivelazione, incantevoli davvero (dei Pavement dal suono più sporco ebbe a definirli il nostro diggei del corazon : non amarli ?) e poi vengo a scoprire che una canzone che Pandolfi e De Luca a Suoni e Ultrasuoni (ma tipo del 96) programmarono per un mese di seguito e che mi si era agganciata in testa era proprio dei Quickspace. Poi ancora Re Inkiostro e Reginetta Elis , prima a falar do Portugal e depois addirittura alle danze. Ed io sommerso da ettolitri di birra che sembravano piovere da ognidove. Al punto di spingermi , nel delirio al doppio malto, a rompere le palle senza un motivo nell’ordine a Burro batterista dei GdM, al cantante dei Quickspace stessi, al povero Paso.E credo anche a varia altra gente ignara e inoffensiva. Personaggio della serata Mone, un grande e forse non basta dire grande. Location-mito della serata, il Bukowskiano Bar del disco (caffè del disco per l’esattezza), bar corrotto, sporco, decadente ma vivo e losco, aperto fino a tarda notte, popolato da personaggi inverosimili (un vecchio zoppo che alle tre e mezzo di notte, si avvelena di birra, fra puttane e spacciatori ancora svegli) e soprattutto fornito di pizzette salvifiche e very very cheap. E poi, come era doveroso, la solita birra alle 4 (am) bprima di mettersi in viaggio. Domani, se emergono ricordi più lucidi dal maremoto di chiare-medie, al limite, posto qualcosa di significativo. Adesso nanna, che non oso immaginare con che grammatica ho massacrato questa testimonianza alticcia. Il diggei mi disse stasera, "Devo dirti una cosa". Poi me lo sono perso. Magari me lo dice domani.

Homesleep night one

agosto 23rd, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Prima sera all’ Homesleep weekend con l’onirica vista su Ancona che si gode dal belvedere di Posatora. All’inizio sembrava ci fossero solo famigliuole e coppie di anziani – che fino alle 20 circa dominavano indisturbati la scena, occupando militarmente tutti i tavolini e le sedie. Poi invece son venute fuori orde agguerrite di "giovani indie rockers on the move", provenienti da tutta Italia, mentre io ero ancora intento a stracciare i maroni del mio webdiggei di fiducia . I concerti cominciano tardino rispetto alla tabella di marcia, con i Midwest : ammetto , mi sono scivolati in sottofondo mentre parlavo con VinS di vita, musica, Grecia, Romagna e Santo Niente. Gente che di musica ne capisce mi ha in seguito confessato che non mi sono perso un granchè. Poi è stato finalmente il turno dei Giardini di Mirò. Era solo la seconda volta che li vedevo in concerto, la prima fu ad una edizione di Frequenze Disturbate di un paio d’anni fa, ed in quell’occasione dividevano il palco con gli Yuppie Flu. Quindi per la prima volta mi sarei trovato di fronte alla nuova formazione, arricchita dalla presenza di Alessandro Raina. Il concerto è stato molto coinvolgente; anche se si è trattato di un set breve; anche se credevo che il palco, troppo piccolo per la numerosa famiglia Giardini, a stento avrebbe contenuto l’esuberanza di Jukka e soci ; anche se c’era una cassa che scricchiolava . Dei Gdm in concerto era molto più quello che avevo letto in giro di quanto avessi visto in prima persona, quindi (checchè ne dicano in giro) mi sono lasciato volentieri cullare dalle loro atmosfere eleganti, eteree e in odor di psichedelia e mi sono fatto spettinare l’anima dai loro momenti più noise, con eguale e notevole trasporto. Su tutte , direi, Given Ground e Pet Life Saver. Bellissimo l’inserimento di un chitarrista emerso dalle prime file, che si occupa della chitarra di Jukka mentre questi va a dar man forte a Burro alla batteria. I soliti bene informati sapevano già tutto, anche che lo spettatore a sua volta suonasse in un gruppo emo. Del "nuovo" acquisto , Raina, mi ha molto ben impressionato la presenza sul palco (a me personalmente sarebbe bastato il fatto che indossasse una tshirt dei blonde redhead) . A mio avviso si è già amalgamato a meraviglia entrando in sintonia con l’attitudine dei Gdm, almeno sul palco, per quel poco che ne capisco. Riguardo alla sua voce credo che , per problemi tecnici o altro , sia risultata un po’ coperta dal resto della strumentazione e quindi sospendo momentaneamente un giudizio definitivo. Per quello che si è sentito , comunque, promosso a pieni voti. Immagino che dopo tale sentenza i GdM intraprendano il tour in Germania con maggiore serenità. Comunque, come diceva il buon VinS, si potrebbe azzardare una definizione di " piccolo Thom Yorke " per movenze ed intensità nell’interpretazione dei brani. Bello dunque il concerto come anche il post concerto, con colonna sonora suonata da Arturo Compagnoni che snocciola il meglio dell’indie rock (Strokes, Beck, Lemonheads e Violent Femmes credo di ricordare fra le varie altre) . Nel frattempo, come per magilla, una serie di indirizzi url e nick e prestigiose firme di magazine musicali si tramutavano in bella gente sotto i miei occhi increduli. Giusto il tempo di salutare VinS e i suoi simpatici compagni di viaggio incontro Paso, giornalista del mucchio, dopo anni che lo leggo e che ci parlo sul canale chat di loser. Poi rivedo con grande piacere Bea che mi sfodera un raccapricciante repertorio di parolacce greche, così , per farmi sentire a casa. Poi mi si materializzano in tutto il loro bloggoso splendore Inkiostro e Storie, con cui si parla di blog, musica e varie altre cose. Credo poi di essermi un po’ fatto prendere la mano dalla logorrea e di averli ammorbati per ore con le mie insostenibili storie di sofferenze elleniche. Giulia ha perso tutto il (poco) rispetto che avrebbe potuto avere per me a metà della frase "Forse vado a vedere il concerto della Bandabard…" e per la disperazione si è scolata una redbull di un fiato. Chissà se il mio lapsus sul titolo del libro di Nick Hornby basterà a farmi riabilitare dentro la comunità dei bloggers. Ho scoperto come si fa a farsi linkare da tutti : basta mandare (a chiunque abbia un blog) una email implorante come fa certa gente . Ho potuto ascoltare parole ancora fresche do chero do meu querido Portugal, e sapere perchè Inkiostro si chiama Inkiostro e perchè Storie si chiama Storie (ma a breve cambierà ragione sociale- blogscoop -). Io però l’attestato "Inkiostro è stato a Cabo da Roca" me lo sarei comprato : quando fra tre anni verrà invitato nelle più importanti giurie di concorsi di bellezza, un documento del genere avrebbe acquistato per le fans adoranti un valore inestimabile. Poco ho avuto modo di parlare con Distilleria, perchè in quel momento ero troppo preso a parlare io invece che ad ascoltare, chiedo venia, magari recupero stasera. Concludo il resoconto con una tripla constatazione

  1. la comunità di bloggers marchigiana è folta e vivace, e all’interno c’è la potente lobby Urbinate detti bloggers di Montefeltro, determinata a fare ingoiare i tesserini ai vari giornalisti che osano dubitare della superiorità dei bloggers ("scardineremo il sistema da dentro", ho sentito minacciosamente dire). La lucha sigue.
  2. se non me la smetto di lamentarmi della Grecia, i vari bloggers (e non solo) inoltreranno una petizione a splinder per revocarmi il blog e impedirmi , se possibile, l’accesso ad Internet
  3. (solo per i maschietti) . Ammazza che carine le bloggers … !!! (Di Stefano gongola pure: puntini, punti esclamativi e temi "futili" da svagato adolescenziale)

La serata di ieri l’ho conclusa in maniera assurda , come mia sana abitudine : fino alle 4 di mattina ad ascoltare storie di ordinaria resistenza e favolosi estratti dal cantamaggio da parte di un sessantottino alticcio, corroborato da birre e altre formidabili sostanze, non ancora legali. Stasera si raddoppia con gli Yuppie Flu. Godo.

Da oggi Weekend Homesleep, ad Ancona

agosto 22nd, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Forse , sicuro, ci piace di più

agosto 21st, 2003 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Adoro il confronto diretto con i professionisti, specie se giovani, poichè mi immedesimo meglio, in quanto scatta subito (nella mia capoccetta) il confronto. Ricorderete della mia incondizionata ammirazione per l’elettrauto greco. Oggi giornata di banca. Lei, allo sportello, amichevole oltremodo. Da giovane aveva anche saltuariamente bazzicato una specie di gruppuscolo che avevamo, agli albori delle gioiose scoperte dei prodigi alcolici. Non lo so se si tratti davvero di un ricordo o solo di una suggestione, ma ho una specie di immagine sfocata di lei di qualche anno fa. Rimmel che cola dagli occhi e le sporca la faccia pallida, barcollante stordita , sorretta da qualcuno, ha appena vomitato o sta per farlo. Era stata per un periodo anche ambita , sebbene su di me non avesse mai esercitato alcuna sorta di fascinazione . Credo fu una fase fugace della sua gioventù che adesso ricorderà con simpatica benevolenza come il suo periodo ribelle, ora rimosso per sempre. Oggi è indiscussa dominatrice della situazione della sua filiale di banca, si è sposata, sembra avere la sua vita sotto controllo totale. Vedo in lei quella sicurezza che raggela , a tratti ; quella che io non credo arriverò ad avere presto, quella sicurezza che prescinde dalla sfera economica, forse anche dalla vera e propria posizione sociale. La sicurezza di essere un personaggio definito, riconoscibile e catalogabile facilmente dalla società. La sicurezza che ti porta a rispondere senza tentennamenti, giri di parole o ipotesi fantascientifiche a domande quali "Cosa fai?" e "Stai bene ?". Poi siamo passati a lui. Camicia blu aperta a mostrare un catenone d’oro, abbronzato, ben rasato, basetta coltivata. Competente, rassicurante, cade su un paio di congiuntivi, dice parole come "switchato". Mio padre pende dalle sue labbra. Non credo che sia molto più grande di me, forse 4 o 5 anni di differenza. Forse i miei stessi studi. Lo ascolto e mi perdo nel suo disquisire di fondi obbligazionari, azionari, monetari, tassi di interesse e indici. Io dovrei saperle come lui queste cose, le ho studiate per 10 anni, cazzo. E invece no. Me ne sto zitto in ascolto, fino a che la mia attenzione provata comincia a focalizzare una specie di intervista doppia, tipo le iene : una domanda secca , una risposta a bruciapelo prima mia poi sua, su uno schermo diviso verticalmente in due. Il pubblico avrebbe riso solo alle mie risposte, e non perchè più simpatiche. Non so cosa mi avvilisce di più, se la mia condizione del tutto fuori dai binari che avevo (avevano ?) tracciato per il mio destino o il timore che avrei meglio soddisfatto le aspettative di mio padre se avessi saputo cosa è un Kilovar e un fondo azionario gestito. Invece io stavo calcolando quanto mancava all’Homesleep weekend, alla partita di calcetto di stasera, a settembre per comperare Ratman a scaricare qualcosa ancora degli Smiths. Il refrain di una certa canzoncina di Beck comincia a suonarmi autobiografico in modo impressionante. Meglio non pensarci, ma poi alla fine non è che mi rattristo più di tanto

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