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Irene e Celia

17 May 2006 | By benty in Senza categoria

Irene era la giovanissima professoressa di spagnolo della mia scuola, fino a qualche settimana fa. Era emaciata, molto alternativa, a rasentare quasi la freakkettona. Ci aveva pure il piercing sul labbro, roba parecchio estrema per il quartiere dove si trova la scuola, Kalamarià. Un quartiere di arricchiti, le ragazze vestono abbastanza fighette e vengono a studiare italiano così dopo possono andare a fare shopping a Milano. I loro pregnanti discorsi durante l’intervallo girano sempre attorno a vestiti, occhiali, profumi, o gossip sulle celebrità (mon dieux) greche. Un posto del cazzo, ne convengo. Figuratevi come ci si trovava Irene poverina, un’anarchica spagnola iniettata in un tessuto medio-borghese. Un nuovo tassello sbagliato, con mio grande compiacimento, veniva ad aggiungersi alla creazione di questa bislacca scuola di lingue, già in mano a un proprietario barbudo, capellone e fiero indossatore di magliette dei Blonde Red Head a lezione (TM)*. Eppure dopo alcune difficoltà iniziali si era adattata, credo si trovasse bene. Io ero molto fiero di lei quando perdeva la calma in classe e sbranava quelle ochette che continuavano a vantarsi di essere razziste e di odiare visceralmente gli albanesi, senza neanche saper spiegare perchè. Mi diceva "Desculpe Andrea, ma no aguentava mas ". E io le dicevo "Ma che scherzi? Hai fatto bene cazzo". La chiamavo "malaguena", e quando ero di buonumore ci mettevo anche un "salerosa". Lei mi diceva sempre "Tienes caras de sono". Ero un datore di lavoro soddisfattissimo, che la poverina al primo anno si stava facendo in quattro per fare tutte le lezioni, anche sull’onda dell’entusiasmo iniziale. A volte veniva a trovarmi anche quando mettevo i dischi il sabato, e stavamo addirittura progettando un dj set italo-spagnolo a quattro mani, anche se lei non aveva mai messo musica in vita sua. Quando mi ha detto che doveva andarsene per dei problemi di salute che qui non avevano saputo risolvere, aveva gli occhi lucidi, ed è dispiaciuto molto anche a me, perchè d’astate progettavo di divenire un suo studente. Lei era completamente innamorata della Grecia, e non voleva assolutamente tornare a Malaga, stava bene qui col suo Fernando. Io mi perdevo la mia prof. no global ed era veramente un peccato, che mi veniva meno un cardine dell’immagine della scuola fra le altre cose. E poi a una settimana dall’esame di spagnolo. Abbiamo iniziato a cercare, la mia socia un giorno mi avverte: "Ti mando una ragazza nuova, si chiama Celia". Mi si presenta questa con dreadlocks biondi raccolti da un panno di discutibile provenienza. Ho sorriso. Evidentemente il destino di questa scuola è segnato.

 

*il professore che indossa magliette indierock per fare il figo e sentirsi giovane (TM) è un marchio registrato e depositato dalla Tragedie Greche AE. All rights reserved

7 Comments on “Irene e Celia”

  1. pazzesco, anch’io ho avuto un’insegnante di spagnolo con i dread, il pearcing sul labbro e tendenze anarchiche! che tra l’altro mi presterà la casa per benicassim…

     

  2. mi assumi?

    andrea

     

  3. kiavala!

    k

     

  4. mi pare di conoscere il commentatore n.3, e sulla scorta della sua autorità morale mi aggrego alla sua risposta pregnante (anzi pregnant)

    ricordi il tizio che trovammo a Venezia/primavera2005, che chiedeva info sugli O****** D**** P** ? Beh lui insegna a Pavma (università), e mette addosso la maglia dei M****** K****

     

  5. Eh eh eh anche io conosco ( molto da vicino ) un professore con gli occhiali che va a scuola con la maglietta indie…

    eh eh eh !

     

  6. oh versatemi i diritti, ci ho l’esclusiva !!!

     

  7. Dammi almeno cab e abi… che poi te li versa il mio socio in indie-affari !