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After Benty my sweet: di quella volta che ho salvato un concerto dei Julie’s Haircut

26 April 2006 | By benty in Senza categoria

I sassuolesi Julie’s Haircut hanno suonato al meritevole Thermos di Ancona venerdì scorso, ma ne scrivo solo oggi, causa conclamata pigrizia. Devo scriverne in quanto non ho solo assistito al concerto, ma ho addirittura dovuto dare una mano ai ragazzi, non proprio salendo sul palco , ma quasi. Adesso vi spiego, anzi dopo. Intanto va detto che mi sono piaciuti e pure parecchio nella nuova versione virata psychedelic. Più di quanto mi sarebbero piaciuti anni fa, immagino. Si presentano tonici e piuttosto intercambiabili agli strumenti (3 chitarre, basso, batteria, tastiere e moog e altre diavolerie a me ignote) davanti a un pubblico attento ma ingenerosamente scarso.  Pensavo che ci sarebbe stato il pienone, in un locale piccolino come il Thermos, per il concerto di una delle band capofila da anni dell’indieroccherolle made in Italy. Vabbè, c’era pure Beppe Grillo quella sera ad Ancona.

"I JH sono maturati" non si può più dire, perchè questa ovvietà era già stata spesa al tempo di Adult Situations (2003), giocando col titolo. Che però il loro suono sia cambiato si può dire, che non si sbaglia. Sono passati dal garage ruvido ma canticchiabile di Fever in the funk house, che me li aveva fatti conoscere qualcosa come sette anni fa, dopo altri due album, a un tipo di musica meno strutturato in forma di canzone, più complesso, rumoroso. Questi sono i JH 2006, quelli di After Dark, my Sweet: scorribande soniche, improvvisazioni oniriche, riff di chitarra in loop da cui partire per altre mete sonore, perse in territori quasi jazz (almeno come idea di fondo). Mogwaiano e post-rockoso a tratti, ancora meno Pavement e più Sonic Youth, se volete.

Infilano in scaletta anche una cover dei Can, che io dall’abisso della mia ignoranza musicale, nè so nominare, nè ricordo bene, nè sono riuscito a trovare su gugol, figuratevi. C’era una Laura che non era la Laura quella lì, ma bensì un’altra Laura. Io non lo sapevo, perchè era la prima volta che riuscivo a vederli dal vivo, e devo dire che mi è piaciuta anche la Laura di riserva. Inoltre al moog non c’era il Reverendo, bensì Andrea Rovacchi (co-produttore fra l’altro del loro esordio su album). Non mi hanno suonato Fish and Chips Brain che è da sempre la mia preferita, o Nuclear Core Blues, che è quella che suono di più al Kika. Ma il concerto mi è davvero piaciuto, più di quanto mi aspettassi. E poi è giunto il momento del mio storico esordio nel mondo dell’indierocherolle.

Verso la fine del concerto i JH stavano eseguendo un pezzo piuttosto noise del nuovo album (i titoli non li ho assimilati ancora, l’album l’ho comprato solo dopo il concerto) , che prevedeva l’utilizzo di un aggeggio dal funzionamento strano. Si trattava di una scatoletta maneggiata da Luca G, su cui si trovavano due pertugi. Maneggiando una specie di piccola torcia elettrica in direzione delle due aperture si otteneva un suono acuto e distorto, simile a quello di un theremin, i suoni che emetteva cambiavano di frequenza a seconda della intensità della luce e del calore, ovvero avvicinando, smuovendo, allontanando la fonte luminosa. Fattostà che il barbudos Luca, dopo lungo smanettare con il coso, scende dal palco ed offre al pubblico la torcia per cacciarne fuori rumori, nella coda jammata del pezzo. Ovviamente non mi sono potuto tirare indietro e ho partecipato, assieme ad altri, al rito collettivo. Ho rumoreggiato, dando un decisivo contributo alla riuscita del concerto. Devo dire che nel mio primo live me la sono più che cavata, e infatti a fine gig i ragazzi mi hanno chiesto se potevo seguirli in tour, per continuare a smanettare, che ci sarebbero state anche delle groupies pronte sul furgone. Ma ho dovuto declinare l’invito, che la Grecia fra un po’ m’aspetta, e ci sono gli esami. Mi è dispiaciuto deludere i simpatici indierocchers, sarà per un’altra volta.

4 Comments on “After Benty my sweet: di quella volta che ho salvato un concerto dei Julie’s Haircut”

  1. io ci vado spesso al thermos e ho pensato: mamma mia quanta gente stasera! davvero, pensavo ce ne fosse meno…e domani credo ce ne sarà poca più…

    marco

     

  2. non capisco perchè molta gente schifi il loro ultimo disco, a me piace assaje. eccheccazzo

     

  3. per le mie orecchie si sono resi ascoltabili (e alla grande) solo con questo disco, il che è tutto dire. bravi.

     

  4. perchè tecnicamente vale pochino e non è accattivante come gli altri.questo un parere oggettivo. poi io i loro album ce li ho, l’ultimo lo trovo bellino, al concerto qualche mese fa c’ero, figurati.