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All Posts from giugno, 2003

Rage against…

giugno 30th, 2003 | By benty in Senza categoria | 4 Comments »

Non volevo contribuire ad immettere altra semplice “fuffa” (così si chiamano i cazzi propri nella blogosfera) nel mondo degli weblog, anche se di blog fuffosi ne leggo parecchi e con piacere. Però ho pensato che, essendomi qui negato il privilegio di andarmi a fare una birra con un amico per parlare dei cazzi miei, una soluzione poteva essere proprio spiattellare gli affari miei in rete. E democraticamente avrei lasciato a chiunque la possibilità di ribattere e commentare, nello spazio sottostante ai miei post. Ovvero mi sarei illuso che lo avreste fatto. Allora oggi do sfogo alla fuffa marcia che ho dentro e la birra me la sono già aperta, bella fresca dal frigo. Mi girano i coglioni. Voglio spaccare tutto. Mi leggo su Rumore e sul Mucchio dei concerti che ci sono in Italia ed io qui a farmi prendere per il culo da questi idioti per cui lavoro. Mi leggo le email di Kape su quella bolgia che è stato il palio quest’anno, ed io qui a non fare un cazzo. Vengo a sapere dei concerti gratis di Elio ad Ancona e bestemmio. Il primo che mi commenta ” Ma tu tanto hai l’ammmore” lo uccido con le mie mani, anche se senz’altro dice la verità. Il primo che mi chiede “Ma allora perchè non torni in Italia ?” gli sputo addosso, anche se fa una domanda molto sensata a cui non esiste risposta se non “Perchè tanto c’ho l’ammore” e allora mi dovrei menare da solo. Mi si sposa il Capo, uomo che mi ha forgiato da un punto di vista culturale, musicale e ovviamente non solo e ancora non so neanche se riuscirò ad esserci al suo matrimonio. L’unico commento che mi viene da fare è “Porcoddio”. Poco costruttivo, sono d’accordo ma adesso più che costruire vorrei sfasciare. Fine del post, fine della fuffa. Mi metto Dirty dei Sonic youth e torno a cuccia.Saluti dalla Grecia

Here comes your man

giugno 27th, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Si lo so,un blog andrebbe aggiornato quotidianamente. Tuttavia poiche’ due caritatevoli amici di infanzia sono venuti a portarmi conforto in questo amarissimo esilio, mi sottraggo ora (e per qualche giorno ) ai miei doveri da blogger. Sento che sopravviverete anche stavolta, anche se so che vi sto mettendo a dura prova. Stasera vado al mare, rodetevi pure il fegato. A presto

Children of the revolution

giugno 23rd, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

So benissimo che in Italia di quello che è successo attorno a questo vertice UE se n’è parlato pochissimo, se non per mostrare il Nano miliardario che si esprimeva in un goffo inglese con i colleghi europei. Per tutta la domenica non sono riuscito a trovare neanche un trafiletto sui siti di Repubblica e Unità riguardo ai movimenti di piazza.

Sabato pomeriggio siamo usciti di casa, io e la mia bella, già un po’ allarmati per le notizie che stavano arrivando dall’università, dove si trovavano anche nostri amici. Ma il vostro solerte inviato è come San Tommaso, se non vede non crede, quindi è lì che ci siamo diretti. L’intenzione nostra era addirittura quella di marciare con gli anarchici , come avevamo già fatto tranquillamente giovedì.

A Salonicco sembrava ferragosto, la città era un deserto . Mi chiedevo dove fossero finite tutte quelle cazzo di auto parcheggiate sempre e ovunque al centro che rendono una normale uscita per una birretta una sorta di interminabile calvario, ogni fottuto giorno a ogni fottuta ora.

Niente, sparite TUTTE.

Davanti al ministero per la Tracia e Macedonia (una specie di consiglio regionale, suppongo) le strade erano state chiuse da autobus della polizia, peraltro già ben schierata. Più ci avvicinavamo al centro e più aumentava la presenza delle forze dell’ordine ad ogni angolo di strada.

Riporto fedelmente i commenti di alcuni vecchietti greci "Anche quando ci invasero i tedeschi era così!" . Non credo si riferissero alle orde di turisti crucchi che sciàmano ogni estate sulle isolette della Grecia. Le vetrine dei negozi del centro , dove i cortei avrebbero sfilato, erano state per la maggior parte sigillate da lamiere. Quelle non protette sfoggiavano ruffianamente bandiere della pace, simboli antiguerra e contro la globalizzazione, su di una campeggiava anche lo slogan "Resistete !". Scenario abbastanza post-nucleare che metteva ansia e tristezza.

Poi siamo arrivati a piazza Aristotele, dove fervevano già i preparativi per la grande sfilata del Social Forum e dei Comunisti del KKE. Qui abbiamo incontrato un gruppo di Cobas italiani, le squadre di ecologisti, più in là c’era il palco dei sindacati che trasmetteva musica orrenda a tutto volume, c’era una rappresentanza di turchi, un sacco di associazioni studentesche da tutta la Grecia e la miriade di gruppi a rappresentare i circa trecentomila altri partitini comunisti , che sommati raggiungono alle elezioni circa lo 0.1%. Un aneddoto curioso ma emblematico: esistono due partiti comunisti nati dalla scissione di un unico partito marxista-leninista perché, sembra , non fossero in grado di accordarsi sul nome. Quindi esiste un partito che si chiama ML-KKE ed uno che invece si chiama KKE-LM che è uguale, ma per qualche oscura ragione diverso. Ovviamente fra di loro si detestano. La gente stava ancora arrivando, ed invadeva lenta e pacifica tutta l’ampia via Egnatia : l’atmosfera era decisamente quella di una festa, con tanto di famiglie e gente di tutte le età.

Arrivati al campus, in cui venerdì vi ho raccontato che bell’ambiente da comune sessantottina si respirasse, ci prende invece il panico. Pisenlov una ceppa. Commento: triste verificare ancora una volta come il vostro solerte inviato non ci abbia capito una beatissima mazza. Durante la notte devono esser scesi gli ultracorpi ad impossessarsi dei tranquilli freakkettoni di venerdì sera.

Quello a cui mi sono trovato davanti è stata la preparazione scientifica e minuziosa di una guerriglia, e un po’ ci sono rimasto.

All’entrata dell’università c’erano capannelli di gente intenta a frantumare le lastre di marmo e i muretti dell’ ateneo per ricavarne pietre. Suppongo non si trattasse di collezionisti alla ricerca di souvenirs. Erano solo gli ultimi preparativi, di lì a poco i blocchi neri sarebbero usciti, e la maggior parte degli anarchici era già pronta alla allegra sgambata. Lo scenario era il seguente : almeno duemila persone, (150 per la questura, 4000 per gli organizzatori) ognuno col suo bel bastone o la sua bella spranga, con la maschera antigas all’ultimo grido, col cappuccio nero, il casco e i parastinchi. Vi parlo anche di ragazze piuttosto giovani o magari che a vederle avresti pensato di consigliar loro un’alimentazione più appropriata. Mi sono passati accanto con la massima tranquillità immaginabile soggetti che trasportavano vari carrelli della spesa riempiti di spranghe, tubi e mattoni. Temo che non fossero maniaci della raccolta differenziata. Dietro di me uno stava infilando con cura due o tre molotov nello zaino, non si sa mai, magari te ne viene utile una più tardi, non dovessero bastare per la festa. Dalla facoltà di filosofia si alzava già una colonna di fumo.

Io e Dimitra eravamo fra i pochissimi a volto scoperto là dentro e , fra quelli non ancora in maschera, i soli che non si fossero cosparsi il volto e le braccia di Malox in crema, per attenuare l’effetto dei lacrimogeni e delle granate urticanti. Neanche vedere qualche black block con ai piedi le scarpe della Nike mi aveva tranquillizzato. Io almeno indossavo una maglietta nera , Dimitra, furbissima, aveva avuto la bella pensata di mettersene una rossa sgargiante, ed in mezzo a quell’orda nerovestita risaltava come un lampeggiante. L’adrenalina nell’aria si tagliava a fette. Poiché in tutte le scampagnate che si rispettino si intonano allegri canti, anche qui la regola non è venuta meno: dopo rapide consultazioni viene accantonata l’idea di attaccare con "Quel mazzolin di fiori" eseguita a due voci e si opta per un più consono "Sbirri, giudici e ruffiani, pagherete tutti il sangue di Giuliani ". Non ricordo un solo sguardo allegro, solo tanta tensione. D’altronde che cazzo c’hai da essere allegro se stai per affrontare a sassate dei robocop schierati in numero nettamente superiore e super attrezzati alla battaglia ?

Il tempo di salutare la nostra amica Alex ed eravamo già fuori di lì. Il vostro intrepido inviato in zona di guerra si è praticamente cagato sotto ed è fuggito a gambe levate. Paranoicamente ci aspettavamo che qualcuno ci fermasse insospettito chiedendoci "Ehi ma dove sono le vostre spranghe ?". Ero pronto a ribattere che non avevo fatto una buona colazione e in genere non tiro mai molotov a stomaco vuoto, ecco tutto.

Siamo dunque tornati sui nostri passi verso la grande manifestazione che stava per iniziare , quella da 25.000 persone. I dati erano come sempre discordanti : sarebbero stati 50.000 i partecipanti per gli organizzatori , 100.000 solo per il nostro Manifesto di oggi (commovente partigianeria !), 15.000 per la questura, nessuna per 3 telegiornali su 4 del giorno dopo.

Era una moltitudine pacifica, allegra, variopinta, rumorosa, con tutto il corredo di fischietti, striscioni, tamburi ,slogan e le italianissime bandiere della pace , il vero business della manifestazione .A 10 euro l’una ne hanno vendute un fottìo. Conclusione : l’Italia fa sempre trend e la rivoluzione anticapitalista ha comunque i suoi costi.

La manifestazione doveva ancora cominciare verso le 17.00, i vari gruppi che partivano da diversi punti della città dovevano ancora riunirsi a piazza Aristotele quand’ecco che si è sollevata una nube di fumo nero dal fondo di via Egnatia , accompagnata da schianti, fiammate e urla belluine.

Sbagliato , non era la squadra di mangiafuoco del circo Togni : stava arrivando il blocco nero. Erano tantissimi , compatti, armatissimi (gruppo autodifeso si chiama) come le seguenti testimonianze possono confermare , basta che clicchiate qui, qui, e qui. I disordini sono cominciati da subito , il blocco ha scelto come primo bersaglio i giornalisti appollaiati con le telecamere sui tetti dei palazzi. In un attimo le lamiere a protezione delle vetrine sono state divelte con un certosino lavoro di cacciaviti . Viene dato alle fiamme il Mc Donald (un grande classico), vengono devastati poco meno di una trentina di negozi, una banca, un piccolo supermercato, vanno a fuoco alberi, cassonetti e in un caso il fuoco si estende fino al primo piano di un palazzo, vengono ridotte in cenere una ventina di macchine. Più parcheggi liberi al centro, ho subito pensato soddisfatto. Una allegra pioggia di molotov si è presto scatenata verso gli amici poliziotti (vedi? te l’avevo detto che tornavano utili!),oltre ai tradizionali sassi e bastoni . La polizia ha risposto con idranti, pallottole di plastica, e soprattutto con gas lacrimogeni in quantità industriale, come già avvenuto a Porto Carras, non lesinandone alcuni nocivi e proibiti da varie leggi internazionali come si vede qui. Non sono mancate le bombe urticanti, quest’estate di gran moda, e i sempre buoni vecchi manganelli. La reazione della pula non è stata all’inizio violentissima a dire il vero, ma è andata progressivamente crescendo di intensità (in televisione, ovviamente, non passerà quasi nessuna immagine di violenze sui manifestanti, ma si parlerà poi con insistenza di accerchiamenti e vigliacchi pestaggi da parte della Pula avvenuti in seguito, al riparo da sguardi impiccioni). Il blocco nero ha tentato di resistere ma si è sfaldato dopo i primi durissimi e lunghi scontri in via Egnatia che avevano lambito anche il palco allestito dai sindacati, da cui uno speaker si sgolava per invitare la polizia a smettere il fuoco (lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, certe sane abitudini valgono anche qui). Alcuni ragazzi sono riusciti a tornare dentro l’università, altri si sono mischiati al corteo pacifico che è proseguito senza interruzioni per via Tsimiskì . Altri anarchici sono stati accerchiati e pestati nello spiazzo davanti la chiesa di Agia Sofia e a piazza Aristotele.

Gli altri manifestanti nel frattempo avevano cominciato a sfilare, ma era una marcia inquieta : da via Tsimiskì, ad ogni incrocio, si vedevano scorci della battaglia – alle spalle dei cordoni di pulotti ora onnipresenti – che si svolgevano poche centinaia di metri più su. Parecchi gruppi di manifestanti, anche fra i pacifisti, hanno duramente inveito contro la Polizia che continuava a fermare ragazzi, curiosamente tutti molto giovani e pochissimo incappucciati.

Gli sbirri poi sono usciti fuori in massa accerchiando la città universitaria, dove si trovavano parecchi black block che frattanto avevano iniziato a bersagliarli da dentro il recinto universitario con lanci di pietre e ancora di molotov, povere creature. L’assedio sarebbe durato fino a notte fonda, mentre si susseguivano voci per cui l’asilo sarebbe stato interrotto. Alcuni teorici del complotto mi hanno anche spiegato che la Polizia avrebbe facilitato il ritorno degli anarchici alle facoltà-base sperando che ,una volta dentro, i vandali sfasciassero lo sfasciabile dando così un buon motivo alle forze dell’ordine ( e alla destra che fra gli sbirri anche qui va per la maggiore) per invocare l’interruzione della legge sull’asilo. Fortunatamente così non è stato e si è evitata l’ennesima mattanza. Le voci parlavano anche di un quasi linciaggio interno all’università , da parte di un gruppo di anarchici che credeva di aver beccato un infiltrato, difeso però dai ragazzi di indymedia, ma di questa notizia non si hanno riscontri.

Momenti di indimenticabile simpatia : verso le 21 , tutto già abbondantemente terminato al centro, mi è passata davanti una pattuglia di piedipiatti mentre mi stavo fumando in pace una sigaretta con Dimitra in piazza Aristotele. Io manco me li sono filati. I loro commenti di insulti e scherno verso di noi sono iniziati da lontano. Uno, basso e grassoccio , mentre la pattuglia ci sfiorava mi fa :" Che cazzo c’hai da guardare Macaco?EH!? Che cazzo ti guardi MACACO di merda ?!". Pasolini diceva che i ribelli del 68 erano tutti figli di papà e che i veri proletari erano i poliziotti contro cui guerrigliavano. Sarà, ma a me sono andati sul cazzo più di quanto ce li avessi già bene in punta. Ah, le care forze dell’ordine , stronze ad ogni latitudine, sempre una sicurezza. Poi dice che uno tifa rivolta…

La giornata si conclude con 73 fermi ,di cui una trentina convertiti in arresti che porteranno la domenica seguente a nuove proteste davanti al tribunale e nuove manganellate sui contestatori stavolta del tutto inoffensivi e a volto scoperto. Mi pare giusto, così imparano a non armarsi. I cortei pacifici di sabato sono sfociati in 2 piazze diverse dove si sono tenuti concerti, il tutto in grande tranquillità. Io mi sono fatto un paio di birre (secondo gli organizzatori 4, per la questura solo una 1 cocacola) e poi me ne sono tornato a casa stremato per la giornata passata a camminare o a far finta di scappare da minicariche intimidatorie della polizia.

All’indomani nelle TV greche si sono visti ovviamente solo gli scontri, con pesanti critiche rivolte dai media alla polizia per aver permesso tutto questo macello ed è stata completamente ignorata la manifestazione pacifica, pure molto affollata. Le TV hanno optato per approfondimenti sulle tragedie dei poveri esercenti in lacrime che hanno visto i loro negozi in pieno centro andare in fiamme e a cui il governo ripagherà tutto. Pieno stile retequattro. Il preside della facoltà di filosofia, quartier generale dei black block durante l’occupazione, ha affermato in una intervista televisiva che gli edifici non hanno riportato danni ingenti, e che sarà possibile iniziare a lavorare di nuovo da subito. Io l’ho vista coi miei occhi filosofia : l’hanno un po’ imbrattata, ma era già così brutta che esteticamente ci guadagna parecchio con i graffiti.

Da Salonicco , il vostro solerte inviato in campo di guerriglia urbana, Benty

Links ai fatti di Porto Carras e more pics

http://www.triburibelli.org/sito/modules/xgallery/view_album.php?set_albumName=album19

http://www.lahaine.org/global/tesa_fotos_zonroja.htm

http://de.indymedia.org/2003/06/55390.shtml

http://de.indymedia.org/2003/06/55601.shtml

http://germany.indymedia.org/2003/06/55005.shtml

http://de.indymedia.org/2003/06/55578.shtml

http://de.indymedia.org/2003/06/55532.shtml

Oggi magari ci penserà ancora una volta Emilio Fido a mostrarvi quanto “i comunisti” siano cattivi, con qualche immagine degli scontri di sabato, perché qui a Salonicco è successo davvero un bordello.

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Link to the revolution

giugno 22nd, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Il vostro solerte inviato è al momento troppo provato dalla sfiancante giornata per postare un commento. Accontentatevi dei links per oggi, i racconti a domani

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Smelling news

giugno 21st, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Ci ha appena telefonato una amica nostra, Alexandra, che fa parte di un gruppo anarchico vicino ad indymedia. Loro non parteciperanno al corteo di oggi perchè dice che ci saranno scontri di sicuro, ed anche abbastanza violenti. Il dato olfattivo impressionante è quello che ci ha riferito Alexandra dall’università "Non si respira dalla puzza di benzina in tutto campus". Esplosivi cadeaux per gli amici in tutina militare e casco bianco, temo.

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La meglio gioventù

giugno 21st, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

Abbiamo passato la serata di ieri in quell’enorme squat-campeggio iperaffollato che è diventata la città universitaria. Là dentro è tutto un fiorire di concerti , dj set , esibizioni di artisti di strada , dibattiti , incontri , documentari ,proiezioni,workshops e mille altre iniziative.La radio del campus alterna i Dead Kennedyes e Neil Young alle testimonianze sui fatti di Porto Carras e alle iniziative programmate per la manifestazione di sabato,quella grossa.Inoltre ,sia dentro che fuori dai locali universitari ,si possono esercitare tutte le più classiche attività da camping , quali gli infiniti assoli per djembè e joints ,la gente in cerchio che canta e limona felice mentre uno sfigato suona la chitarra, il sesso libero outdoor nel poco spazio rimasto fra tende e sacchiapelo, ed infine il caro vecchio alcolismo a basso costo,che sa sempre regalare le sue belle soddisfazioni.

A me , dalla facoltà di economia di Ancona , se restavo oltre le 20.00 – e per studiare – mi cacciavano a calci gli inservienti.Qui invece i punkabbestia possono anche salire in cattedra: letteralmente, nel senso che ci dormono sopra insieme ai cani e alle bocce di birra.

Per sentirmi ancora più dentro il movimento ieri,ho optato per una scelta radicale : mangiare allo stand allestito da indymedia .Anche i più affamati, avvistata la disgustosa sbobba da lontano desistevano.Anche i più temerari una volta arrivavati fino ad inalare i venefici miasmi da distanze ravvicinate, poi crollavano.Ma io no.L’amore per la verità e la determinazione a fornirvi una testimonianza di prima mano, mi hanno spinto oltre i miei limiti.Dopo una breve coda ho potuto finalmente degustare degli spaghetti ,serviti da compagni francesi,direttamente su scodelle per la minestra , perchè più che scotti erano liquefatti.Mangiarli con il solo ausilio del coltello non mi ha aiutato particolarmente,sarebe stata più utile una cannuccia.Ma ce l’ho fatta,ne sono fiero e son qui a raccontarvela.

A poche centinaia di metri il centro della città risulta pesantemente militarizzato e si trovano capannelli di pulotti ad ogni angolo di strada. La polizia non può , per legge , entrare nel perimetro delle università , se non per gravissimi motivi e su autorizzazione del rettore : lo spazio dell’università diviene quindi vero e proprio asilo politico,scene come la spedizione punitiva alla scuola Diaz a Genova non dovrebbero ripetersi.

Ogni organizzazione ha occupato la sua bella facoltà dentro il campus e tutti gli "antagonisti" convivono in completo pisenlove anche un po’ flauerpauer : non so com’era il 68 ma se era una cosa simile a questa non doveva essere affatto male. Il fatto è che mi sono perso nell’arcipelago dei mille gruppi gruppetti e gruppettini presenti ,e non ci capisco già più una mazza. Indymedia ha preso l’edificio di legge,gli antiauthoritarian fanno base a teologia,Salonika Action 2003 ad architettura,il social forum a matematica,i black block a filosofia.Per entrare ed uscire dall’edificio dei black block si viene perquisiti : cioè i black block hanno istituito un servizio d’ordine fiscalissimo.Non ci sono più i black block di una volta,verrebbe da dire.

Vuoi per l’ambiente internazionale ,vuoi per il clima un po’ alticcio e rilassato , si riusciva a socializzare con estrema naturalezza e facilità.Dovendo forzatamente rinunciare a socializzare con esponenti del gentil sesso alternativo,causa presenza consorte , ho ripiegato su un meno affascinante radical leftish from London,George.Lui per prima cosa si è assicurato i miei favori incondizionati con una frase ad effetto ("I would really like to see Berlusconi dead") e poi ci ha raccontato di Evian e della situazione in Inghilterra e del suo pessimismo/ottimismo a riguardo,del supporto dei musulmani agli antiwar in UK e poi , purtroppo , abbiamo dovuto abbatterlo,anche se davvero a malincuore, perchè non se la smetteva più. Io capisco il clima di socievelezza e ammmmore , però George adesso basta dai,che dobbiamo pure andare a casa.

Dalla testimonianza diretta di George vi riporto come sono andate le cose a Porto Carras,dove il vertice EU si è tenuto.

Ci sono state due marce separate : comunisti/social forum da una parte e anarchici/antiautoritharian/salonika 2003 e blackblocks dall’altra,in tutto circa 5000 persone.Il fatto è che i poliziotti si erano schierati su un fronte largo centinaia di metri ed hanno fatto si che il contatto con i gruppi di manifestanti avvenisse dove a loro sarebbe stato più comodo fronteggiarli,una specie di valletta in cui convogliare tutta la dimostrazione.Per questo -ci spiega George – con due cortei separati sarebbe stato più difficile organizzarsi per i pulotti,avendo due fronti aperti e non uno solo e pure comodo per loro.

I primi ad entrare in contatto con le forze dell’ordine sono stati i comunisti,non attaccando ,ma tentando di proseguire la marcia oltre lo schieramento di polizia,in maniera – ci dice George – civile e passiva.La polizia ha subito optato per la guerra chimica , sparando quantitativi di lacrimogeni intollerabili appena il corteo era a pochi metri,allorchè dalle retrovie si sono uniti gli anarchici che hanno iniziato a bersagliare la polizia con i sassi.Chi si trovava in mezzo,fra questi sfigati anche George,non se l’è passata tanto bene :schiacciati dalla folla che non riesciva a fuggire dalla valletta o che cercava di avanzare per scontrarsi , pressato dai pulotti che infierivano con pioggie di manganellate,in mezzo a una coltre di gas lacrimogeno,e le pietre dei blackclock che volavano da dietro.Tutto è finito abbastanza presto e le formazioni si sono ritrovate nei torpedoni,per tornare a Salonicco.George riportava un vistosa garza sul polpaccio, ferita-souvenir della polizia greca. Meglio un posacenere dipinto da portare alla mamma,dico io.

Da quello che ci ha raccontato George inoltre , i "ragazzi" non vedono l’ora di scontrarsi con la polizia.Sembra che tutto sia molto più organizzato di quello che ,da fuori,potrebbe apparire : scontri, vetrine spaccate ,lanci di sassi quasi ogni cosa sembra essere pianificata prima.La guerriglia di Evian è stata ottima,secondo George che ovviamente c’era , perchè i target erano prefissati, i soliti simboli del capitalismo inequivocabili ,come pompe di benzina BP e vetrine Rolex,e venivano colpiti da miniformazioni anche 4 o 5 volte.Chiamiamola violenza ,certo , ma ricordiamo anche che è focalizzata su obiettivi disabitati e su soggetti in tenuta antisommossa, mica contro scuole piene di ricamatrici indifese.

Oggi c’è la manifestazione grande che dovrebbe essere unitaria.Alle ore 17 in centro città ci si raduna , anche se le varie formazioni partiranno probabilmente da punti diversi e si riuniranno in seguito.Dovrebbe partecipare molta più gente di giovedì scorso le voci parlano dai 30.000 ai 100.000.Che praticamente non vuol dire un cazzo,me ne rendo conto da solo.

A Salonicco nel frattempo continuano ad arrivare pullman carichi di manifestanti da tutta Europa.Molti sono stati gli arrivi dalla Germania si dice, di temutissime formazioni anarchiche.Non bastavano quelli di Hannover,venuti giù in bicicletta e dunque divenuti delle vere leggende umane ,che in realtà nessuno ha mai visto .Ma si dice siano pronti a sferrare l’attacco chimico lanciando i calzini utilizzati nell’eroica pedalata contro le forze dell’ordine.Poi certo che quelli reagiscono male.

Il vostro Pino Scaccia dei poveri vi saluta , passa e per adesso chiude

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/20-Giugno-2003/art30.html

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/19-Giugno-2003/art37.html

 

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Black blog

giugno 20th, 2003 | By benty in Senza categoria | No Comments »

E’ probabile che voi , in Italia, abbiate notizie più fresche di quelle che ho io su quello che è successo a Porto Carras ( ho appena smesso di lavorare,devo ancora accendere la TV). Si parla di scontri con le forze dell’ordine , arresti ma credo che la spedizione dei movimenti sia già al termine (Porto Carras è a 150 km da Salonicco). Non dovrebbe essere successo nulla di rilevante, mi perdonerete l’approssimatività. Fervono i preparativi per la manifestazione di domani che si prospetta piuttosto affollata (20.000 ?) , si dice che continuino ad arrivare gruppi più o meno organizzati da tutta Europa. Stasera si terranno ancora incontri all’università e concerti e street parties in giro per Salonicco.Ho visto 3 secondi di servizio del tg3 trasmessi dalla TV greca , in cui l’inviato italiano riusciva a sbagliare la pronuncia di Salonicco ( che poi andrebbe benissimo chiamarla così) per 3 volte consecutive.Ma documentarsi no eh ? Berlusconi è stato notato solo per avere appresso la security personale più folta, si mormora 45 uomini.E pensare che è alto un cazzo e mezzo : probabilmente riesce anche a nascondere un paio di guardie del corpo dietro le orecchie, vicino a dove tiene le mazze da golf. Intanto su un altro servizio visto sulle reti televisive nazionali greche ho notato come la disinformazione sia di casa anche qui. Il corteo degli anarchici, inaspettatamente compostissimo e senza scontri nè vetrine infrante, è stato bellamente snobbato, a contrario di quelli più "ufficiali". Scommettiamo che alla prima pietra lanciata verso il McDonald appariranno come per magia le telecamere a far vedere a tutti quanto sono brutti , cattivi e neri i black block ?

Per chi gliene fregasse qualcosa

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Vive la resistence !!!

giugno 20th, 2003 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Alla faccia della bella accoglienza ai manifestanti poco sotto riportata dal solerte cronista !

La città risulta blindatissima sin dalla mattina ,strade chiuse, poliziotti e militari nel loro inequivocabile assetto anti-sommossa e insistenti voci (da ciò che ho visto infondate) di devastazioni effettuate dai famigerati blecbloc asserragliati nell’università. Esco dal lavoro appena in tempo per accodarmi ad uno dei vari cortei che sfilano per Salonicco.Da una amica di Dimitra veniamo trascinati a partecipare alla manifestazione di anarchici e ,per l’appunto,blackblock che arrivano da ogni parte d’Europa. Non dovremmo essere oltre 2000-3000 persone.Un sacco di bandiere rosse e nere,parecchia gente che si copre il volto, attivisti che distribuiscono ciclostili al pueblo , sabotaggi delle telecamere incontrate nel percorso, diti medi simpaticamente rivolti verso i batsi (trad.sbirri) pochi slogan ripetuti alla nusea (il + gettonato diceva : "La solidarietà è l’arma dei popoli,guerra alla guerra dei padroni" e ce ne era anche uno che ricordava Carlo Giuliani). La maggior parte dei manifestanti (fonti del movimento parlano di 15000,la questura of course dice 5000) era nel frattempo da tutt’altra parte della città a sfilare in allegria col social forum,i gruppi organizzati e coloratissimi degli immigrati e col partito comunista (KKE).Il nostro corteo invece è piuttosto cupo,facce abbastanza tese e la mesta sensazione nell’aria che prima o poi qualcosa succederà.Un sacco di incappucciati,parecchi occhialetti da mare ,mascherine-filtro e maschere antigas (per pararsi dai lacrimogeni). Come sempre mi sbagliavo e ,credo anche grazie ad un saggio comportamento della polizia che ci scruta imponentemente schierata (anche dagli elicotteri) e minacciosa, ma sempre a distanza notevole ,non succede praticamente nulla.E’ un po’ triste constatare che anche nel resto dell’Europa i variegati movimenti che formano la sinistra siano dilaniati in mille correnti e correntine,partiti e partitini che si guardano in cagnesco ,si evitano e -diciamola tutta-un po’ si disprezzano reciprocamente .La manifestazione odierna era organizzata a sostegno dei diritti degli immigrati,e per questo il nostro corteo ha optato per un giro che ha toccato alcuni tra i quartieri più popolari,in maggioranza abitati da extracomunitari provenienti da Russia,Jugoslavia e Albania.Riflessione del vostro solerte cronista : quasi tutti gli slogan e gli striscioni erano contro il capitalismo, ed è stato interessante osservare il cortocircuito di immagini.Gli immigrati , alla vana rincorsa del sogno capitalista che evidentemente anche la Grecia in qualche maniera sa incarnare, a guardare dal terrazzo poco convinti gli anticapitalisti sfilargli sottocasa,con il loro corredo di creste colorate , piercing , treccine e tutto quanto fa no global. Il corteo si è concluso all’università dove oltre a varie formazioni di squatters,casseurs e altre forme di autonomi,hanno trovato spazio le postazioni di indymedia e varie altre organizzazioni collaterali al movimento quali il legal team con i suoi avvocati e una specie di servizio di pronto soccorso,di cui non c’è stato fortunatamente bisogno.Ovviamente ,come preannunciato,l’universita (il cui perimetro in Grecia è per legge inviolabile dalle forze del’ordine ndB) è diventata un enorme e colorato centro sociale ,completamente multilingue, fervente di iniziative , con un sacco di tende piantate un po’ ovunque,uno stand che offriva cibo caldo e addirittura postazioni internet. Fra le scritte viste dentro l’università che mi hanno + colpito (gli anarchici non hanno fatto altro che imbrattare autobus ed edifici con gli spray,non risparmiando neanche chiese e monumenti) "In the contraddiction the solution : violence against violence" che non lascia presagire nulla di buono per sabato,quando ci sarà la grande manifestazione ,si spera unitaria. Poco attratti dagli incontri organizzati all’università io e la mia bella decidiamo di andarcene a vedere che combina il Social Forum,che ha appena finito di sfilare sotto la torre bianca , simbolo della città.Presso l’ampio spazio ricavato sul lungomare era stato allestito un palco su cui si sarebbero esibite alcune tra le rock bands più rinomate della scena greca (Xilina Spathià,Mikro) con una atmosfera molto + rilassata,con tanto di famiglie con bambini al seguito,vecchi comunisti e parecchia gente che sembrava capitata lì più o meno per caso.Abbiamo saputo anche di altri concerti in altre parti della città,organizzati da altre associazioni.Appena arrivati siamo stati accolti da una trionfale Avanti Popolo, intonata dallo sparuto ma vociante gruppo di italiani,tutti abbastanza attempati e credo avvinazzati , divertiti e tutt’altro che minacciosi.Spraffatti dalla stanchezza e dal sonno,dall’insostenibilità di quella musica e dalle birre trangugiate ,io e Dimitra ce ne tornavamo a casa, da veri rivoluzionari, in taxi (eh ma qui costa meno che l’autobus ,o quasi). Mentre scrivevo questo post ero infine raggiunto telefonicamente da ebbri cori intonati nelle fumose osterie del Palio di Fabriano.Ah , che nostalgia ascoltare i miei amici intonare la Valsugana a tanti km di distanza e coi rutti al vino di sottofondo !

Domani i vari movimenti organizzeranno autobus alla volta di Porto Carras,dove c’è il vertice Europeo e la zona rossa è vigilata da circa 10000 poliziotti e dotata di missili patriot.Tanto per dire.Sabato si terrà la manifestazione maggiore,di nuovo a Salonicco e lì,di nuovo ci sarò.

Dalla Grecia , il vostro inviato , Benty

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Dura lex sed lex

giugno 18th, 2003 | By benty in Senza categoria | 3 Comments »

Al mio nuovo lavoro mi vogliono tutti bene. Mi chiamano affettuosamente Andriko,che è traducibile come Andreuccio. Si va spesso a mangiare fuori e talvolta ci si ubriaca tutti insieme in ufficio. Mi esortano scherzosamente con uno slogan di un vecchio politico che si chiamava di nome come me "Mazi su Andrea ia mia Ellada nea" che significa , insieme a te Andrea per una Grecia nuova. E giù risate. Che forti che sono i miei capi!

Certo , mi pagano il 50% in meno dei ragazzi albanesi che lavorano in magazzino. Certo ,mi costringono quotidianamente a degli straordinari che non mi saranno mai riconosciuti, al contrario di tutti gli altri che lavorano lì. Però , per il resto , seguono alla lettera le norme di legge per quanto riguarda il lavoro, e su questo non gli si può dire nulla. Infatti non mi hanno riconosciuto la laurea, per un cavillo burocratico. Eh,la legge è la legge. E poi secondo legge non ho diritto alle vacanze prima del decimo mese di lavoro. Ho chiesto che ne diceva la legge del fatto che avessi lavorato quasi tutti i giorni festivi e un paio di volte anche la domenica. Mi hanno detto che quelli non contano, perchè sono nuovo. Forti i miei capi,davvero. Proprio forti.

 

With a little less conversation…

giugno 17th, 2003 | By benty in Senza categoria | 1 Comment »

Benty (voce impostata da dj di radiomontecarlo) : buongiorno , chiamo dalla Grecia


Silvia (le centraliniste e quelle dell’export si chiamano quasi tutte così) : halò ?


Benty : buongiorno…


Silvia (quasi seccata di non poter sfoggiare l’iglese imparato a forza di gite in England con l’EF da giovane ,ma anche un po’ sorpresa) : ….ah, possiamo parlare italiano ?


Benty (rassegnato): direi di si ,d’altronde perchè complicarci la vita , già di per sè null’affatto semplice….


Silvia (perplessa): scusi ?


Benty: Nulla tralasci pure. Dicevo, chiamo dalla Grecia, sono il trasportatore del vostro cliente X


Segue discussione di nessun interesse, fino al congedo standard


Benty: va bene, la ringrazio di tutte le informazioni che mi ha dato, sarà mia cura richiamarla per informarla quando verremo ad effettuare il carico


Silvia (civettuola, abbandona la rigida formalità professionale): arrivederci e complimenti per il suo italiano, come mai parla così bene?


Benty: non saprei. Dev’essere che sono italiano e non posso fare altrimenti. La mia professoressa delle medie non sarebbe stata tanto d’accordo con lei sa ?


Silvia (con un sollievo che presenta delle sfumature nazionaliste): Ah ma allora è italiano !!!


Benty: al 100%, ecco svelato il mio piccolo grande segreto, eh eh eh (risata falsa come i capelli di Pippo Baudo)


Silvia (mode novella 2000 on): ah, e che ci fa in Grecia ?


Benty (con tono da uomo che sa tante tante cose della vita -cfr Olmo): tento di sopravviverci. Eh in realtà è che la mia ragazza è greca, non ne vuol sapere di muovere le chiappe e allora mi sono trasferito qui


Silvia (mode novella 2000 off, mode collana harmony on, sospirando): ooohhhhhh che bello, allora è per amore ?


Benty: no è solo sesso, solo che mi piace complicarmi la vita ed ero ricercato dalla mafia albanese dalle mie parti


Silvia (totalmente in preda a sogni di storie di ammmmore, passa inavvertitamente al tono confidenziale): scusa ??


Benty: no nulla, dicevo che si, è proprio per amore eh eh eh (risata preregistrata, credo)


Silvia (con occhi sognanti persi nel vuoto): ah è per amore,ma che bello !!!!


Benty (con intenzione di chouderla lì): già, proprio bello, ma che ci vuol fare è così che vanno le cose…


Silvia (ormai in preda a spasmi quasi orgasmici di piacere): e non ti manca l’Italia ?


Benty: si certo, soprattutto il tg4 e il festival di Sanremo, ma si sta bene anche qui tutto sommato


Silvia (ormai lubrificata, potrei giurarci): la Grecia dev’essere bellissima, ho visto le forto di mia cugina che è stata a Santorini


Benty : si certo. Scelta coraggiosa Santorini. Ma vi ha trovato altre forme di vita ?


Silvia (cofusa): Scusa ?


Benty : no dicevo,Santorini è bellissima.Ok allora ci risentiamo fra qualche giorno


Silvia (entusiasta): ok allora ci sentiamo,ciao e grazie


Benty : grazie a te piccola

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