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Quattro anni e due giorni dopo

19 May 2006 | By benty in Senza categoria

Manco mi sono accorto che dall’altro ieri sono già quattro anni che vivo a Salonicco, remota provincia dell’impero occidentale, Europa ai suoi confini che non confina con l’Europa, città che alla fine mi si è infilitrata nelle fibre. Quattro anni. Non me ne capacito, mi sembrano ere geologiche fa. Intanto è cambiato tutto, a partire dai motivi per cui mi trovo ancora qua, ben diversi da quelli per cui a suo tempo decisi di trasferirmi, lasciandomi alle spalle l’Italia. Eppure non cambia nulla da un certo punto di vista. Ci sono cose che rimangono (cfr Bugo). Una sorta di permanente precariato esistenziale. Una ostinata fede in valori discutibilissimi e sicuramente sopravvalutati. Lo smarcarsi con allucinante convinzione dalle soluzioni troppo facili, in maniera quasi cronica. Un fiuto sopraffino per cacciarsi in deliziose e necessarie situazioni che ti complicano la vita. Eppure senza le quali ti sentiresti vuoto e inutile come una birra senz’alcol (cfr Brizzi). Un navigare a vista che ormai è marchio di fabbrica, e permea ogni compartimento della tua esistenza.

Uno pensa sempre che fra quattro anni chissà, fra quattro anni sei cresciuto, le cose saranno cambiate, sarà tutta un’altra storia, figurati, c’è di nuovo il mondiale. Vedi gli amici che si sposano, e fanno figli, carriera. Continui a non invidiarli, e la cosa non ti impensierisce minimamente. Che poi alla fine qualche passetto l’hai fatto pure tu, non si discute. Ma verso dove, quello ti chiedi. E quando ti sforzi di trovare una risposta ti senti un po’ coglione e un po’ orgoglioso. Insensatamente soddisfatto di proseguire una strada in cui ti sei ritrovato quasi per caso. E alla fine però ti porta proprio verso la destinazione che ti sembra di aver sempre sognato. Almeno tu ne sei convinto, quello ti ripeti.

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3 Comments on “Quattro anni e due giorni dopo”

  1. coraggio vecchio Alex, roccioso e rock come un Girardengo: con te la birra non รจ mai senza alcool

     

  2. meno male che c’e’ gente come te. ci si vede stasera.

    andrea

     

  3. io quattro anni fa ero felice. adesso non lo so.